la palese inutilità dell’essere stato un sagace idealista

Condivido praticamente ogni parola di questa piccola digressione sull’inutilità dei curriculum vitæ, soprattutto questa cosa qui:

Il peggior nemico dei giovani di belle speranze e luminoso avvenire è la stampa unione di Word, la maledetta funzione spammica che permette loro di sparare il curriculum a migliaia di indirizzi in un colpo solo: con la stessa efficacia che se li inserissero loro stessi, uno a uno, nella tazza del cesso dei destinatari.

Invece il loro miglior amico, in questi tempi moderni, è Google, che consentirà una attenta ricerca nel settore di interesse, da cui ricaveranno un ristretto numero di aziende di cui approfondiranno vita morte miracoli e apparizioni, imparando a memoria prodotti, reparti, nomi di battesimo delle persone con cui desiderano entrare in contatto: tutto insomma.

Ma siccome è bello vedere in una sola schermata la strada accucchiata sinora, io il mio l’ho aggiornato giusto ieri. Addirittura con un’appendice grafica in cui ho raggruppato tutti i siti in cui scrivo.

(l’unica cosa bella di questo post è il titolo)

Appropriato consiglio di lettura: La vita meravigliosa dei laureati in lettere. Ecco l’incipit:

Renato e Rinaldo, per tutti Rino, erano due laureati in lettere. Uguale era la stella che avevano seguito, profondo il precipizio che li divideva: Renato era professore di ruolo in una scuola media della più grande penisola del Mediterraneo. Rino invece era disoccupato, perché aveva passato troppo tempo a occuparsi di cose che non erano importanti e da quando aveva smesso non c’erano più stati concorsi a cattedra.

Renato, però, strano a dirsi, non era contento di fare l’insegnante di ruolo in una scuola media. Ritirava stipendio base, indennità integrativa e tredicesima con l’apparente distrazione di chi non si cura di tali futili piaceri, e se pronunciava previsioni come: "Quando andrò in pensione … ", lo faceva con la tetraggine di chi si aspetta di contrarre una malattia cronica.
Rino, in ammirato rispetto, statua di sale del ruolo mancato, lo stava ad ascoltare con l’attenzione di chi cerca di percepire i frammenti di una lingua perduta.

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2 thoughts on “la palese inutilità dell’essere stato un sagace idealista

  1. Quello che non capisco quando sistemo il mio curriculum è cosa devo mettere (cosa ha valore) e cosa no. Insomma, cosa può suscitare interesse in chi lo legge? Ho sempre la paura che qualcuno si faccia una sonora risata alle mie spalle…Per esempio, le collaborazioni on line che peso hanno? Per quanto riguarda la filosofia, non sono ancora considerate come le pubblicazioni su rivista (anche se a breve lo saranno, e qualcuno già le considera allo stesso modo). E per quanto riguarda la letteratura?Io, per sì e per no (come si dice da noi), metto tutto…:-)

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