La più piccola storia mai raccontata

La più piccola storia mai raccontata

di Costantino Simonelli

DI COME NACQUE E MOSSE I PRIMI PASSI

Nel piccolo universo virtuale e reale che negli anni si è formato attorno al progetto culturale di BombaCarta, BombaSicilia è stato il primo e più antico satellite a costituirsi come tale. Un po’ paradossale è che il suo ideatore, Tonino Pintacuda, all’età della costituzione, da fresco diplomato liceale avesse poco più di diciott’anni. Ma il paradosso è solo apparente, perché poi chi nel tempo e nella frequentazione ha imparato a conoscere Tonino, si è accorto di quanto genio e fremente entusiasmo per lo scrivere, il leggere e i suoi indotti, tenesse ben custodito dentro. Quando la voglia impellente, urgente di esploderlo, di investire gli altri di questo suo amore, è finalmente scoppiata, questa ha coinvolto alcuni ipermeditabondi pescati nella lista madre di BombaCarta.

E BombaSicilia è nata da un manipolo di listaioli mai abbastanza contenti e soddisfatti del “quanto basta” per dare libero sfogo alla loro passionevizio: quello/a di scrivere. Sin dall’inizio il reclutamento delle maestranze cerebrali non ha avuto connotati di regionalismo. Sarebbe stato troppo angusto l’orizzonte e non avrebbe avuto in fin dei conti, in una realtà accattivantemente globale, molto senso. Il “Sicilia” attaccato a “bomba”, da subito non è stato altro che un pretesto per darsi un’etichetta di affiliazione nella diversità.

BombaSicilia è nata così, e come naturale sbocco, al fine di produrre una rivista digitale diversa; che fosse il coagulo, il prodotto, variegato ma compiuto, di diversi modi di concepire la letteratura e di applicarla nei propri scritti.

I primi tempi, quelli dell’entusiasmo e dell’improvvisazione, sono stati piuttosto faticosi nel trovare un’identità precisa, un’armonia di fondo tra i vari scritti, un qualcosa che desse un senso definito al discorso che si andava proclamando.

Per un bel po’ si è rimasti intrappolati nel più comune degli errori di una rivista sul web, fatta da volenterosi entusiasti produttori e assaporatori di parole, ma velleitari redattori che mandavano “cose loro” avulse da qualsiasi progetto e che puntualmente, in mancanza d’altro, venivano incastonate nel tabloid con fare pressoché antologizzante e, a volte, anche un po’ vetrinesco; in una sorta di buona torre di Babele in cui ognuno parlava più o meno bene la sua bella lingua ma si estraniava da qualsiasi discorso degli altri.

DI COME SALDA SULLE GAMBE PROVÒ A CORRERE E SALTARE

Ma siccome BombaSicilia non voleva essere questo, ecco che nel 2005, sempre Tonino, nel frattempo maturato alla corte di una sapida e brillante laurea in filosofia, ci ha condannato, noi redattori, ad una svolta epocale per la rivista. Di portata pari, come peraltro tutte le grandi invenzioni pratiche, a quella della scoperta dell’uovo di Colombo. “Ci vuole un tema, un filo conduttore per ogni numero” E così adesso, da allora, BombaSicilia percorre un’altra rotta con il sestante indirizzato in modo non preciso, anzi elastico, ma comunque orientante.

Per fare un esempio: il numero 5 dell’e-zine era “Giardini in tasca su caldaie crepate”. Il tema, anche criptato da citazioni di grandi della letteratura, in buona sostanza era: “chi e quale lettura ti ha modulato o ti ha, in qualche modo, modificato la vita? È una domanda interlocutoria, così, a tema libero, ma così responsabilizzante, quasi corporativivizzante i lettori che ne sentono il peso come tale, che, nella libertà dello gestirsi come si vuole nella risposta, spinge cuore, cervello e prassi a cooperare a dire un qualcosa di nuovo sull’ argomento; ognuno con la sua indole, i suoi modi e le sue esperienze  memorie più consolidate.

DI COME TROVÒ COMPAGNI DI VIAGGIO E SI MISE SULLA STRADA

E allora ecco che nella diversità degli intenti e dei modi, BombaSicilia diventa un corpo compatto, una rivista “in progress” verso una sua propria identità.

Così facendo e così interpretandosi si è prefissato, da una parte un metodo, dall’altra si è prefigurato un percorso da intraprendere.

E per essere, in questo percorso, il meglio accompagnata possibile, si è aperta a più d’una d’esperienze culturali analoghe con cui condividere le problematiche e scambiare i frutti delle discussioni.

Questo che ho tracciato della nostra realtà, è, naturalmente, ancora un cosiddetto “stato dell’arte” in corso d’opera. Un percorso ideale, ancora “in fieri”, ancora da compiersi, per buona parte, verso un “end point” che poi, nessuno sa dirti quanto si possa, nel tempo che lo persegui, allontanarsi vieppiù dal tuo percorso. E neppure  e questo è il bello se resterà nel tempo futuro sempre lo stesso.

Però, dalla sua, BombaSicilia ha una sua curiosità inappagata, una ricerca del meglio ancora, che è (dovrebbe essere) il migliore antidoto alla cementificazione del già ottenuto. E cioè del dato per scontato.

DI COME STA CERCANDO IL PAESAGGIO

 Adesso come adesso BombaSicilia è un “lavori in corso” mentale ed organizzativo senza limiti di tempo e di occupati.

Ma l’unico requisito ed il solo intento necessario ed indispensabile per partecipare resta quello della voglia o della necessità di grattugiarsi fuori e dentro e farne uscire fuori e mettere nero su bianco scaglie di parole.

E siccome le parole, ricche o povere che siano, nella vita un po’ sono importanti, ma nella letteratura sono quasi il tutto, allora corre obbligo che queste, in una qualsiasi produzione letteraria, siano organizzate al meglio.

BombaSicilia ci sta provando.

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One thought on “La più piccola storia mai raccontata

  1. Davvero un buon modo per chiudere l'anno trascorso. E come proposito per il nuovo anno credo che dovremmo porci quello di mantenere questo carattere di officina in costante evoluzione. Un buon anno a tutti!Maria

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