servizio civile nazionale: un anno che cambia la vita. in peggio

Si legge nel sito ufficiale: I progetti di Servizio Civile Nazionale Volontario, presentati da enti pubblici e da enti privati no profit, possono aver luogo sia in Italia che all’estero, garantiscono la formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani prevista dall’ art.1 della legge 6 marzo 2001, n. 64 e consistono in attività relative ai seguenti settori:
assistenza, protezione civile, ambiente, patrimonio artistico e culturale,
educazione e promozione culturale, servizio civile all’estero.

Mi faccio due conti, 433,80 euro e questa prospettiva di formazione civica, sociale e professionale… Spedisco la domanda.per combattere anche lo spettro della disoccupazione e della coriacea mancanza di fondi…

Forse ho preso tutta la faccenda tremendamente sul serio. Mi sono fatto gabbare dalla pubblicità istituzionale. È questo forse il mio più grande errore.
Sin dall’inizio ho voluto essere operativo (ho fatto pure un blog di servizio), creare veramente qualcosa, cercare di migliorarmi…
E invece due mesi dopo ho solo più rabbia in corpo. Perché nel mio gruppo non è scoccata nessuna scintilla, non ci siamo mai riconosciuti come gruppo. Mai. Ero pure coordinatore del mio gruppo ma, non avendo voluto falsificare quelli che effettivamente sono atti d’ufficio – nello specifico il registro presenze – ho preferito tirarmi indietro.

L’assenteismo è una piaga sociale, sarebbe stato assurdo pensare che il S.C. ne fosse esente. Ma su un gruppo di dieci persone non ne possono mancare quattro o addirittura sei sistematicamente. E quelli che ci sono è come se non ci fossero.
Facciamo piani settimanali che sono falsi. Siamo in uno sgabuzzino e lì si passa il tempo giocando a carte o mangiando pandoro, per capirci sembra una costante occupazione di liceo.

Il Comune ci ha usato per riempire falle nell’organico. Dico: assenteismo, volontaria riduzione dell’orario di lavoro (cerchiamo di riempire il tempo dalle 9 alle 12:30, quando lo stato ci paga per sei ore di lavoro), clima poco amichevole. Io che volevo far solo il mio lavoro mi ritrovo con l’animo spiazzato vittima di aggressioni verbali e fisiche quotidiane.

C’è qualcosa che non va. Non c’è comunicazione tra il centro e la periferia dell’impero delle Banane. Ci hanno fatto fare la claque all’ennesimo sbarco in Sicilia di Fini e compagnia bella per riempire il vuotissimo Politeama in occasione della IV conferenza sulla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope.
Ho firmato un contratto in cui m’impegnavo ad aiutare anziani.
Non ho mai visto un anziano.

Naturalmente in due mesi non ho mai letto un giornale, né fatto nient’altro di quello che le mie mendaci colleghe hanno comunicato con i farraginosi piani settimanali.

Ci usano per riempire i buchi del comune o svuotare stanzini pieni di polvere.
Che bell’anno che si prospetta.
Mi cambierà la vita… in peggio!

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