verso un nuovo sguardo sul mondo

mentre l’indefesso Cristiano Gaston lavora giorno e notte al nuovo sito di BombaCarta, giorno dopo giorno nuove pagine prendono forma, soprattutto quelle che devono presentare le realtà che sono lievitate in BombaCarta.
La pagina di Kukuzze e di BombaSicilia è quasi pronta, una presentazione lucida di Costantino Simonelli con una coda mia e di Maria Renda.

La riporto anche qui

Nel piccolo universo "webbico" e reale che negli anni si è formato attorno al progetto culturale di Bombacarta, Bombasicilia è stato il primo e più antico satellite a costituirsi come tale. Un po’ paradossale è che il suo ideatore, Tonino Pintacuda, all’età della costituzione, da fresco diplomato liceale avesse poco più di diciott’anni. Ma il paradosso è solo apparente, perché poi chi nel tempo e nella frequentazione ha imparato a conoscere Tonino, si è accorto di quanto genio e fremente entusiasmo per lo scrivere, il leggere e i suoi indotti, tenesse ben custodito dentro. Quando la voglia impellente, urgente di esploderlo, di investire gli altri di questo suo amore, è finalmente scoppiata, questa ha coinvolto alcuni ipermeditabondi pescati nella lista madre di Bombacarta. E Bombasicilia è nata da un manipolo di listaioli mai abbastanza contenti e soddisfatti del "quanto basta" per dare libero sfogo alla loro passione-vizio: quello/a di scrivere. Sin dall’ inizio il reclutamento delle maestranze cerebrali non ha avuto connotati di regionalismo. Sarebbe stato troppo angusto l’orizzonte e non avrebbe avuto in fin dei conti, in una realtà accattivantemente globale, molto senso. Il "sicilia" attaccato a "bomba", da subito non è stato altro che un pretesto per darsi un’etichetta di affiliazione nella diversità.

Bombasicilia è nata anch’essa da subito, e come naturale sbocco, al fine di produrre una rivista "webbicamente" diversa; che fosse il coagulo, il prodotto, variegato ma compiuto, di diversi modi di concepire la letteratura e di applicarla nei propri scritti.

I primi tempi, quelli dell’entusiasmo e dell’improvvisazione, sono stati piuttosto faticosi nel trovare una identità precisa, un’armonia di fondo tra i vari scritti, un qualcosa che desse un senso definito al discorso che si andava proclamando.

Per un bel po’ si è rimasti intrappolati nel più comune degli errori di una rivista "webbica", fatta da volenterosi entusiasti produttori e assaporatori di parole, ma velleitari redattori che mandavano "cose loro" avulse da qualsiasi progetto e che puntualmente, in mancanza d’altro, venivano incastonate nel tabloid con fare pressoché antologizzante e, a volte, anche un po’ vetrinesco; in una sorta di buona torre di Babele in cui ognuno parlava più o meno bene la sua bella lingua ma si estraniava da qualsiasi discorso degli altri.

Ma siccome Bombasicilia non voleva essere questo, ecco che nel 2005, sempre Tonino, nel frattempo maturato alla corte di una sapida e brillante laurea in filosofia, ci ha condannato, noi redattori, ad una svolta epocale per la rivista. Di portata pari, come peraltro tutte le grandi invenzioni pratiche, a quella della scoperta dell’uovo di Colombo. "Ci vuole un tema, un filo conduttore per ogni numero" E così adesso, da allora, Bombasicilia percorre un’altra rotta con il sestante indirizzato in modo non preciso, anzi elastico, ma comunque orientante.

Per fare un esempio prendo l’ultimo numero. Il tema, anche criptato da citazioni di grandi della letteratura, in buona sostanza era: "chi e quale lettura ti ha modulato o ti ha, in qualche modo, modificato la vita? E’ una domanda interlocutoria, così, a tema libero, ma così responsabilizzante, quasi corporativivizzante i lettori che ne sentono il peso come tale, che, nella libertà dello gestirsi come si vuole nella risposta, spinge cuore, cervello e prassi a cooperare a dire un qualcosa di nuovo sull’ argomento; ognuno con la sua indole, i suoi modi e le sue esperienze – memorie più consolidate.

E allora ecco che nella allogenia degli intenti e dei modi, Bombasicilia diventa un corpo compatto, una rivista "in progress" verso una sua propria identità.

