Di denti e di labbra. Sulle facce e voci ai tempi dell’email.

Sabato (l’otto ottobre) sono stato all’officina. Dei contenuti ve ne parlerò in seguito (e ve ne parlerà meglio Livia sul Gasoline del prossimo mese), ma mi premeva dirvi che ho visto per la prima volta alcune persone di cui da anni leggevo le loro mail proprio qui, in questa lista. Ho conosciuto con grande piacere l’esplosivo e competente Tonino Pintacuda, poi Rosa Elisa Giangoia, un pozzo di conoscenza e di entusiasmo per la letteratura; Annamaria Manna, la superguida – linkata da quasi tutti i siti letterari – di Supereva per la scrittura creativa, e Gabriele Guzzetti, rappresentante del gruppo "Ulisse" di Uboldo.

È stranissimo appiccicare in un colpo solo i racconti e le poesie a dei visi sorridenti. Il procedimento di conoscenza è rovesciato rispetto a ciò che avviene di solito. Prima, di consuetudine, si conosce una persona, ci si stringe la mano, e si parla un po’. Poi, eventualmente, ci si scambia corrispondenza. Qui è tutto l’opposto: di quella persona si conoscono già la residenza (Bagheria, Genova, Trento, Uboldo), si pensa a Bombasicilia e ai macchiafogli, alla critica letteraria e ai racconti di Rosa, ai diari scolastici che anni fa mandava Annamaria in lista, alle persone care e alle montagne dei post di Gabriele. Insomma, prima conosci una «voce», l’andatura e lo stile di scrittura, e poi la persona. Questo grazie alla tecnologia.

Che può essere usata bene e male, come tutti gli oggetti, come il famoso anello nelle mani di Gollum, Bilbo e di Frodo. In questo caso la rete è servita a tenere i contatti tra persone a centinaia di km di distanza; ma, a mio avviso, non è la stessa cosa. Non è mai la stessa cosa; sarebbe molto più incisivo se vedessi spuntare Demetrio a casa mia per parlare del racconto del mese. Comunque nel caso di una lista che abbia fini letterari, visto che il fine ultimo è l’uso proprio e improprio della parola scritta, questo limite è meno importante. Se invece spostiamo il tiro a una mailing list che abbia il fine ultimo di far conoscere altre persone e allacciare nuove amicizie, o ad una chat, o ad un messenger, questo limite diventa un abisso. La conoscenza in carne ed ossa è insostituibile, evita spiacevoli malintesi, e – per chi si conosce di già – non è uno strumento paragonabile, a mio avviso, ad una chiacchierata davanti ad una buona birra. In altre parole: sono molto contento di aver visto quei visi, così come spero in futuro di vederne altri di questa lista. Quando mi iscrissi a Bombacarta, tenevo il nick Mario Rossi, poi dopo un po’ di tempo cambiai in Antonio, e dopo un altro po’ lo cambiai in Toni, esattamente come mi chiamano gli amici e le persone care. Nell’anonimato non mi riconosco, sono (e lo sarei anche con un falso nome, ma forse a cuor più leggero) responsabile di ciò che scrivo in prima persona. Per tutto questo, quando capita, mi fa un gran piacere vedere i volti responsabili degli scritti che quotidianamente leggo. Se un giorno di un sabato futuro poteste venire ad un’officina di Roma, cari listaioli, sarei lieto di conoscervi.

Sempre a proposito di questo mi viene in mente una ragazza che vidi salire sul treno dopo aver salutato, abbracciato e baciato il suo ragazzo. Dopo un paio di minuti si mise a comporre un sms, poi ne ricevette uno dopo cinque minuti, e così via per circa un’ora; dopodichè telefonò, e ricominciò la solfa degli sms; ho buone ragioni per ritenere che tutte questi messaggi e telefonate fossero rivolti al ragazzo che aveva lasciato sulla banchina della stazione. Va tutto bene? A mio avviso no. Il telefono le dava l’illusione di avere quel ragazzo ancora davanti a lei, le anestetizzava il dolore della sua mancanza. Quella mancanza è utile, dà la possibilità di interrogare se stessi sull’importanza di quella persona, di sentire la propria voce in solitudine e di vivere "qui e ora" nella realtà senza stare costantemente proiettati da un’altra parte. La realtà è che lui in questo preciso istante non c’è, non ci sono surrogati(telefoni, sms, videotelefoni, chat) che tengano.
Una voce ha un viso che sorride, delle mani da stringere, un corpo da abbracciare.

Toni La Malfa

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3 thoughts on “Di denti e di labbra. Sulle facce e voci ai tempi dell’email.

  1. 2001… successe anche a noi, ricordi? :)) Io si, quanti ricordi… quando ci penso li vivo come se fosse "ora"… :)) E i nomi che citi sono "noti"… :)) E anche la R4 verde pisello, e manca un cappello giamaicano :)) Sai una cosa? Il mio post di oggi è dedicato a te… anzi, a noi! Un bacione Luna

  2. Una voce ha un viso che sorride, delle mani da stringere, un corpo da abbracciare….Non sai quanta forza mi da questa tua frase, Tonino… sembra semplice, ma in realtà non lo è ricordarsene… ricordarsi che non sei solo una voce (o uno scritto)… Un abbraccio Luna

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