Cinefilia

Ci hanno lasciato solo la settima arte, regalandoci l’illusione della terza dimensione che dovrebbe riempire le sale che una politica suicida dei prezzi prima ha provveduto a svuotare per bene. Ah, chi se li ricorda i mercoledì al cinema di Veltroni?

Nel fine settimana i prezzi lievitano d’un euro e cinquanta di sovratassa per una sala ancora più sporca, calpestando resti di quell’insulso gelato bomboniera che vendono solo nei cinema, con bicchieroni di pop corn da schivare manco fossimo nel campo d’addestramento di nerboruti marines. Dio benedica le carte sconto che ci permettono di risparmiare sino al 50% per vedere i film in tutto il loro sfolgorio. Negli ultimi tempi il mucchio dei biglietti cinematografici è cresciuto, sino a raggiungere il lembo del mantello dell’action figure ricavata dalla copertina del primissimo fumetto dedicato all’Uomo d’Acciaio. Tra gli ultimi tagliandi: La principessa e il ranocchio e Sherlock Holmes.

Sembrano passati secoli dai martedì cinematografici coi miei cugini: Francesco era un picciriddo a cui facevamo a celare la pizza sotto la felpa, Piero c’è sempre. Coerente sino al midollo coi suoi ideali: famiglia e duro lavoro. Forse un po’ più stanco, fortificato da tutto quello che la vita ci insegna. Del film della Disney poco da aggiungere, tipica favola, disegnata alla vecchia maniera, con ottime canzoni e la morale ad uso e consumo di questi anni di crisi. La cameriera corona il suo sogno facendo massacranti doppi turni, riempiendo dozzine di barattoli di mance, sposando un principe squattrinato a cui insegna l’onore della dura fatica e minacciando i due venditori aiutata da un alligatore gigante. Ma la sorpresa è la lucciola Ray, con la voce italiana di Luca Laurenti e un amore corrisposto per una stella lucente. E finalmente uno sinceramente cattivo come Facilier con i suoi amici nell’aldilà. Potevamo pure risparmiare 30 euro ma andare al film di Natale con le proprie donne è coronare un sogno che continua la vecchia tradizione di famiglia, quando mia madre si sobbarcava me e tutti i miei cugini per portarci  a vedere La Bella e la Bestia o Aladdin.

Sherlock Holmes è stata la nostra scelta di masculi, prontamente scartata dalle nostre fanciulle che hanno preferito la melassa Disney. Soprattutto la cugina acquisita che poi s’è appisolata perdendo almeno due euro di film, malgrado Piero la scuotesse per non straperdere dopo il salasso di 15 euro a coppia. Ultimo spettacolo, martedì, giorno ideale per approfittare dello sconto Diamond. Una banconota da 10 basta per due biglietti e un bicchiere di popcorn. Jude Law è perfetto come Watson in un film che recupera quanto di buono avevo riletto quest’estate tra le pagine dei racconti di Conan Doyle, con un mirabile Sherlock che indulge ai vizi e primeggia nella lotta, proprio come l’originale. Con il professor Moriarty che s’intravede appena facendoci pregustare un sicuro sequel.

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