fuochi fatui

Ieri la UNO di famiglia ha preso fuoco, l’ho ritrovata annerita dalle fiamme per un banale cortocircuito, nera di faccia e di pensiero era pure mia sorella che di quella UNO è la principale beneficiaria.

La stessa sera io e la mia famiglia, – io, lei e i miei genitori – , stavamo andando a messa e mio padre nella trafficatissima Via Oreto ha speronato una Mondeo. Ho un buco in più nel paraurti della ford fiesta che rappresenta la mia casa vagante, grazie a lei, io e la mia lei addentiamo i più bei paesaggi della nostra isola triangolare. Kiarostami con la sua camera car ha cercato di rendere il senso di questo vagare col paesaggio incorniciato nei confini del parabrezza.

Oggi prendo un permesso dal Servizio Civile e vado a seguire un laboratorio di Arte e Filosofia che anche se dicono che ormai latito dalla facoltà sono sempre uno specializzando in filosofia estetica.
Ero lì, spulciavo i libri cercando argomenti per il convegno di febbraio sul mistero dello scrivere ed ecco che una slide del prof mi ha fatto ripensare all’epico scontro tra Spadaro e Colombati, entrambi, almeno dalle foto sembrano due buone forchette, due uomini che hanno il palato allenato anche alla lettura. Ed ecco che uno cerca luce e l’altro non vuole rinunciare all’oscurità.
La slide in questione era il celeberrimo quadro di Füssli, l’incubo, lì l’essere mostruoso sta seduto sulla pancia della giovinetta di bianco vestita che passivamente è vittima delle pulsioni della notte.

Da un lato l’oscurità, dall’altro la luce.
Più volte s’è cercato di dare una definizione di letteratura in questo dibattito, partendo dagli effetti che una letteratura così intesa ha nella vita dell’uomo. Una cosa è chiara, non si è mai neanche pensato a una letteratura inerte, di pura evasione. Essa è relegata nello scaffale dei paper-back del supermercato, e lì deve stare. Pure che molti di noi lettori famelici proprio da quel tipo di letteratura sono stati chiamati in questo mondo di carta che per posteriorità logica e ontologica deve stare in rapporto di dipendenza dal mondo da cui succhia linfa vitale.

Gli oggetti totemici che stanno alla base di qualsiasi Quest a Mozzi non piacciono, quindi i miei aquiloni e i miei scolapasta, scorciatoie esplicative ed evocative a niente servono in questo contesto. La partita si gioca a livelli ben più alti.


continua?
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