La compagnia di BombaCarta

Cari amici, Oggi è nata è la Federazione BombaCarta! BombaCarta non è più solamente una Associazione ma una Federazione di associazioni e gruppi culturali che condividono ispirazione e progetto culturale. Adesso le sedi sono Roma, Reggio Calabria, Trento, Uboldo (VA), Bagheria (PA), Genova. Si attendono altre realtà, ovviamente!

A Roma dal 7 al 9 ottobre si sono riuniti i responsabili dei gruppi e delle associazioni locali. Ma… In realtà non è vero… La Federazione era già nata di fatto nella nostra storia concreta. Quel che è accaduto in questi tre giorni a Roma è stato un passo importante solo perché ha siglato una realtà che spontaneamente avevamo costruito pezzo per pezzo nel corso di 8 anni.

Se non fosse stato così avremmo edificato un ente di ragione non una REALTA’. Perché sono stati belli questi giorni, come molti partecipanti mi hanno detto al telefono in queste ore? Semplicemente perché abbiamo verificato di persona (fisica) l’armonia che è cresciuta tra noi e, con questa, la conoscenza reciproca. Questo è bello: siamo stati insieme stupendoci, alla fine, della estrema fluidità e congenialità che si respirava. Io sono veramente felice e grato alla vita per avermi dato di vivere questa esperienza di legame impensabile e improbabile tra persone di diversa formazione, età, mentalità e luogo di vita….

Chi vorrà iscriversi alla Federazione BombaCarta potrà scegliere liberamente se iscriversi all’associazione o al gruppo che sente più idealmente vicino, al di là di ogni vicinanza territoriale, ovviamente. In seguito ogni realtà, quando e come vorrà, darà indicazione su come fare. E’ stato costituito anche un Consiglio di Federazione composto dai responsabili/presidenti dei gruppi/associazioni. BombaCarta!! Avanti tutta!! Antonio

Di seguito un sugoso racconto dell’evento (una sorta di cronaca personalissima e tolkeniana) di Andrea Monda:

Ieri e oggi si è svolta la riunione dei rappresentanti delle realtà locali collegate a BombaCarta: Bagheria, Genova, Trento, Uboldo, Reggio Calabria e BC è diventata una federazione. Come sapete sono un appassionato lettore del Signore degli Anelli. Ecco, questa riunione ha appagato la mia dimensione “epica” e specificamente “tolkieniana”.
 Durante la riunione è stato Stas ha farmelo notare: “Antonio è Elrond”, mi ha detto.
 C’è infatti un episodio, centrale, del romanzo che è quello del Concilio di Elrond (contenuto nel lungo e omonimo capitolo) che è molto simile a quanto accaduto ieri e oggi al Massimo.

 Attorno a quel “mitico” tavolone di legno, quello delle Officine, si sono riuniti una quindicina di persone, provenienti da diverse lande della Terra d’Italia e hanno eletto 6 rappresentanti che insieme costituiscono il Consiglio della Federazione BombaCarta.

A Gran Burrone, la Casa Accogliente di Re Elrond, si sono riunite una dozzina di personaggi provenienti dalle diverse lande della Terra di Mezzo e hanno eletto 9 persone, i componenti della Compagnia dell’Anello. Così Elrond introduce il Concilio da lui (apparentemente) convocato: «Questo è il motivo per il quale siete stati tutti chiamati qui. Chiamati, dico, pur non avendovi io chiamati a me, stranieri di remoti paesi. Siete venuti e vi siete incontrati, in questo breve lasso di tempo, parrebbe quasi per caso. Eppur non è così. Sappiate che è stato ordinato che noi seduti in questo luogo, noi e non altri dobbiamo trovare una soluzione al pericolo che corre il mondo» (Il Signore degli Anelli, pag.307)
Nella tesi che presto discuterò all’Università Gregoriana, cito questo brano a dimostrazione della presenza della Provvidenza tra i protagonisti del romanzo di Tolkien e aggiungo che tutti i partecipanti sono stati “convocati” come seguendo una misteriosa “regia” che è all’opera. A fronte della chiamata c’è la disponibilità degli uomini ma anche l’aiuto del “misterioso regista”. La responsabilità dell’uomo quindi non è schiacciata ma messa nelle condizioni per essere esercitata. La Grazia viene in soccorso proprio per questo.
Come scrive il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer: «sono fermamente convinto che Dio ci concederà in ogni situazione tanta forza quanta ne abbiamo bisogno. Ma non la dà in anticipo affinché non ci fidiamo di noi, ma di lui soltanto»; Aragorn così si presenta agli hobbit, sotto i logori e inquietanti panni di Grampasso: «Non vi chiedo più di quanto voi possiate offrire» (Il Signore…, pag.218). Anche il buon Spadaro, forse per conto di un Altro, ci chiede quanto noi possiamo offrire: né più né, senza dubbio, di meno. Ma perché eravamo là? Che siamo andati a vedere al Massimo? E’ stato meraviglioso il solo fatto di stare lì, di trovarci insieme lì, senza nemmeno esserci mai conosciuti di persona, prima di allora (potenza della rete informatica, direbbe giustamente Tonino Pintacuda, Internet, “il palantir” e le aquile della Terra di Mezzo!).