Così facendo e così interpretandosi si è prefissato, da una parte un metodo, dall’altra si è prefigurato un percorso da intraprendere.

E per essere, in questo percorso, il meglio accompagnata possibile, si è aperta a più d’una d’esperienze culturali analoghe con cui condividere le problematiche e intersambiare i frutti delle discussioni.

Questo che ho tracciato della nostra realtà, è , naturalmente, ancora un cosiddetto "stato dell’arte" in corso d’opera. Un percorso ideale, ancora "in fieri", ancora da compiersi, per buona parte, verso un "end point" che poi, nessuno sa dirti quanto si possa, nel tempo che lo persegui, allontanarsi vieppiù dal tuo percorso. E neppure – e questo è il bello – se resterà nel tempo futuro sempre lo stesso.

Però, dalla sua, Bombasicilia, insieme alla più ponderosa casamadre, ha una sua curiosità inappagata, una ricerca del meglio ancora, che è (dovrebbe essere) il migliore antidoto alla cementificazione del giù ottenuto. E cioè del dato per scontato.

Adesso come adesso Bombasicilia è un "lavori in corso" mentale ed organizzativo senza limiti di tempo e di occupati.

Ma l’unico requisito ed il solo intento necessario ed indispensabile per partecipare resta quello della voglia o della necessità di grattugiarsi fuori e dentro e farne uscire fuori e mettere nero su bianco scaglie di parole.

E siccome le parole, ricche o povere che siano, nella vita un po’ sono importanti, ma nella letteratura sono quasi il tutto, allora corre obbligo che queste, in una qualsiasi produzione letteraria, siano organizzate al meglio.

Bombasicilia ci sta provando.

kukuzze

Eredi dell’esperienza maturata nei cinque anni di vita editoriale di BombaSicilia, le Kukuzze si sono costituite nell’agosto del 2005 sulla spiaggia di Castellamare del Golfo. Quel pomeriggio Tonino Pintacuda, Maria Renda, Luigi Bellanca e Linda Scardina hanno dato una forma a quello che più o meno esisteva già. Il nome è stato frutto casuale di una tempesta di cervelli che turbinavano nella sabbia, poi l’avvicinarsi dell’ora di cena ha fatto il resto. Le due K sono frutto di una precisa intuizione grafica di Luigi "g1ga" Bellanca che il nome l’ha scelto anche in base al logo che ne doveva ricavare, a Luigi spetta anche la paternità del progetto grafico che contraddistingue ogni numero di BombaSicilia, vero e proprio precipitato di mesi e mesi di riflessione su quello che la letteratura ditta dentro.

In concreto le Kukuzze esistono nella ostinata speranza dei quattro soci fondatori e della ventina di redattori e simpatizzanti che fanno parte della redazione della rivista. Nell’isola triangolare le Kukuzze si stanno facendo conoscere presenziando alle varie attività culturali che lievitano a Palermo, legami particolareggiati sono quelli col Parco Letterario Tomasi di Lampedusa e con gli Amici di Oblomov, hanno fatto capolino pure sulle pagine di Rosalio, il portale di vita palermitana messo su da un’idea di Tony Siino.

L’entusiasmo di Pietre di Scarto costituisce un prezioso precedente, le Kukuzze hanno collaborato con due comunicazioni al convegno del 2006 sul "mistero dello scrivere" e si sono già prenotate per la preparazione di quello del 2007.

Centro delle attività è il Kukuzzatorio, piccolo ma poliedrico (garage, sala delle riunioni strategiche, seminario, dimora prediletta della cagnetta Candy), il Kukuzzatorio è letteralmente il luogo dove le Kukuzze si incontrano per dare lustro ai propri progetti. Tra i loro cantieri un laboratorio di scrittura per l’infanzia sulla scia degli 826 fondati da Dave Eggers.

Il Kukuzzatorio offre anche una popolosa biblioteca aperta al pubblico che spazia dalla critica letteraria alla letteratura per ragazzi.

Chiunque volesse implementare la biblioteca può spedire libri o riviste letterarie al Kukuzzatorio

il kukuzzatorio
via Francesco Paolo Perez, 30
(traversa via Ciro Scianna) –
90011 Bagheria

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