Un lepronte per amico

Dal mega-archivione: 2004

Per combattere il caro vita ci si deve sempre inventare qualcosa di nuovo ed ecco che, pure che il mercoledì è un giorno di quelli belli pieni (vita universitaria giunta al turning point della specializzazione e un corso di CURA REDAZIONALE DEI TESTI dalle 14.30 alle 18,30), il sottoscritto trova la forza per onorare la tessera d’abbonamento al Super Cinema.

Dopo l’ennesimo film a 6.50 euro ho guardato il mio portafoglio e lui ha guardato me, alla fine lui, stanco di essere vuoto, ha preferito rimpinzarsi di pizzini e tessere inutili. Io ho continuato per la mia strada e ho preso il suddetto abbonamento. 25 euro per 10 film in prima visione. Nell’ordine ho già visto The Village, Resident Evil – Apocalypse, Sky Captain and the world of tomorrow, Se mi lasci ti cancello e Gli incredibili.

Chiarimento necessario: la tessera è stata generosamente donata a me e ai miei due cugini da mia zia, ergo, ogni volta alle 22.30 di ogni dannato mercoledì, noi tre impavidi andiamo al Supercinema, praticamente un deserto dove il vento spinge bicchieri di coca cola e pacchi di patatine sul pavimento. Ci andiamo zavorrati clandestinamente con fiumi di bibitozze prese all’hard discount e pezzazzi di pizza che riusciamo ad arrotolare tra la giacche a vento e il maglione. Ormai sembriamo dei piccoli kamikaze col colesterolo, entriamo con l’aria più innocente del mondo rispondendo con gentili “no, grazie” all’uomo pop-corn che ci sventaglia davanti megabicchierazzi di mais scoppiato da 5 euro. Noi stoicamente resistiamo e prima che la pizza ci deodori per sempre i primi tre strati dell’epidermide siamo già disposti nella fila centrale. Attorno a noi il vuoto. Piero, il cugino-patriarca risponde agli squilli e rilegge messaggi, io cerco di spegnere il cellulare che improvvisamente si mette a suonare la cucaracha, Francesco lancia rutti che forse usa come radar per muoversi nel buio della sala. Fatta tutta ‘sta trafila inizia a girare la pellicola.

Ad esempio, di The village mi sono messo a celebrare la poca valenza di una reiterata ripetizione dello straniamento che ormai costituisce la cifra dello stile dell’autore del pluripremiato Sesto senso, Francesco ha ruttato il suo disappunto, Piero ha detto semplicemente: ‘minchia ru paccu‘.

Piero potrebbe sostituire egregiamente Mereghetti e i suoi assurdi giudiziucoli sui film che, sul Corriere della Sera Magazine, condisce con frasette così irritanti da andare in via Solferino e incartare lui e il gregge dei suoi “Riuscito a metà, Meglio un sonnellino, una pietra miliare, peccato perderlo, insignificante” nelle cianografiche del tomazzo cinematografico che ogni anno ci regala. Mio cugino ha una scala di giudizi che oscilla tra tre diverse aree: “Minchia ru paccu” (trad. per i non siculofoni: “Il film partiva bene ma il regista non è riuscito a portare a termine coerentemente i fili che andava intrecciando, sceneggiatura carente, cast discreto. Crolla miseramente nel finale e non bastano mica le tette della tipa a risollevare le sorti della pellicola.”) – “Graziusu” (trad. “sceneggiatura decisamente originale e eccellente cast, si notava però la mancanza delle degne tette di una tipa per portare il film nell’olimpo dei capolavori”) – “Ce lo rivediamo?” (trad. “un capolavoro, tutti gli elementi incastrati bene nella sceneggiatura, il tempo darà alla pellicola la patina del classico. Consiglierei una immediata e ulteriore visione per coglierne appieno gli snodi principali”). Francesco invece ha solo due rutti: rutto tremens vs. rutto melodico. Io sto lì e mi gongolo, ghezzianamente fuori sincrono, rimpiangendo Bergman, Godard e Kiarostami.

Gli Incredibili ha ottenuto un giudizio unanime: “stupendo”. Ce lo siamo già visti tre volte e Francesco ha fatto un rutto da manuale prolungandone l’eco ben oltre i titoli di coda. Per non finire anche noi in mezzo alle torme di sconsajocu spargi-spoiler mi concentrerò solo su due personaggi marginali del bel film della Pixar prodotto dalla Disney. Le due figure sono il Lepronte e il bimbetto col triciclo.

Il lepronte è il deus ex machina del corto che precede Gli incredibiliL’agnello rimbalzello. Quest’agnellino ballava contento in una pianura diffondendo gioia a tutti gli animaletti, insomma l’incubo da post-indigestione mischiato con le visioni da LSD di Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band. Ballava felice l’agnello con la sua lana soffice e vaporosa sino a quando non arrivarono i tosatori e lo lasciarono nudo e rosa in balia degli sfottò di tutti gli animali.

