letteratura maleducata

Sono tornato da poco alla vita normale, quella fatta di sveglia alle sette, gran cereali inzuppati e latte con nesquick. Quella normale, fatta di domande serie e vibranti, come arrivo alla fine di questo mese? Ci saranno prospettive per lei e per me in un futuro neanche tanto prossimo? E subito la letteratura, questa meravigliosa e necessaria inutilità a cui ho consacrato tutti i miei neuroni liberi mi ripaga con una sfilza di baruffe da cortile in cui anche i pesi massimi sfoderano frasucole da dilettanti.

Manco un mese fa, Davide Bregola e Leonardo Colombati si sfregano contro circa l’ultilità delle reciproche inchieste. Da una parte l’utopica domanda su come sarà il romanzo del XXI secolo e dall’altra una classifica sui migliori romanzi americani del XX secolo. Sarà che aspetto ancora il ritorno dell’acquisto a cuor leggero del mocio Vileda e dei formaggi con stampigliato lo stemma araldico sulla crosta, sarà che al Servizio Civile vedo gente incatenarsi perché vuole solo un lavoro e nient’altro, nessuna buona novella, nessuna parola amica, vuole solo la possibilità di arrivare a vivere con dignità.

E come se non bastasse Baricco, odiatissimo per i miliardi di copie vendute cade nella banalità scagliandosi con la più trita delle iatture: consiglia a Citati e Ferroni di leggere il suo libro. Cosa che entrambi hanno evidentemente fatto. Ferroni gli ha risposto a tono:

Certo la letteratura è passione, emergenza dell’imprevisto, conoscenza in profondità di ciò che non si vede: la sua mi sembra invece una letteratura patinata, proiettata sull’orizzonte di una trasgressione pubblicitaria, tra moda e sport… Il "campo aperto del futuro", che lei oppone a chi indugia a frequentare le "mappe di un vecchio mondo", non viene in realtà nemmeno sfiorato dalla "seduzione" mediatica che promana da quella sua scrittura così disinvolta, accattivante, appunto "sportiva".

Siamo caduti davvero in basso, la letteratura la vivo io, giorno dopo giorno, leggendo libro dopo libro per sopravvivere ad un anno di servizio civile presso il Terzo Settore del Comune di Bagheria.
Distribuisco tessere per l’autobus ad anziani e disabili che hanno solo voglia di parlare, aspetto che vengano a ritirarsi il loro rettangolo di autonomia e leggo. Ne ho già letti quattro in sei giorni (Harry Potter e il Principe Mezzosangue, lo Spasimo di Palermo di Consolo, Le particelle elementari e Secoli di Gioventù di Eraldo Affinati) e non vedo nessun motivo per smettere, neanche queste parole sciupate.

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