condividere

Vi è mai capitato?

Di aver paura di condividere qualcosa… qualcosa così bella che abbiamo timore di sciuparla nel commercio quotidiano della gente.

Però non condividendola la viviamo menomata. Come l’avaro che ama una moneta rarissima, tanto da nasconderla nella cassetta del water, dentro una confezione a tenuta stagna, solo per poi rimirarsela di notte, seduto sulla tazza, nel silenzio della sua mania.

Le cose belle vanno condivise.

Sempre.

Nei limiti del dicibile, certo.

qualcosa di non detto galleggia sempre.

Sapreste dirmi cosa avete detto in un solo abbraccio?

O in uno sguardo pieno di speranza?

In quell’istante in cui già sai che la bacerai… che vi bacerete.

O quando il tuo cane aspetta che ti cali per leccarti il naso e felice scodinzolarti sui sogni.

oggi Fry poteva clonare il suo vecchio cane e non l’ha fatto. Pensava che Seymour s’era rifatto una vita, una vita lunga con qualcun altro da aspettare.

E invece quel botolo l’ha aspettato davanti alla più lercia delle pizzerie lerce.

E io ho pensato alla mia cucciolona.

A lei, ai suoi occhi nocciola che m’aspettano quando torno dall’università.

E mi sono commosso.

Di recente mi capita spesso. Dopo aver trattenuto troppe lacrime ora ne sperimento di nuove, quelle di prima erano impastate di rabbia e incomprensioni.

quelle di adesso servono per pulire il cristallino. L’ho capito solo ora. Piango per purificarmi gli occhi e godermi a pieno lo spettacolo meraviglioso che si dipana ora come allora, quando la filosofia nacque.

Ci sono persone da cani e persone da gatti.

Io sono un cinofilo sino al midollo, pure le mie cellule epiteliali portano a spasso microbatteri canini coi loro microscopici guinzagli di DNA.

Quando sono andato al cinema per riempirmi gli occhi coi bei colori di AL DI LA’ DEI SOGNI non ho pianto perché a Robin Williams gli morivano i figli, il cane e la moglie.

Ho pianto quando ha riabbracciato il suo dalmata nel suo paradiso.

Perché vorrei che fosse così per tutti.

Che magari un giorno possa riprendere in mano pure la mia tartaruga che un ratto s’è divorato lasciandomela moribonda e praticamente già sfilettata per il brodo.

Che tutti i canarini che hanno cantato nella gabbia dal fondo rosso possano cantarmi accanto come l’uccellino dello zio Tom nei sogni targati Disney…

Zippetituda, zippeti-iè chi è più contento e felice di me? Mi accompagna un uccellino… tutto è molto soddisfante…

La malinconia è solo un altro nome per l’attesa. Chiusa una piccola felicità, girando i tacchi delle scarpette di rubino ci sono le torri di smeraldo del Potente Mago di Oz che aspetta d’esaurire quegli stessi desideri che abbiamo già abbracciato.

Stasera c’è un bellissimo film. 1975: Occhi bianchi sul pianeta terra.

Tratto da IO SONO LEGGENDA, il più bel romanzo di Richard Matheson che finisce con quella frase sul relativismo della normalità.

“La norma è un concetto di massa. La norma dei molti e la non norma di uno solo…”

Dal libro Tiziano Sclavi ha ricavato una delle più belle storie di Dylan Dog: lo speciale numero 5, LA CASA DEGLI UOMINI PERDUTI.

E’ stanotte, su Rete 4, a mezzanotte e mezza. Ci vediamo lì.

Per essere gli unici sopravvissuti in un mondo di mostri.

Dicono che è una delle fantasie più diffuse, quella con cui ci siamo gingillati tutti.

Insieme alla fantasia su come sarà il nostro funerale…

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