bisogno di minime certezze

abbiamo un bisogno incarnito di quelle minime certezze, di quelle piccole speranze da innaffiare per arrivare a un domani che sia di più di una semplice aspettativa. ieri rivedevo per la prima volta Big Fish, la Storia di ogni narrare che si dipana sino all’epica conclusione. La scena finale è da antologia, con tutti i protagonisti delle storie al funerale dell’uomo mutato in pesce, che finalmente incarna ogni metafora possibile per riconciliarsi col figlio.
Il figlio alla fine comprende e prende il testimone e, a sua volta, diventa narratore di quella grande storia che è ogni vita.
Ogni vita è unica, anche se ogni tanto la merda ci cade addosso e, come diceva qualcuno, la merda serve soprattutto a concimare, me lo diceva sempre il mio confessore, ogni volta che un mio dubbio obnubilava un confronto disteso e responsabile.

Oggi non facendo per l’ennesima volta niente al "lavoro" (si può chiamare lavoro l’anno del Servizio Civile?) con tutta l’umanità che i compagni del Servizio Civile si portano dietro, ho capito. ho capito finalmente il senso profondo di quell’attesa (Il deserto dei Tartari, Aspettando Godot, Kafka e il castello…) che ha accompagnato il Novecento e che segna anche questi primi anni del Duemila. Aspettare qualcosa, con ferma ostinazione, qualcosa che arrivi a cangiar il senso delle x che uno fa per tagliare via i giorni troppo uguali.

Lunedì ero a fare la claque per l’ennesimo sbarco in Sicilia dei nostri politici, tutti lì per la IV conferenza sulla diffusione della droga e delle sostanze psicotrope. Palliativi che la gente usa per sostenere lo sguardo che ci rimanda lo specchio, che è quella la vera ed unica battaglia quotidiana. Quella fatta di sempre più sporadici pranzi luculliani per riempire quel gran vuoto che ci sentiamo qui in fondo al petto, quando cala la notte e l’unica voce che si sente è quella dello scaldabagno .

Ci sono certezze che valgono una vita intera. Piangere sotto un piumone e fare il primo presepe assieme sono un campione di quella popolazione di bei ricordi che voglio accumulare. Ve lo racconto così, en passant, perché anche le mie Storie continuino a vivere dopo il mio transito terrestre…
Ma è arrivata la tredicesima, e il problema slitta in avanti, ci abbraccerà un altro anno…

Dimenticavo: è finalmente on line il sito della federazione bombacarta. fateci un giro e ascoltate il Bombapod, se leggete Stilos mi trovate a pagina 13 nell’articolo di Spadaro, nel paginone centrale sui siti letterari degni di tale nome. Ora vado che devo scoprire quello che la letteratura ditta dentro...

A man tells his stories so
many times he becomes the stories.
They live on after him.


la sceneggiatura originale

un bella monografia di Andrea Monda: Big Fish di Tim Burton ed il rapporto tra Dio Padre e l’uomo

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