Dengue o non dengue?

© La Gente d’Italia™ del 20/03/2007

L’arrivo della febbre spacca ossa

non ferma i cicli della vita quotidiana

di Tonino Pintacuda

il vettore del dengue Irrimediabilmente con l’arrivo dell’autunno la vita riprende i suoi cicli, il calendario ricorda a tutti gli uruguayani che il verano è finito: addio alle murgas, addio alle passeggiate in costume sull’oceano, addio ai ritmi lenti, lentissimi dell’estate.

Rimettiamoci la cravatta e andiamo a prendere l’omnibus tutte le mattine, nel faticoso tran tran che si chiama vita.

Appena 15 pesos e i torpedoni ci lasceranno sotto l’ufficio ad aspettare le piccole pause sino al pomeriggio, e poi spesa, un po’ di tv e di nuovo la sveglia puntata per ricominciare.

Camus ha definito questa quotidianità la “fatica di Sisifo”: Sisifo è il mitico eroe greco punito per aver sfidato gli dei con la sua sagacia.

Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto far rotolare un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo stava per raggiungere la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte, per cui Sisifo dovette per l’eternità ricominciare la sua scalata.

I giorni troppo uguali – lo sentiamo e lo sappiamo tutti – sono altrettanti massi ma in questo gli uruguayani sono fortunati, prendiamo ad esempio quelli che lavorano alla Borsa di Commercio in Calle Misiones, proprio di fronte alla mia finestra.

Eccoli fumare furtive sigarette nelle pause rubate agli impegni pressanti dei movimenti economici ma non capita a tutti di far pochi passi per raggiungere il Rio de la Plata nel suo quotidiano abbraccio con l’Oceano Atlantico.

C’è una serenità diffusa, figlia delle bellezze architettoniche e del manto verde della città, la filosofia del “no pasa nada” ha un suo fondamento, camminare per Avenida 18 de Julio e soffermarsi nella dozzina di piazzette che non ha nulla da invidiare alle omologhe europee.

mate La gente dell’interno del Paese è tornata alla vita normale, si nota dalla diminuzione di estimatori di mate, la bevanda nazionale. Molti camminano con tutto l’armamentario per sorseggiare tranquillamente il loro mate: termos e bombilla. Versano l’acqua bollente e succhiano tranquilli.

Ma i primi a essere consci del facile stereotipo dell’uruguayano mate e bombilla sono loro stessi: l’ultimo esempio, proprio l’altro ieri sull’Observador il vignettista Salvatore ha realizzato un piccolo capolavoro.

Sale la tensione per il primo caso autoctono di dengue e per sdrammatizzare Salvatore ha disegnato un mate appollaiato sulla torre Salvo – ovvia citazione del celeberrimo King Kong appollaiato sull’Empire State Building – lì, sull’edificio più alto della bella Plaza Indipendencia, il “mate” con occhi  e bocca tiene a bada con opportuno insetticida gigante la temibile zanzara del dengue: come sempre un sorriso riesce a scacciare le paure.

Il “dengue” altro non è che la pestifera febbre spacca-ossa, lo porta la zanzara del genere Aedes aegypti, lo stesso disgraziato e infimo insettucolo che porta la febbre gialla.

Rilanciamo la scheda dal sito www.malattiedimenticate.net

LA FEBBRE DENGUE È UNA MALATTIA SIMILE ALL’INFLUENZA; nei bambini è caratterizzata da febbre ed rash. Negli adulti la febbre è più alta ed accompagnata da forti emicranee, dolori nelle regioni orbitali, dolori muscolari e rash. La febbre dengue si manifesta dopo l’esposizione ad un sierotipo, nei confronti del quale il paziente diventa resistente. Esistono però, come detto in precedenza, quattro sierotipi ed una seconda infezione con un sierotipo diverso, può portare a conseguenze ben peggiori: la febbre dengue emorragica (DHF). 

LA DHF È CARATTERIZZATA DA FEBBRE ALTA, EMORRAGIE, FEGATO INGROSSATO e problemi circolatori. La febbre può persistere per diversi giorni e può raggiungere i 41° gradi, seguita da convulsioni e emorragie. Il paziente se non trattato può morire per problemi circolatori.

I fattori coinvolti nella severità della DHF sono: la prima infezione, l’intervallo di tempo tra quest’ultima e la seconda, il sierotipo virale e il genotipo del paziente. Le principali caratteristiche fisiopatologiche sono correlate con la concentrazione di alcune citochine (molecole coinvolte nella risposta immunitaria), quali IFN-γ, IL-2 e TNF-α

LA STORIA

Prima del 1970 solo nove paesi avevano descritto casi di DHF. Dai circa 100 casi del 1955 si è passati agli attuali 500 mila.

VIE DI TRASMISSIONE

Il virus è trasmesso attraverso il morso di diverse zanzare del genere Stegomyia. Il principale vettore è Aedes aegypti, identificato per la prima volta nel 1906 come responsabile della trasmissione; una volta che la zanzara è stata infettata lo rimane per tutta la vita. Gli umani servono come serbatoio amplificante e molto probabilmente anche le scimmie possono essere considerate come serbatoi. In particolare si ipotizza che il virus si sia diffuso per la prima volta nelle scimmie, e poi i vettori l’abbiano trasmesso all’uomo. Le zanzare trasmettono il virus anche per via verticale, alle proprie progenie.

TRATTAMENTI

Attualmente l’unico modo per ridurre i casi di febbre dengue è quello di evitare il contatto con il vettore e controllare la popolazione delle zanzare, modificando il loro habitat e utilizzando larvicidi. E’ in corso un programma specifico di pulizia per eliminare bottiglie, copertoni e lattine dall’ambiente (oggetti che ricreano un habitat ideale per la proliferazione dei vettori), così da limitare i possibili luoghi di crescita del vettore.

LA DIAGNOSI

La diagnosi si basa sulla ricerca di IgM anti-dengue, come indice di una recente infezione; inoltre viene utilizzata la PCR per rilevare la presenza del virus nel siero dei pazienti. Esistono alcune terapie antivirali che possono essere efficaci solo se eseguite nelle prime fasi della malattia.

RICERCA E SVILUPPO

Sono in corso alcuni studi per sviluppare larvicidi non tossici per l’uomo, da utilizzare nell’acqua.

Sono in corso di sperimentazione sei vaccini virali vivi attenuati, che dovrebbero proteggere la popolazione da tutti i sierotipi mantenendo a lungo elevato il titolo anticorpale. Alcuni risultati di una sperimentazione durata quattro anni hanno rivelato che uno dei vaccini attenuati conferisce protezione dalla febbre dengue e non conduce a DHF.

Esiste un sistema globale di rilevazione di dati epidemiologici e di sorveglianza alle mutazioni dei virus; questo programma, chiamato DengueNet, facilita la realizzazione di nuovi metodi di controllo contro la trasmissione della patologia. I dati epidemiologici e di laboratorio sono raccolti da diverse istituzioni, che riordinano i risultati in modo eterogeneo; sul sito sono presenti statistiche dal 1955 al 2001.

Occorre sviluppare nuove strategie di diagnosi della malattia; un test con target la proteina non strutturale NS1 è già in via di studio.

Il Ministero della Salute Pubblica dell’Uruguay

oltre alla massiccia opera di fumigazione 

ha attivato per ogni evenienza 

il numero 0800 4444 e 

il sito http://dengue.msp.gub.uy/

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