I cortoracconti di Sonja

Sonja

di Barbara Ottaviani

Stanotte Paolo e gli altri sono tornati giù ai viali.

Volevano rivederla Sonja.

Io preferisco tornarci da solo.

O forse non tornarci più.

Ripenso che mi è piaciuto, e questa voglia di tornare mi imbarazza.

Sonja è un’idea bellissima ma sconveniente.

L’ho pure sognata, dopo.

Mi veniva incontro statuaria, la pelle di cera, nuda, senza sesso e mi confondeva.

Ma anche nel sogno glielo lascio fare.

Si abbassa su di me, mi sbottona i pantaloni e comincia a farlo come mai nessuna, con impegno e devozione.

E mentre lo fa, vedo il suo profilo ambiguo tradito dal sopracciglio poco curato per essere quello di una donna.

Il resto non lo vedo, ma quello che sento mi basta ad immaginare la sua vita, dubbia come la sua sessualità.

E allora devo mettermi a pensare che sia Annuccia a farlo.

Ma il mio cazzo cresce, cresce e gira così bene dentro quella bocca e Annuccia non è così brava, e io non voglio più pensare chi sia Sonja.

Sonja, adesso, è una bocca enorme che si prende cura di me,e non ho più pensieri, solo un susseguirsi di macchie colorate

dentro una vertigine che mi risucchia.

Non so quanto duro, ma mi sembra interminabile.

Tanto tempo, troppo, da sentire l’urgenza di liberarmene.

Mi fermo al primo lampione.

Scende sorridendo Sonja e sotto la luce impietosa dei neon riaffiora certa la sua sessualità.

Lo lascio là, in attesa del prossimo giro.

Mi allontano velocemente, ma non posso fare a meno di spiare dallo specchietto retrovisore.

Voglio guardarlo ancora, così, a distanza.

E ho di nuovo voglia di essere dentro la sua bocca.

Se vi è piaciuto questo cortoracconto,

NAVARRA EDITORE

APPUNTAMENTO CON “I CORTORACCONTI DI SONJA”

Appuntamento per la presentazione del libro “I Cortoracconti di Sonja” di Barbara Ottaviani.

Venerdì 13 ottobre alle ore 18.00 presso il Kalhesa (Foro Italico, Palermo)

Presentazione pubblica del libro.

Ad affiancare l’autrice saranno Nuccio Vara (giornalista) e Lia Iacoponelli (psichiatra).

Ad alcune attrici sarà affidato il compito di leggere alcuni dei racconti.

Il libro si presenta come una novità nel panorama editoriale siciliano. Lo strumento usato dalla scrittrice è quello dei racconti brevi, con un linguaggio duro ed asciutto. “Se gli eventi accaduti sono crudi, feroci, l’unico modo – sostiene la Ottaviani – per rappresentarli è usare un linguaggio che gli assomigli”.

E’ un libro-provocazione quello della scrittrice palermitana. Il suo amore per la scrittura, la musica, le moto ed il suo lavoro di medico trovano una sintesi nelle ottanta pagine del libro.

“I lettori più indicati – continua la Ottaviani – non sono coloro avvezzi a scandalizzarsi e a negare l’esistenza di una realtà diversa dalla loro”.

Un libro che farà discutere e che esce fuori dallo schema di una editoria tradizionale. Vi è il linguaggio dei blog e molte contaminazioni culturali.

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