Incartato e Incastrato

Doveva succedere prima o poi di restare incartato e incastrato in uno schema fisso di sterili e inutili variazioni sul tema.

La fossilizzazione è il pericolo che ti macina il cuore stesso del tuo ego scriptorio. C’è una sola cosa da fare per combattere contro questa inevitabile tendenza che prima o poi ti stritola.

E’ successo a Stephen King (ricordate quella puntata dei Griffin in cui il suo agente gli chiedeva una storia nuova e quello gli proponeva una storia con l’abat-jour assassino?), è successo a Giulio Mozzi con i suoi viaggi in Eurostar, è successo a Kafka che non sapeva più che metafora inventarsi per arrivare al Castello del conte West-west.

Doveva succedere pure a me.

Qui c’è poco da cesellare.

Scrivo da abbastanza per capire che alzare le dita dalla tastiera non può che farci bene, senza babbiare ulteriormente con altre mistificazioni che l’oculato Peppe nel commento al post precedente ha smascherato con quell’onestà che caratterizza tutti i miei lettori. Perché di complimenti uno può pure morire intossicato.

Non avete avuto le palle di dirmi: "caro Tonino ti stai scimmiottando sempre più spesso… siamo sazi di paesi sperduti e di freak erotico-comici. Dacci nuove storie, nuovi stimoli, facci sognare un’altra volta".

Arrivi ad un punto che il salto di qualità può farti spiccare il volo o farti cadere nell’abisso dell’afasia, del silenzio certificato.

Però non voglio chiudere. Sarebbe troppo facile darvi un lungo addio.

Voglio continuare a lottare con la mia chimera. Magari l’affronterò con maggiore preparazione, non mi butterò più nell’arena allo sbaraglio.

Vedo accumularsi spunti narrativi dannatamente buoni ma il pessimismo dilaga, anche in campo letterario.

Se leggo un’altra volta il sondaggio d’orrichiano su chi sarà l’anti-Piperno vado a Roma e faccio mangiare a Piperno la mattonella in cui si vanta di essere un laziale.

Quando ci vuole ci vuole.

Ogni storia è fatta di virtualità e attuazioni: come le vecchie storie di Topolino "a bivi". Scegli ad ogni turning point che direzione intraprendere e tutte le altre ti snocciolano felici tra le gambe.

Aveva ragione Baricco, gli scribacchini che affettano la vita, quella vera, in paragrafi prima o poi sbattono contro un’incudine di parole già dette.

Il Mistero dello Scrivere me lo trovo davanti, come Truman che alla fine trova una porta sul mare:

"Mistero" trae origine dal latino "mysterium", ma anche dal greco "Mystes" (cioè iniziato). "Mystes" deriva dal verbo "myo", che sta per "stringo", mi chiudo, da cui anche miope.
Mysticos, mistico, propriamente significa misterioso, riguardante i misteri. Chi si chiude in sé, chi si stringe, di fatto viene a trovarsi nella condizione di dover mentire.
Colui che mente sa bene che sta mentendo, ma non trova altre strade, in quanto il mentire viene avvertito come meno pericoloso del dire."

Ugo Marchetta, Segreti e vergogne nelle storie familiari. Sintomi, indicibilità, narrazione

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One thought on “Incartato e Incastrato

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