Herald. l’unica piccola soddisfazione che resta

Io ho 46 anni, vivo di contratti a termine e nel mio prossimo vedo o la critica di chi dice che alla mia età se non ho un lavoro è solo per colpa mia e quindi che in realtà sono un fallito o la falsa comprensione di chi si stupisce che nel mio settore ci sia così poca sicurezza del posto di lavoro. (I primi non sanno che ho lavorato per 12 anni in un’industria che poi ha deciso di risolvere le sue crisi economiche lasciando a casa le persone, i secondi credono che per il solo fatto di avere un camice bianco addosso io sia impermeabile ai problemi dei più).

Realizzarsi sul lavoro è l’unica piccola soddisfazione che resta. Io oggi sono contento perchè oggi ho fatto bene il mio lavoro, ma non posso non pensare che fra due mesi il mio contratto scade e che al mio prossimo (eventuale) datore di lavoro potrebbe non interessare che io mi realizzi purchè io sia in qualche modo produttivo; siccome comunque ho la cattiva abitudine di mangiare devo "attaccare il ciuccio dove vuole il padrone". Cercando di vedere il sole sopra la nebbia, cercando di trovare il modo di trarre da ogni giornata il meglio che posso trovarci, ma comunque adattandomi a quello che trovo

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