Per indovinare il corso della corrente

Non meravigliatevi se adesso leggerete d’un ragazzino, di gente non famosa, e di semplici avvenimenti. Per meglio vedere lo scorrere del fiume si getta un fascio d’erba strappata nell’acqua, e seguendone i fili, che ora lenti ora veloci se ne vanno dritti e di sbieco si può indovinare il corso della corrente. Io vi voglio mostrare il moto del tempo.

Viktor Borisovič Šklovskij, C’era una volta

Al primo giorno di scuola mi ci portò mio padre, quando ancora era maresciallo dei vigili urbani. Per non attirare critiche e note di demerito nel suo stato di servizio si fece mettere di turno alla mia scuola, per cinque anni di fila arrivavo a scuola nella Uno dei vigili.

Me lo ricordo, non volevo lasciare né la mano né il cappello bianco del mio papà, pure che mia madre mi aveva rimpinzato lo zainetto di Masters perché aveva letto che per mitigare il senso d’abbandono basta anche un solo giocattolo amato. E siccome è sempre meglio abbondare che mancare, ci mise tutta la mia collezione.

Io ero riluttante, giorno dopo giorno, all’asilo, la maestra arpia mi toglieva He Man e Skeletor e li buttava sopra il suo armadietto. Lo faceva perché lei aveva altri libri a guidare le sue azioni. Forse i suoi sacri testi le dicevano che i bambini devono subito abituarsi alla cattiveria del mondo.

So solo che non ci volevo andare manco ammazzato all’asilo. Meno che mai volevo passare in prima. E pure avevo studiato tanto per l’esame di primina, avevo superato un dettato su una barchetta di carta che sfuggiva a un vento maligno. Un dettato pieno di parole come becchettio, rollio, sciabordio… Però il primo giorno andò bene, giocai con Tea e Antonio coi puzzle per cerebrolesi, quelli a dieci pezzoni macroscopici.

E mio padre, che m’aveva promesso sul suo distintivo che sarebbe tornato, mantenne la promessa. Mi riportò alla stazione dei vigili con la camionetta del nucleo infortunistica. E lì mi offrì un pezzo di pizza col prosciutto.

Papà è il secondo da sinistra, inginocchiato, in prima fila.
È la prima festa del corpo dei vigili di Bagheria del gennaio del 1982.
Tre settimane dopo sarei arrivato io.

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