la teoria del bonus

… Io credo – disse Talete – che la morte di una persona non dipenda mai da una malattia o un morbo che dir si voglia. Le malattie sono, diciamo cosi’, dei trucchi con cui il Supremo Manovratore dissimula il vero meccanismo della vita e della morte, e cioe’ il Bonus Vitale Individuale. Se mi consentite, esimi paracollegi, vi esporro’ la “teoria del Bonus” abbozzata da Cornelis Noon nella sua Terza Fase Manicomiale e da me sviluppata e perfezionata. Codesta teoria sostiene che a ogni essere vivente prima della nascita viene assegnato un Bonus di attivita’ vitali, che lo accompagnera’ nel suo cammino terreno.


Per fare un esempio, nel Bonus sono compresi :


trecentomila birre


un milione e diciasettemila starnuti


trenta viaggi all’estero


la possibilita’ di dire seicentosedicimila volta la parola “insomma”


seicentoventitre’ pediluvi


un milione di gelati


tre grandi amori


nove biciclette


seicentodue bagni di mare


sessanta litri di lacrime


quarantasei chilometri di spaghetti


trecentosettantamila errori d’ortografia


quarantamila cruciverba


tre uscite di strada a centoventi


tremila ore di poker


dieci milioni e settemila tra sigarette, sigari e tiri di pipa


sedici grosse disillusioni …


E cosi’ via per un totale di circa 10 alla 14 voci.


– E come avete calcolato la cifra ? – chiese Siliconi.


– Ho detto “circa”. Mettiamo allora che Tizio sia trovato morto per uno scaramaccino, infarto, ictus. Il medico non avra’ dubbi : e’ colpa del cuore trascurato, delle sigarette, dei trigliceridi. Nulla di piu’ falso. Avrebbe potuto continuare a fumare e mangiare : la colpa e’ dello sforamento del Bonus ! Lo scaramaccino e’ stato solo l’arma del delitto, come avrebbe potuto esserlo un incidente stradale, o lo sbranamento da parte di una tigre, o un vaso di fiori da un ottavo piano. Tizio e’ morto, ripeto, perche’, un attimo prima dell’ictus, ha mangiato il miliounesimo gelato, o ha detto “insomma” una volta di troppo, o ha pianto una lacrima in piu’ di quelle che gli erano consentite. Naturalmente, c’e’ chi nasce particolarmente sfortunato : se un tale ha come Bonus un solo starnuto o un solo litro di latte, non gli servira’ a nulla avere trecentomila scopate a disposizione. Il poveretto starnutira’ o tettera’ e lo troveranno secco nella culla. Un Bonus abbondante, ecco la vera salute !


– Ma come si puo’ sapere qual’e’ il nostro Bonus ? – domando’ Satagius.


– Non si puo’, ecco il punto ! Qua sta l’astuzia del Manovratore, che lo ha nascosto in chissa’ quale inaccessibile sottocodice genetico. Perche’ ? Perche’ se noi sapessimo che la nostra vita e’ sottoposta alla legge inesorabile di codesto Bonus, avremmo paura di tutto. Fumerebbe lei una sigaretta sapendo non gia’ che fa venire il cancro (infatti lo sa e fuma lo stesso), ma che potrebbe essere l’ultima del Bonus ? Altro esempio : lei conosce una meravigliosa creatura di nome Rosalinda, ma anni prima ha gia’ avuto una relazione con una fanciulla omonima. Non le verrebbe da pensare che il suo Bonus di Rosalinde ne comprenda una sola, o che il suo Bonus di baci con Rosalinde sia pericolosamente vicino all’esaurimento ? Per questo il Manovratore, nella sua divina scaltrezza, simula malattie, incidenti, fatalita’ e noi tiriamo avanti consumando il nostro Bonus, e magari siamo in bilico sull’ultimo metro di tagliatella, abbiamo sulla punta della lingua la parola che ci uccidera’, ignoriamo che ci restano solo due tramonti sul mare…


 


Da “ELIANTO” di Stefano Benni


 


 


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