La città ti verrà dietro

Ho ripreso a scrivere quotidianamente, sull’amato 90011.it, il quotidiano on line di Bagheria. Una mano agli amici non si nega mai, soprattutto quando appena spunta il sole le lenzuola bruciano nell’istante in cui si concretizza la certezza che è vero: mio padre non è più con noi.

La notte scaccio i miei demoni con un’indigestione di divX (e senza temer smentite, posso affermare che Franklin è una minchiata inguardabile che ho mollato dopo 27 minuti, Transformers è un piccolo capolavoro e Wolverine Le origini è un buon film, fedele allo spirito dell’eroe unghiato anche se non troppo aderente alla continuity Marvel), non vedevo tanti film dai tempi in cui preparavo “storia del cinema”. Ma è sulla carta che ho lasciato il cuore e, non preoccupatevi, qualcuna delle mie interviste spunta sempre fuori, sulle pagine del curatissimo 90011.magazine che malgrado la bella e curatissima veste grafica, gli articoli scritti benissimo e un attenzione unica per i lettori è ancora in fase di rodaggio.

Però voglio parlare del nuovo numero de L’Approfondimento, che continua a pubblicare i miei racconti che riscuotono un insperato successo anche nella mia città. Che Kavafis lo sapeva bene:

Hai detto: “Per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento,
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina”.

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c’è nave non c’è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l’hai sciupata su tutta la terra.

Tutto quel che scrivo ha più senso qui, dove nascono le mie parole. In quest’amata e detestata Bagheria che non ci si riesce a scrollar di dosso la propria casa e il proprio piccolo universo. E sulle pagine dell’Approfondimento c’è “Il presepe infinito”, il ricordo di mio padre.

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