l’abisso del siciliano senza radici

Mezza famiglia mia è andata a cercar fortuna a Milano, ancora prima un altro ramo ha messo radici negli States (come si può leggere qui, addirittura un prozio omonimo partito che aveva 4 anni) e io?
L’ho pensato spesso, di lasciare tutto, e andare a cercar fortuna. Come se la fortuna t’aspetta davvero fuori da quest’acquario triangolare.

Avevo scritto – o meglio ri-scritto – un pezzo e l’avevo spedito a Rosalio ma come sempre la mia blogorrea ha avuto la meglio e, giustamente, me l’hanno rispedito al mittente. Era un pezzo bello e vero,  bello proprio in virtù del suo essere vero.
Concludevo che con quelli che sono andati via possiamo sempre battagliare brandendo gli splendidi versi di Kavafis:

La città

Hai detto: per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
Ogni mio sforzo e’ votato al fallimento
dove il mio cuore come un morto sta sepolto
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo intorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina.
Non troverai altro luogo, non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
Per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
Farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c’e’ nave, non c’e’ strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
Tu l’hai sciupata su tutta la terra.

Io amo la Sicilia, amo l’odore di sfincione che ti riscalda anche la mattina più gelida. Se ho voglia di cannoli corro sino a Piana degli Albanesi e sulla riva del lago artificiale me ne calo due per mandare a nanna le paturnie che magari ti prendono alla schiena. Perché per uno che lavora ce ne sono almeno una dozzina che guardano impassibili, buoni solo a criticare. E c’è di peggio che se lavori desti sospetto, se fai solo e soltanto il tuo dovere qualcuno può pure pensare che sei uno sbirro, uno spione foraggiato dai padroni che qui vogliono solo farci fessi.
La cosa peggiore di tutte però resta un siciliano che vuole sprovincializzarsi sputando sull’origine del suo mondo. Su quell’isola triangolare che gli ha dato la via e i sassolini per ritrovarla, la stessa grande isola che ha dato i natali a Pitagora, dove il sommo Platone voleva concretizzare le sue teorie sul regno giusto dei re-filosofi e finì, come tutti quelli che ci hanno provato a far qualcosa per questa amatissima terra di minchia, a schifiu, venduto addirittura come schiavo.

Nel mio piccolo ho sempre voluto fare qualcosa, anche per questa terra che m’ha dato forma ai pensieri e che m’ha reso elastico il corpo calloso tra i due emisferi, di modo che alla razionalità che spesso qui cozza contro assurdità (provate a posteggiare a Palermo, in Piazza Marina, cercate i biglietti del parcheggio per le zone blu e continuerete a cercarli invano, arrivate finalmente alla cartoleria di Via Napoli e lì uscendo 10 euro vi dicono che non ve lii vendono, fanno un favore a venderli e non si possono togliere gli spicci, vitali nella loro professione – guardate il cassetto, ci saranno più di trecento euro a pezzi di uno e due euro…), dicevo alla mancaza della razionalità risponde l’inventiva metaforica e poetica di un’esistenza vissuta al limite, dove devi saperci fare per arrivare incolume ai trent’anni – nello specifico m’hanno scannato una dozzina di volte, tenendomi in tre-quattro, poi ho capito. Però quest’allenamento è inutile se capitano ancora cose così. Io e la mia rivista per macchiafogli mortali e innamorati avevamo la grande possibilità, un’intervista a tutta pagina in un autorevolissimo giornale a tema ma il giornale ha risposto (per vie traverse) che:

1) altri siti molto più vicini a ***, di cui molto spesso danno notizie e comunque ne parlano, mentre BombaSicilia non lo ha mai fatto, mi hanno chiesto di occuparci di loro, ma non possiamo creare alcun precedente altrimenti diventiamo il bollettino delle riviste on line
2) questo sito siciliano non mi risulta si sia mai occupato di *** e non vedo proprio perché dovremmo farlo noi per loro.
3) proprio perchè è un sito siciliano preferiamo non occuparcene:

a) l’accordo interno al giornale è che *** non si occupi di realtà siciliane dovendosene occupare il giornale,
b) non vogliamo dare l’impressione di essere appunto un giornale siciliano dopo aver fatto tanto per sprovincializzarlo. Perché, ci si chiederebbe, *** non si occupa mai di siti letterari e quando lo fa addiritura intervista gente di un sito siciliano?

Il terzo punto illumina gli abissi che può toccare un siciliano che perde le sue radici.


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