la guerra selvaggia degli allegati

É sempre tempo di raccolte, i quotidiani e i periodici, da tempo, allegano qualsiasi cosa: dvd, cd interattivi, libri, enciclopedie, videocassette, cataloghi d’arte, antologie di fumetti, saggi storici, dossier monotematici, video-inchieste, etc. etc. perfino gli intoccabili Meridiani che costituivano il mio desiderio nascosto… quante letterine a Babbo Natale per averli tutti, almeno uno all’anno. Approfittando dello sconto di Dieci Euro che la Mondadori concedeva…

Bene, mi fa piacere, è sempre cultura. Certo, lontana anni luce dalla cultura spazza-sofferenze che sognavano i baffi di Elio Vittorini sull’editoriale del primo numero del Politecnico, ma le coordinate e le ascisse spazio-temporali mutano gusti e preferenze.

Non basta più il contenuto del giornale a stimolare l’acquisto. E Gianni Riotta può continuare a dire all’infinito che la mano oscura che cerca di strizzare il Corriere lo fa perché ancora i giornali e i giornalisti sono visti con un senso di rispetto. Il giornale vacilla, anzi: il quotidiano è diventato quell’entità cartacea che danno come allegato alla videocassetta o alle tette del calendario. Lo usano per avvolgere il volume, come prima facevano le venditrici di uova "a parte di casa". La stessa fine che facevano gli articoli di Alberoni del lunedì del Corriere secondo Michele

Serra: finivano ad avvolgere la verdura ancora prima di essere letti… Ora tocca a tutto il quotidiano, pure alle AMACHE del suddetto Serra. Non è servito a nulla la patina di colore della versione FULL COLOR che ora ci delizia le giornate.

Mi è venuto a trovare un ricordo, un piccolo sketch di Gene Gnocchi (che non ho mai capito se mi sta simpatico o no, o proprio la sua schietta antipatia me lo rende simpatico?): Gene era un ciclista dopato e narrava le origini del suo dramma. Era tutta colpa degli inserti e degli allegati dei giornali.

Voleva semplicemente un giornale da mettere nella giacchetta per combattere il vento con quel rimedio che sa di cose antiche e buone ma non aveva fatto i conti con gli allegati. Il quotidiano, il libro, il cd, la videocassetta lo appesantivano così tanto che aveva dovuto ricorrere al doping per riuscire a completare la gara.

La storia si ripete e si amplifica: analizziamo uno dei tanti casi. Che ne so? Io mi ricordo quando Repubblica propose l’enciclopedia Utet in 20 agili volumi. Ma è già preistoria. Faccio un piccolo viaggio nel tempo, che al mio cuginetto di cinque anni gilel’ho detto: tutti possiamo viaggiare nel tempo, bastano i ricordi. Gabriellino ci ha creduto e per due settimane mi ha chiesto se poteva tornare il bravo bambino che era prima di abusare delle parolacce appena imparate. Ecco, mi auguro che la stessa voglia possa venire a noi Lettori di quotidiani.

Dicevo: viaggio nel tempo, mi ricordo quella mattina di settembre del 2003.

L’Edicolante (idea Universale che raggruppa tutti gli edicolanti del mondo) aspira sempre a guadagnarsi un aggettivo possessivo: vuole essere il TUO EDICOLANTE. Anzi, di più, vuole essere il Tuo Edicolante Di Fiducia, il tuo edicolante Hi-Fi. Ammiro questa dedizione ma c’è al fondo nero del barattolo un paradosso. Per chi come me ama vagabondare da un’edicola all’altra sulla scia delle emozioni (e soprattutto per non trovarsi di fronte all’imbarazzante situazione di un conto di 75 euro alla tua richiesta del Corriere della Sera [sommando quello che il tuo edicolante gentilmente ti mette da parte]). Il sistema però mi (ci?) impedisce di svolazzare da un’edicola all’altra. Anche se voglio acquistare mi impediscono di farlo.

E passi pure l’arrembaggio vergognoso che scatenano i volumi gratis dati in pasto alla massa per innestare la fidelizzazione (ho visto cose che voi Lettori non potete neanche immaginare: Giufà qualsiasi scesi dalla campagna alla ricerca del Nome di Rosa con l’Eco [offerta lancio del primo volume della biblioteca del 900 di repubblica] o peggio ancora le orde barbare che reclamavano pane e enciclopedie, tutti volevano il sapere dalla A alla Apra, anche in duplice copia, se possibile. E poi col Caravaggio del Corriere, insomma la storia si ripete ogni ad maledetta nuova raccolta. Con L’universo di Repubblica, tutti con in mano i baffi di Hemingway…

Ma c’è qualcosa che mi fa prudere il cervello e rotolare innominabili estremità sferiche. Passo ai fatti e poi tiro le somme.

Ogni mattina il mio cane mi porta a passeggiare (chiunque abbia un quattrozampe capirà cosa intendo: siamo noi attaccati al guinzaglio e non viceversa), e ogni mattina vedo lei: l’edicola ottagonale di fronte alla sede distaccata del Municipio. L’edicola ottagonale è ancora in ferro e vetro, senza orpelli di plexiglass e alluminio lucidato a specchio e senza nemmeno una maniglia cromata. Un’edicola che sa di passato, un piatto bello pieno in cui saziarsi di parole stampate. Procedo: attacco il cane a un palo dell’Enel, ci ripenso e preferisco una zampa di una moscia panchina di ferro e mi appropinquo. Chiedo il Corriere della Sera con il doppio CD di Battiato. Preparo già dieci facce di Dante sul palmo della mano.

E l’edicolante mi risponde laconico: "esaurito".

Cribbio, penso: sono le 7:17, ci sono lettori così mattinieri? Il Corriere c’è, è ancora impacchettato, il CD si è già estinto.

Stavolta dico basta, mi piazzo sulla panchina e lì attendo. Perché, cascasse il mondo, voglio vederci chiaro in questa faccenda. E resto lì, col cane che mi slinguazza le mani. Si fanno le 8 ed ecco arrivare la processione dei dipendenti del Municipio.

Tempero l’udito e la vista ed ecco che i miei sospetti si concretizzano.

"Dottore, tenga il Corriere col BATTIATO, gliel’ho tenuto da parte."

Mi vedo come in una foto. La mia faccia una maschera di rabbia, la faccia dell’edicolante ridotta a brandelli di pelle, sangue e spregiudicato senso degli affari; i denti lucidi sull’asfalto. Riapro gli occhi e placidamente, senza far nulla, riprendo il mio vagare.

Perché questo è il mercato, dolcezza! E non posso farci niente. Mi auguro che almeno Tullio Avoledo ne tragga un nuovo "elenco telefonico"…

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3 thoughts on “la guerra selvaggia degli allegati

  1. due appunti: sono state fatte tirature apposite per l'edizione da edicola che hanno la caratteristica, di una certa importanza, di essere rilegati con la colla, insomma hanno sparagnato sulla lavorazione. inoltre leggetevi l'articolo di roberto cotroneo su hemingway uscito sabato tra le riviste mondadori… un buon inizio per questa iniziativa, ma purtroppo assegnata ad un coglione d'eccellenza, capace di recitare, all'apice dell'eccitazione da grande overtoure, che hemingway il nobel se lo è meritato da buon overland-americano; non lo stesso si può dire, con tono da sufficienza, di marquez, che è solo (sic!) un povero sognatore disilluso sudamericano. alla faccia della presentazione. nota: per inciso, marquez è previsto nelle prossime uscite della collana meridiani in edicola. in due volumi.again

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