università e rodaggio

Avevo letto il messaggio di Valeria Vitelli nel blog di Bregola, l’avevo letto e apprezzato.
A Davide avevo consigliato di dare il maggiore spazio possibile alla lettera, cosa che il meritevole autore di Racconti Felici ha fatto pubblicando un estratto della lettera sulla seguitissima Vibrisse.

Ho detto pure la mia in un chilometrico commento:

Vita e letteratura vanno di pari passo, come sempre. E proprio da chi alla letteratura ha deciso di consacrare la sua vita non m’aspettavo di meno. La lettera della Vitelli ha il merito di indirizzare l’attenzione su un problema reale e concreto, senza per questo nulla togliere al dibattito sui doveri dell’intellettuale che campeggia da qualche giorno in questo splendido non luogo.

Hanno dicotomizzato il percorso universitario in vista di un’ottimizzazione dei tempi di cottura delle giovani menti che non c’è mai stata. E’ un fatto: i giovani che si laureano in tempo sono una sparutissima minoranza (nel mio corso fummo 12/174). Ora quando ancora la specialistica deve dare i suoi frutti vogliono rimescolare di nuovo tutto. Sarà che mio padre sin da bambino mi ha riempito la testa con una parola che per me suonava solida, coriacea e imponente: rodaggio.

Sanno questi santi burocrati che prima di cambiare si deve lasciare lievitare bene qualsiasi scelta?
Sanno che si deve aspettare che almeno una generazione provi sulle sue carni gli effetti di quello che hanno deciso?

E parlo io, che le riforme le ho incocciate tutte sulla mia pelle, dal 100 che rimpiazzò la solidità del 60 in quella che fu la maturità, al 3+2 fatto di crediti e altre corbellerie che proprio a Palermo raggiungono il sublime nella loro trivellante follia.

Aspetto, rimasticando quello che scrissi alla fine del primo anno di specialistica.

spero che nel dibattito che forse nascerà qualcuno saprà darmi le risposte più banali e più sicure che vado cercando:
1)per attivare la mia laurea e andare a insegnare filosofia, storia e letteratura italiana cosa devo fare? La SSIS è chiusa sulla carta da due anni, anche se tuttora esiste e ingloba soldi e il fresco futuro di futuri precari che debbono pagare per duplicare il loro titolo con gli stessi docenti che si beccano 100 euro all’ora.
2)usciranno mai i decreti d’attuazione della Moratti?
3) "dottore magistrale" se poi non puoi insegnare che min*chia significa?
4) i bisogni veri sono quelli base: voglio una minima certezza per sposarmi e mettere su casa e dare una scossa all’economia…
5) affondo il naso negli oscar che ho comprato col 30% di sconto e vado a meditare sul mio transito terrestre.

Un grazie a Davide Bregola e alla Dott.ssa Vitali

Il dottorino Pintacuda

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