Abbandonare facebook per ricominciare

Complici questi giorni che si allungano e la dieta ripresa con buona lena e la bilancia che finalmente ha deciso di collaborare, ho portato a termine un’idea che mi luccicava in testa da troppo tempo: abbandonare Facebook. Tra alti e bassi ci ho passato quasi 15 anni, solo questo blog è digitalmente più longevo.

Sono ancora un tecno-entusiasta, in grado di mettermi in gioco sulle nuove piattaforme ma l’ultimo periodo ha fatto incarognire l’algoritmo che sta alla base del social in blu, rendendo di fatto indigeribile ogni scrolling su e giù lungo il Feed. Ogni post, ogni like messo o non messo poteva avere strascichi. Mi ritrovavo a spolliciare su e giù e a vedere squagliare ore senza aver cavato nulla di concreto. Spazio sottratto agli amati libri, ai manuali di marketing, ai fumetti, alle passeggiate. Ci siamo nascosti per troppo tempo dietro quegli smartphone.

E quindi si ricomincia. Chiuso il profilo ne ho dovuto aprire uno “di servizio”, senza amici, senza foto, senza dati. Solo per gestire le pagine aziendali che curo. La prima sera è stata dura, le due fermate di metro che mi separano da casa sono sembrate insolitamente lunghe. Non avevo il kindle per leggere l’ultimo di Lansdale. Né il tablet per sfogliare il Corriere della sera (l’ho detto che sono un tecno-entusiasta!). Cosa mi stava togliendo quel fiorire di notifiche sempre più diradate? Mi sono trovato davanti a un baratro: non vedrò più crescere i figli dei miei cugini foto dopo foto, non saprò chi ha cambiato vita e lavoro? Sarà che noi cresciuti negli anni Novanta abbiamo già sperimentato la vita prima del pc e sappiamo che non era così male. Avrei divorato i classici della AMZ dove lavorava lo zio Angelo? Avrei speso tutte le paghette all’edicola di Pippo e alla Paper House del corso?

Dopo i primi giorni di astinenza, ho schivato l‘Information Deprivation Disorder. Le notizie le ho sempre cercate autonomamente e scommetto che quei dieci lettori che sono venuti sin qui a trovarmi sapranno già dell’esistenza delle edicole digitali delle biblioteche regionali. Io mi trovo benissimo a sfogliare anche i quotidiani internazionali dal SISTEMA BIBLIOTECARIO NORD EST MILANO. Son giorni che non leggo con quella marcata polarizzazione che aveva fatto avvizzire ogni confronto, ogni commento era diventato uno sterile testa a testa tra “noi” e “loro”.

Prima di chiudere ho esportato tutto: note, post e foto. Ci ha messo più di otto ore. Me le sono ritrovate sul mio Drive e ho rivisto passare a velocità questi anni, i primi giorni a Milano, i ritorni a casa, le gite con mia moglie quando scoprivamo il nostro spazio in quella che avremmo chiamato casa nostra. Due o tre cartoni di ricordi, messi lì a riprendere il loro posto.

In cinque giorni ho recuperato una dozzina di fumetti arretrati, da Tex a Dampyr, trovando anche il tempo per rileggermi Martin Mystere dal numero 1, che emozione ritrovare le prime avventure dell’archeologo e di Java. Di questo devo ringraziare il buon Gianfranco Franchi che aveva pubblicato la sua collezione di fumetti. Dove? Su facebook! Una decina d’anni fa, Gianfranco non voleva sbarcare su Facebook, aveva capito ben prima degli altri che era tempo tolto alla riflessione, all’approfondimento, alle letture più ragionate. Ci ho messo un po’, ma alla fine l’ho capito anche io. Ci si rilegge da queste parti!

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