Jelly Lama dixit

Storici blog chiudono sempre più spesso.

SuperG, il mitico Supergiovane, mia storica nemesi in una mitica battaglia grafica finita nel museo dei buchi del culo è spirato. Proprio ora che aveva perfino scacciato il blu per uno sfondo bianco.

Giulio Mozzi, appena ri-citato da D’Orrico nell’ultimo Corriere Magazine (che continuo a comprare a soli 30 centesimi lasciando il Corriere all’edicolante), ha preferito ritornare alla meritevolissima Vibrisse piuttosto che raccontarci un altro dei suoi viaggi in Eurostar. Cosa che deploravo per il semplice motivo che m’aveva messo la fissa di fare la stessa cosa nei trenucoli sgarrupati della Sicilia, quei treni lerci e in ritardo ancora prima di partire dal deposito, quegli stessi treni cigolanti che viaggiano grattando il binario unico. E provateci voi a fare quello che faceva Giulio in un treno siciliano. Origli con semplicità e ricevi sguardi killer e impliciti inviti di andare a sfoltire la scorta di Scottex di cui si gloria il giovane Ego Sconnesso.

Bene o male questi miei "dicotomici furori" ci sono da più di due anni, più volte mi sono messo a torcere punti esclamativi per trasformare le apodittiche affermazioni che pullulano nel blog in ben più interessanti interrogativi.

Scimmiottando un vecchio albo gigante di Dylan Dog ("il giorno del giudizio": lì erano i racconti che un computer si mangiava a diventare reali interagendo con i nomi dei protagonisti che il disattento scribacchino prendeva a caso dall’elenco telefonico di Londra), dove finiscono i blog quando cala la notte delle parole?

M’immagino che cambino soltanto sostrato e residenza, chi ha bloggato continua a farlo implicitamente anche se non pubblica più niente. Se hai vissuto per un pò affettando in paragrafi quello che ti si svelava davanti agli occhi, lo continuerai a fare. Magari sino a scivolare nel parossismo.

Resterai lì, dirai una sentenza con le virgole tutte al punto giusto e aspetterai i commenti che s’accendono uno dopo l’altro come le stelle della sera.

Dobbiamo continuare a scrivere. Sempre meglio, scendendo sempre più in profondità.

Scendere sino a laggiù, sino a rinvenire il cuore pulsante, l’irrevocabile testimonianza di quello che davvero siamo. Arrivare sino a lì per poi volare sempre più in alto. Al di là delle antenne e degli aquiloni.

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4 thoughts on “Jelly Lama dixit

  1. Io preferisco commentare piuttosto che scrivere e attendere i commenti, di blog ne ho aperti e chiusi tre nel giro di pochi mesi. Mi fa molto pensare il "fenomeno bloG" e talora, la punteggiatura messa sempre al posto giusto mi irrita!"Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?"Buona domenicamv

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