come cani di Pavlov (sperimentazioni umane nella neo-università)

Questo è uno di quei giorni in cui hai semplicemente voglia di correre. Proprio come il buon vecchio Forrest Gump.

Ieri volevo masticare chilometri sulla bici rossa lungo le curve della litoranea, pioveva.

Sono rimasto un pò di più a letto, guardando il bimbo biondo che riempie la copertina delle "Correzioni".

E pensavo di non alzarmi più, stare lì a rimaneggiare questo lungo lungo anno passato a inseguire i professori con un retino per farfalle con un buco troppo grosso. Alla fine me n’è scappato solo uno, ma 9 materie sono abbastanza.

E così questa è la specialistica, almeno come l’ha progettata l’Università di Palermo. Partiamo dal principio, ci siamo laureati in pochi, troppo pochi. Manco uno stentato 10 % del totale.

Per fortuna, dico io. Dove ci piazzavano se eravamo più della dozzina di neodottori in filosofia della conoscenza e della comunicazione?

Almeno qui ci hanno posteggiato nei vari dipartimenti, senza intralciare l’addetto alla spartizione delle aule. Un problema in meno, almeno per lui…

Poi la scomposizione in fattori primi: il 75% dei neodottori, dopo aver studiato Wittgenstein a tignité, ha preferito continuare a farlo e quindi ha scelto il curriculum che pare – dall’esterno, almeno – una coraggiosa duplicazione del piano di studi triennale, stessi professori, stessa aria, stesse promesse.

Bene, cambiamo tutto per non cambiare nulla. O più semplicemente è sempre meglio seguire il vecchio adagio sui guai connessi alla scelta di una strada diversa da quella conosciuta.

Ho scelto il curriculum estetico per cercare, quantomeno, di allargare gli orizzonti miei e dei miei neuroni studiando materie guidato da facce nuove. Mi sono ritrovato solo ma almeno ho studiato cose di cui sconoscevo quasi totalmente l’esistenza.

Poi da Praga è venuta pure una coraggiosissima compagna di sventura che non temendo i 54 c.f.u di debito (in quanto proveniente dal DAMS) ha scelto di studiare quello che le sembrava più proficuo per cercare di diventare un critico d’arte.

Gli altri hanno scelto di studiare il curriculum storico-filosofico o teoretico. E forse hanno fatto la scelta migliore, nell’incognito abbraccio che ci aspetta alla fine del prossimo anno, almeno hanno studiato un pò di più di filosofia di quanto abbiamo fatto noi.

Ho fatto il nomade in giro per Palermo, nell’inverno più freddo dell’isola triangolare ho segato in due la città a forza di fare su e giù dalla stazione all’università, dovendo arrivare in tempo per firmare e testimoniare così a norma di legge pure la mia inequivocabile presenza, come se potessero non accorgersi se io, unico novello estetologo, c’ero o non c’ero.

Poi è iniziato pure il caldo e quando il purgatorio del primo anno stava per finire, finalmente hanno attivato la penultima materia che mancava, il prof. di Psicologia è venuto a fine maggio con l’implicito impegno di svolgere un programma in meno di un mese.

E ora le ultime due lezioni le faremo io, la mia collega ceca, il Prof e la sua tirocinante nello studio del suddetto Prof., seduti in belle e comode poltrone verde mare.

Forse c’è un messaggio nascosto in tutto questo. Mi sto specializzando e sono finito a giugno sulla poltrona di uno psicologo…

Sono già impazzito e manco me ne sono accorto?

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...