Il seme di meraviglia

Leggere? È come ciucciare sperma ancora fresco. Questa è, in sintesi, la morale di un bel racconto di Stephen King, “Dedica”, tratto da Incubi e Deliri. Diciamolo meglio: leggere è come essere fecondati dal seme di meraviglia dello scrittore. Addirittura, la cameriera di colore che legge i romanzi del protagonista viene sottoposta a un rito arcano e, come in sogno, ogni mattina alza il lenzuolo e recupera il dono appiccicaticcio e lattiginoso che lo scrittore s’è lasciato dietro dopo l’onanismo notturno.
Da questo rito nasce un figlio – ricordiamoci che siamo sempre dentro un racconto di King – che diventa anch’esso scrittore.
Fuor di metafora: concimati da un bel romanzo, se anche noi ne suggiamo la polpa viva, un giorno non troppo lontano, chissà, partoriremo anche noi un bel romanzo, un racconto, anche solo un aforisma che sopravvivrà al nostro transito terrestre.

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