Sabato sera nel senso ultimo della letteratura

C’è chi pianta e trapianta cactus, chi mastica istanti perduti, chi passeggia con Beckett e chi fallisce l’ennesima retromarcia  con la pancia pesante di Messico, fracassando la porta chiusa del garage. Succede anche questo di sabato. Leggo e rileggo libri che sparlano e riparlano di lettura e di vuoti da riempire con il bagaglio d’esperienze fatte o da fare.

Che tanto, conclude bene Lavagetto nel suo Eutanasia della critica: "Qualcosa che è sotto gli occhi di tutti, che è letteralmente nascosto nelle superfici, tra una frase e l’altra: non un fantasma o un’ipostasi, ma qualcosa che c’è, che è testo che è lettera, è dispositivo e materia, è la trama e il tessuto che ci corre tra le mani, E’ anche il senso ultimo della letteratura".

Leggo Horcynus Orca, riemergo e ve lo dico. Prima o poi.

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One thought on “Sabato sera nel senso ultimo della letteratura

  1. divento zoppo. aspetto le stampelle. mi trascino. forse comincio a capire qualcosa, forse niente. appena riesco a dirimere…arrivo…è un nero mobile che inghiotte di luce…mah…ora pulisco. ciao.

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