Tutti insieme quasi “costretti” a partecipare da questo comune sentire che è nato e cresciuto in questi 8 anni. Ognuno con la sua storia unica, con questo spazio dato a BC, ritagliato nella propria vita a favore di questa “risorsa di vita”. Ieri mentre le ore scorrevano e tutti i “convocati” si presentavano, li guardavo e pensavo a quella pagina del romanzo e mi divertivo a fare delle “sovrapposizioni”, ovviamente molto “libere” (spero che nessuna le prenda sul serio, ma per quello che sono, un divertimento per un hobbit perdigiorno come il sottoscritto). Comunque: così come nel romanzo è forte e chiara la differenza linguistica dei personaggi (uomini, elfi, nani, hobbit…), così ieri sentivo quegli accenti, così vivaci dei nostri rappresentati, che meraviglia! Gabriele da Uboldo, Tita da Reggio, Antonio da Messina (sì, pure lui!), Rosa da Genova, Annamaria nel suo trentino-partenopeo e Tonino col suo palemmitano!

Tonino poi era perfettamente tolkeniano: con la sua passionalità, i suoi impeti improvvisi, la permalosità sicula e la vivacità di tutti i suoi interventi. Ho rivisto davanti a me il personaggio di Boromir. E’ costui (per gli ignoranti in fatto di Tolkien) una nobile figura di guerriero orgoglioso e generoso; il suo sacrificio cavallerescamente eroico a favore degli Hobbit al termine del primo libro della trilogia è uno dei momenti più toccanti della saga. Ma è interessante che Boromir arriva nella casa di Elrond portando con sé (così come fanno gli altri) tutti i problemi del suo paese, Gondor, posto al sud della Terra di Mezzo e la critica che lui porta agli altri paesi è davvero interessante: “io sto lì, nel sud, tutto solo a combattere contro Sauron, una battaglia che faccio anche per conto vostro e voi ve ne state qui a Gran Burrone a chiacchierare senza muovere un dito e poi volete anche assumere il comando delle operazioni e chiedere obbedienza a me, che vi salvo dalla disfatta!” Più o meno quanto disse il sagace Tonino nel Concilio del Massimo.

Poi ci sono gli altri alleati, gli altri paesi liberi ma che (apparentamente) non combattono come fa Tonino-Gondor, alcuni perché “scollegati” dagli altri: Tita e Rosa, così poco informatizzate simili al regno degli Elfi di Lorien o alla Marca di Rohan. Poi ci sono quelli che fanno tutti da sé: come Annamaria, novella Tom Bombadil nella Vecchia Foresta di Trento (costretta a pagare il bollo per mandare avanti i laboratori di lettura!), poi ci sono i Woses di Uboldo, tutto “movimento” e poco “istituzione”, abbastanza invisibili ma in realtà utilissimi nel momento del bisogno e infine ci sono gli Hobbit.. i romani! Ecco la Contea, tutta immersa nel verde, nel fumo del tabacco e delle chiacchiere, insomma nell’ozio più assoluto (questo sempre secondo il focoso Tonino-Boromir…e un po’ ha ragione)!
Io mi sono sentito come il vecchio Gandalf (scusate la modestia), chiamato dalla Contea ma non per fare grandi cose e sventare i tanti tranelli del Male ma solo per allietare le grandi feste con meravigliosi fuochi d’artificio.. che altro sono se non questo i Grandi Eventi?

Meno male che c’è Stas-Sam, sposato con la dolce Rosie-Cecilia, che è il fido braccio destro del nostro eroe, Antonio-Frodo-Spadaro che porta da ormai 8 anni questo fardello-anello che è la Presidenza dell’Associazione (e ora che è diventata Federazione il fardello si è fatto ancora più pesante)… hip hip hurrah per il nostro Presidente e per il nostro Vice-Presidente!
E meno male che ci sono anche gli altri hobbit, quei mattacchioni di Merry-DDT e Pipino-Gaston che ci allietano con la loro arguta allegria! (e quando si stancano sono subito rimpiazzati dal sottoscritto accompagnato dall’immancabile, spesso latitante, Saverio!). E meno male che c’è Michela, anche se da quando si è messa l’anello (nuziale) al dito ha scoperto il primo potere dell’anello: l’invisibilità.. è sparita! .. riusciremo nella nostra missione?

La Federazione BombaCarta resisterà agli attacchi del nemico? Intanto proviamoci, poi la Provvidenza provvederà, no? Intanto: W la Compagnia di BombaCarta! W la Federazione! Andrea

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