della scrittura puoi farne a meno

Io non ho mai partecipato ad un laboratorio di scrittura, mai.

E non ho mai capito se questo sia stato una pecca o una fortuna; e non lo dico in generale, ma lo dico per come sono, io per l’uomo che sono. Forse perchè sono vissuto in un paesino piccolo, e miei amici pensavano che lo scrivere, il leggere e tutto il resto contavano meno di zero, forse per questo motivo non ho mai sentito l’esigenza di fare il laboratorio di scrittura: il mio laboratorio ce l’avevo davanti agli occhi sempre erano i gesti delle persone, che per me diventavano insegnamenti, parole, modi di fare.

per quello che sono, fatico a pensare che qualsiasi laboratorio mi possa dare di più di Giovanni, marinaio nelle navi da crociera, ucciso da un infarto in piazza. O di Bepi, prigioniero in Libia, che ha letto solo due libri la commedia e la vita nova, ma li sa a memoria, e fa dei cut up che vi assicuro sono stupefacenti.

Ecco.
Non voglio dire che i laboratori di scrittura non servano, che sarebbe meglio non andare, sarei matto, sarei anche un po’ superbo e non lo sono.
dico che a me non sarebbe servito.
dico che a me non serve ora.

forse qualche anno fa, quando ho deciso che non avrei scritto più una riga e per 3 anni ce l’ho fatta.
nessuna cosa scritta. solo quello che mi veniva chiesto per lavoro, ma niente di più.

se ci penso quella fu la mia scuola imparare a fare a meno della scrittura e capire che tutto sommato si poteva vivere uguale, che il demone che hai dentro non è lo scrivere, ma qualcosa di ben più fondo e inconoscibile, che la scrittura è un mezzo, un medium come un altro.
anzi è un’azione: proprio come il sesso, come il mangiare, come lo sparare un colpo di pistola contro un animale o un uomo, come incidersi, come desiderare incisioni.
sono azioni, ma dietro, beh dietro c’è il proprio demone, ognuno il suo.

forse un laboratorio dovrebbe insegnarti che della scrittura puoi farne a meno, ma mi sa che questo nessuno te lo insegna.

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3 thoughts on “della scrittura puoi farne a meno

  1. Le parole, frasi, racconti o libri più toccanti sono quelli che nascono spontaneamente dentro di noi. Non forzati da regole o metodologie. Consigli sì, è sempre una buona cosa far leggere ad altri ed ascoltarne con umiltà il pensiero.Ho conosciuto molti scrittori, delle vite di altri ho letto… non credo che nessuno di loro avesse mai frequentato un laboratorio di scrittura.

  2. KonradS, una cosa è non aver frequentato un laboratorio, e un'altra non usare alcuna tecnica. Come si fa a dire che le cose più "toccanti" nascono "spontaneamente"? Prova a costruire un palazzo spontaneamente…cadrà! Anche un libro è una costruzione, anche la scrittura ha bisogno di regole. Non è una forzatura, è una tecnica.

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