Poi arriva il Lepronte, un coniglione di due metri con gli occhi azzurri, le corna di cervo e un’inquietante parrucchino all’Emilio Fede. Il lepronte consola l’agnellino e gli insegna il segreto della felicità: rimbalzare. Tutte e due si mettono a rimbalzare e, rimbalzando rimbalzando, l’agnello ritorna felice e accetta il rito della tosatura. La felicità, quella vera, è sotto la lana delle apparenze ed è bello aver per amico un Lepronte che, di sicuro, sarà un cugino lontano del conigliaccio di Donnie Darko.

Poi inizia il film: 15 anni prima, MR INCREDIBILE e ELASTIC-GIRL, all’apice del successo, si sono sposati. Lo stesso anno è iniziata la campagna contro i SUPER per i danni causati alla collettività dalle loro eroiche azioni. I Super devono andare in pensione, ci penserà lo stato a garantire loro l’immunità per i reati precedenti. E così ritroviamo BOB – MR. INCREDIBLE con un panzone da bevitore di birra a fare l’assicuratore. Anche lì deve aiutare il prossimo e l’odioso capoufficio lo manda su tutte le furie. Ritorna a casa e prima che inizi una girandola d’avventure che lo porterà ad indossare nuovamente la tuta, ecco che furioso si appoggia alla macchina. La superforza rovina la carrozzeria e manda lo sportello è in frantumi. Bob rabbioso alza tutta l’utilitaria proprio mentre passa il mitico bimbetto col triciclo. Eccolo lì, a rappresentare il punto di vista di tutti noi disneyani della prima ora, l’incarnazione del senso stesso della Meraviglia. Sta lì, gli scoppia in faccia la big-bubble e dice che aspetta qualcosa di spettacolare.

L’aspettavamo anche noi, tutti e tre, tra rutti, bibitazze e pezzi di pizza.

Siamo stati decisamente accontentati.

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13 thoughts on “Un lepronte per amico

  1. Buah ahahah, che film di basso rango…. io invece l'ultimo che ho visto è una vera perla, un chicca che resterà nei secoli….. Alien Vs Predator…. La storia, i personaggi umani e tutto il contorno sono solo la scusa per vedere che succede se un predator incoccia disarmato un Alien……. Splash, Crack, Push, Sbam…… Spettacolare, insomma… alla fine non puoi che dire: 5 euro per un ora e mezza di un ottimo videogioco???? Splendida comunque la parte in cui muore Raul Bova…, si tira un sospiro di sollievo (l'alien recitava molto meglio).

  2. Certo al fascino di certi "capolavori" è difficile resistere…Comunque tornando allo scorrere quotidiano del tempo: la laurea è il 20 dicembre alle ore 15.30 sotto il faccione benigno del buon vecchio zio Karl. Il cellulare nuovo è andato in corto e ho perso tutti i numeri che, da emerito babbo, avevo memorizzato nella memoria del cell. invece che nella SIM.Per il resto tutto bene. Spero che l'arcifonema ti abbia lasciato il tempo di coccolarti i sogni.

  3. Coccolarmi i sogni??? Devo pensare volgare????? Ok no, scherzo. Seriamente,il 20 alle 15.30 ci sarò… ma c'é il valzer degli inviti per la sera (e voglio dire, sono ricercato ;-)). Mi han detto che tu non la fai il 20 stesso……. spero sia vero, così eviterò di fare spiacevoli pacchi a qualcuno (ma tu vedi il caso)…. Preferenze come libro filosofico in regalo (L'etica nicomachea devi farlo tu a me, ti ricordo)? Facciamo l'Enneadi?? Basta che poi le leggi tutte…ByeP.S.Sul fatto che il regalo non si debba discutere prima, personalmente non concordo appieno, come penso si noti.

  4. La data della festicciola oscilla tra il 22 e il 23, opto per il 22 (il 20 festeggio con la famiglia, il 21 c'è quella di Simona…)Per il resto, fai tu, basta e avanza la presenza tua e della landarola chioma.Buona indigestione

  5. guarda che hai impastato assieme due pezzi diversi del film: la prima scena è quella col bimbo sul triciclo che osserva il sollevatore di auto; nella seconda scena il bimbo osserva il tizio che non fa assolutamente nulla e il tizio dice: "che stai aspettando?" e il bimbo: "non so, qualcosa di spettacolare".

  6. Holà, non è che mi spediresti un'email con i topics che servono per Inglese??? Thanx,Bye.P.S.Ieri te ne ho spedita una io su B.S., poesie e ca**** varie.. non ricordo per se l'indirizzo è quello che mi avevi consigliato tu

  7. caspita!tu nn m conosci(ma neppure io se è x questo).non so cm sono capitata nel tuo blog.ah sì cercando qualcosa sul lepronte(troppo bello quel corto!).comunque t sto scrivendo queste poke righe x una ed una sola ragione:scrivi troppo beneeeeeee

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