la scomparsa del mocio vileda e la pigra malinconia degli elfi e dei siciliani

E’ un dato di fatto: scrivo di meno. Molti dicotomici lettori si chiederanno perché sto dedicando tutte queste energie a Kukuzze, a BombaSicilia e all’appena nata Federazione BombaCarta.

Ve lo dico subito: tutto questo attivismo serve principalmente per sfuggire alla fame e alla pigra malinconia dei siciliani. Qui con 1072 euro di pensione di mio padre e i 1300 euro dello stipendio di mia madre è sufficiente una spesa fuori dall’ordinario per arrivare alla fine del mese col contagocce sul portafogli. Metteteci la benzina necessaria per giungere da chi mi ha riavvicinato alle stelle.
Ora pure la SSIS di mia sorella (1228 euro l’anno oltre i soldi per vivere e abitare a Catania)…

Finalmente m’hanno preso al Servizio Civile Nazionale e questo significa tanto perché, come diceva il saggio, il bisogno di filosofare sorge solo quando tacciono tutti gli altri bisogni.

Ergo, fate due più due. E’ una verità universalmente riconosciuta, a 23 anni chiedere ai genitori dieci euro in più per la benzina che galoppa inesorabile verso le stelle è un’azione da meditare.
Adesso mi conoscete un po’ meglio, capite che non c’è nessuna voglia di fama nelle mie azioni.

Qualcuno magari sta pensando: "che patetico vittimismo ha intossicato la tastiera di Tonino!". E no, questo non ve lo lascio neanche pensare…

Ho fatto l’aiuto fabbro a dodici anni (ventimila lire al giorno), il muratore tutte le estati della mia vita (dalle trentamila lire alle mitiche cinquantamila lire), poi il pittore di cancelli, il babysitter, il cameriere in pizzeria, ho battuto preventivi e tesi e fatto l’uomo-fotocopia, l’uomo di fiducia nel cantiere sino a quando non mi stavano scannando perché non avevo capito che erano quelli del pizzo, pure la raccolta differenziata della carta (portavano giornali e riviste davanti alla canonica e noi li selezionavamo nei sacchi di juta del caffé – avete idea di quanto puzzi un sacco di juta? Immaginatemi chiuso in una stanza coll’odore delle vecchie statue di legno di Sant’Ignazio e l’olezzo tipico dei vecchi preti coperto dall’acqua di colonia scadente) con Padre Barbosio (quello trasfigurato nella MELA BUCATA) per pagare a me e agli altri il viaggio dell’oratorio, ho fatto un corso di cura redazionale sino al pomeriggio prima della laurea e ho girato tutti i free-press e le case editrici, tutte: dalla Sellerio alla più sfigata della Sicilia.

Prima mi chiedevano la laurea per qualcosa di più concreto, ora la laurea c’è e chiedono – come minimo – il master (quelli buoni sono almeno 3600 euro).

Ho fatto di tutto ma mai la vittima, credetemi.

Permettetemi pure di fare mie le parole di quel grand’uomo che è stato Pippo Fava, barbaramente cancellato dal mondo e dalla vita nel 1984:

 "Voglio fare un discorso corretto e sereno sui siciliani, premettendo naturalmente che io sono perfettamente siciliano. Un discorso sulla stupidità dei siciliani. Noi affermiamo spesso di essere straordinariamente intelligenti, quanto meno di avere più fantasia e piacere di vivere, rispetto a qualsiasi altro popolo della terra. Non è vero! La storia è là a dimostrarlo. Da migliaia di anni siamo semplicemente terra di conquista, gli altri arrivano, saccheggiano, stuprano, costruiscono qualche monumento, ci insegnano qualcosa, e se ne vanno. Noi ci appropriamo di una parte di quella civiltà, a volte diventiamo anche i custodi del tempio, in attesa che arrivi un’altra ondata saccheggiatrice. Siamo quasi sempre colonia per incapacità di essere veramente popolo. Presi i siciliani ad uno ad uno, può anche accadere che taluno riesca ad esprimere (nella poesia, nel delitto, nella finanza, nell’arte) attimi di ineguagliabile talento. Sono quelli che ci fottono, che ci danno l’impressione, spesso la certezza, di essere i migliori. Nella realtà, presi tutti insieme, siamo quasi sempre un popolo imbecille." (http://www.claudiofava.it/siciliani/memoria/frame.htm)

E’ vero: siamo un popolo imbecille e quello che ci fotte è quella particolare disposizione d’animo che ci avvicina agli Elfi di Tolkien.
"La loro tentazione è diversa: una pigra malinconia, appesantita dalla memoria, che li conduce a tentare di fermare il tempo". (leggete questo bel saggio di Andrea Monda su Tolkien: http://www.asterione.org/monografie.php?id=6)
Malinconici e impigriti, quelli di noi che vogliono schivare questa atavica apatia hanno due strade: o fuggono o si impegnano con virulenta ostinazione. Con testa di cucuzza e cuore d’aquilone noi abbiamo deciso di fondare Kukuzze, un laboratorio permanente di resistenza e volontariato culturale.

Capite bene che comunque, per quel poco che significa, sono felice del Servizio Civile. Fermo non ci sono ai stato ma prima vivevamo dignitosamente con la pensione e lo stipendio di mia madre, con quello che hanno fatto approfittando dell’arrivo dell’EURO, ci arriviamo a fatica. Come tutti. Lo sapete quando l’ho capito che le cose vanno veramente male? Da quando anche mia madre compra le cose all’Eurospin, lei che prima rimproverava mio padre quando si faceva ammaliare dalle sirene del primo prezzo. Il segnale più chiaro? Dai moci vileda siamo passati a stracci che perdono i capelli già la seconda volta che li usi.
Ecco, prima o poi Charlie Brown ce la farà a far volare l’aquilone senza temere che qualche albero se lo mangi, e torneranno le lucciole di cui scriveva Calvino e Pasolini e torneranno anche i moci vileda.

Onestamente vostro,
tonino

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5 thoughts on “la scomparsa del mocio vileda e la pigra malinconia degli elfi e dei siciliani

  1. "Malinconici e impigriti, quelli di noi che vogliono schivare questa atavica apatia hanno due strade: o fuggono o si impegnano con virulenta ostinazione."Io sono una di quelle che ha deciso di andarsene. Mi sento tremendamente vigliacca per averlo fatto, ma quando ti senti dire in continuazione che non ha senso prendersi dispiaceri per fare cose che non interessano a nessuno, arrivi a pensare che forse hanno ragione. Ma la Sicilia non la dimentichi, e qualcosa dentro di te si ostina a raccontarla, e spera ancora che tu possa fare qualcosa. E magari, ogni tanto, qualcosa la fai, sempre da sola, sempre con qualcuno che ti mette i bastoni tra le ruote. Ricominci a chiederti perchè sono tutti così stupidi i siciliani, e perchè, nonostante tutto, li ami così tanto. E poi riparti, e sull'aereo che ti riporta in quella che ancora non riesci a chiamare casa, cerchi di decidere se quello che stai facendo è giusto, se andare altrove è la soluzione, e ancora non trovi risposta.P.s. Volevo scriverti solo che avevi ragione, ma poi le mani hanno iniziato a battere sui tasti…

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