Il colibrì e l’infinito

Il film è tutto giocato sulla simbologia del colibrì che nel suo volo infinito traccia otto coricati, che – guarda caso – sono proprio il simbolo di ciò che non ha fine.

Come diceva qualcuno: la fine è sempre un ottimo punto di partenza.

Da antologia: il vecchio colpito dai ben sette fulmini, l’amicizia col pigmeo, il capitano-artista e i suoi tatuaggi e il cane della vecchia che insegnò a Benjamin a suonare il piano.
Più forzato l’epilogo e l’inizio col racconto dell’orologio che andava all’indietro.

Non importa da che parte si incomincia, il senso di una vita sta sempre al centro.
Qui c’è una bella lettura del testo a cui il regista s’è ispirato

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