Sei anni dopo

Quella di oggi è una delle ultime camminate verso la sede di TVN Media Group in Corso Magenta, a due passi dal Cenacolo e dalla Vigna di Leonardo. In uno dei più bei viali di Milano. Quando ho iniziato a lavorare come collaboratore di Pubblicità Italia ero arrivato dalla Sicilia da nemmeno sei mesi. Questa città ti cambia davvero. Come ti cambiano tutte quelle in cui non sei nato e in cui ti incastri come un pezzo di puzzle tagliato male.

Prima eravamo nel sottoscala di via Vico 42, dove ora c’è l’impero Banzai. La chiamavamo la nostra Bat-caverna. Eravamo la redazione web. Quando ancora aveva un senso tenerla separata dal resto della redazione. Poi ci siamo sparpagliati per i vari uffici.

C’è chi ha cambiato completamente lavoro, passando dall’altro lato del mondo della pubblicità, lavorando direttamente per quelle agenzie di cui abbiamo scritto per anni. C’è chi fa le immagini per Dagospia. Chi ha capito che il vorticare di Milano non faceva per lui.

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Io e il mio buddy Fabio siamo passati alla redazione di Advertiser, quando ancora si chiamava Adv Strategie di Comunicazione. Abbiamo preso in consegna anche MyMarketing.Net, ereditato da Deborah (con l’acca e orgogliosamente pugliese).

E siamo cresciuti. Professionalmente ho fatto davvero di tutto, dal social manager tra la nebbia della sede Sky a Rogoredo a videointerviste a mostri sacri del settore come Philip Kotler, tutto il gotha della comunicazione italiana, internazionale e perfino degli amati fumetti. Sì, l’ufficio è proprio a due passi anche dall’Astorina, la casa natale di Diabolik, e a qualche isolato dalla Sergio Bonelli. A Milano batte davvero il cuore dell’editoria. C’è il Corriere della Sera, in viale Tunisia c’era la redazione del Nuovo Politecnico dell’amato Vittorini.

Ci sono stato davvero bene e sono sicuro che le nostre strade si incroceranno di sicuro. Quante mattine a seguire gli osservatori del Politecnico, a scambiare due battute con i nostri alleati più vicini, gli uffici stampa, croce e delizia di questo mestiere.

Con molti di loro sono diventato amico. Abbiamo iniziato praticamente insieme. Sin dalle prime volte che per far capire la mia mail ricorrevo a straordinarie scalate di specchi: Pinta come la caravella di Colombo e Cuda, come la fine di Barracuda. E poi pure l’estensione, quel Torino-Verona-Napoli per far capire TVN a chilometri di distanza. Continua a leggere

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Millemilano

Milano, questa città fatta di tante città, ti conquista giorno dopo giorno. È come una donna, si impara a conoscerne tic, abitudini, il suo modo di guardare e di guidarti.

Milano cambia e tu cambi con lei, si srotola tra i nuovi colori della metro, con lo skyline che gioca a nascondino tra il ritorno della nebbia e nuovi palazzi che giocano a farne una nuova terra di opportunità. Negli anni, tra custodi di palazzo pronti a raccontarti la loro milano e noi – orgogliosamente terroni, sparpagliati qui come semi al vento con le nostre vocali dilatate e raddoppiate a caso – sempre pronti a far fronte comune tra tutti quelli che vengono da sotto la linea del Po, c’è una solidarietà nuova.

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“Piove sui giusti e sugli iniqui”. “E cosa c’entriamo noi nel mezzo?”

Quest’anno a Milano la primavera tarda ad arrivare, sostituita da un’alternanza tra precoci sfiammate d’estate e scrosci d’acqua che danno un senso nuovo al fine settimana. Per dirla con Woody Allen, anche io

“Amo la pioggia, lava via le memorie dai marciapiedi della vita”.

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110 molta infamia e nessuna lode

Succede anche questo.

A non voler parlare del linguaggio degli scimmioni e dei neuroni specchio che tanto stanno a cuore  a quattro parrucconi incatenati alle loro sedie.

Basta un prof che non conosce e non vuole conoscere l’argomento per azzoppare un lavoro nato alla fine di un calvario lungo 47 materie.

Che dire? Addio brutta facoltà rosa salmone, fottiti l’anima di qualcun altro che con me hai chiuso. Divertiti coi sogni di quelli che ancora credono ai tuoi sette piani di disillusioni.

Auguro a tutti di svegliarsi prima di arrivare a 26 anni, con tante cicatrici sul cuore e sul culo.

Vado, mi ri-laureo e torno

leggere nonostante tutto

Dopo la prima, completo – dopo 47 materie – finalmente il mio primo percorso accademico.

Nel mezzo: servizio civile, scrittura, giornalismo, Uruguay, tutte le storie nel piano accademico, infarto di mio padre, primi inevitabili affondi della vita e dei suoi Omini di Burro…

Ve lo volevo dire da queste colonne. Mi sembrava giusto così.

Se poi siete curiosi, leggete qui o meglio ancora qui