Essere Vergognosamente Felice

Vi volevo chiudere tutti fuori.

Sbattere la porta e dirvi trentatremila volte addio. Perché tutto il paradigma era da cambiare, ho semplicemente messo a fuoco male il cannocchiale. E ho perso di vista l’essenziale che coincide sempre più spesso con quanto di più semplice ci capita davanti agli occhi: le orme di una mucca che pascola accanto al paradiso o le lucciole che ci sono ancora, basta saperle cercare.

I piccoli insetti elettrici c’erano pure tra le pagine di Calvino: "Il Sentiero dei nidi di ragno" si chiude con la constatazione di Pin che le lucciole «a vederle da vicino sono bestie schifose anche loro», e il Cugino replica: «Sì, ma viste così sono così belle».

E’ tutta una questione di distanza e prospettive. Se un punto di vista sbagliato compromette tutta una vita dedicata a inseguire la chimera della Scrittura, questa chimera la imbriglio e invece di affannarmi a lasciarvi parole che siano solo mie vi dono parole di altri, parole che in questa alterità sono ancora più mie.

Perché, se prima volevo semplicemente capire, ora voglio fare come Charlie Brown, rispondere alla domanda che ho sempre odiato con una risposta spiazzante:

– cosa vuoi fare da grande?
– essere vergognosamente felice.

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3 thoughts on “Essere Vergognosamente Felice

  1. Ciao Pinta,devo dire che il tuo telos sarà sempre più visibile ora che hai gli occhiali nuovi…mi raccomando,se dovessi vederlo sfuocato basterà un kleenes e il gioco è fatto!P.s.rispondere alle mail è educazione!Nera

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