la perdita della spontaneita’

‘Sto post l’ho schivato troppo a lungo. Ora, con meno problemi in zucca, e’ giunto il momento di dedicare almeno una pedalata alla SPONTANEITA’.
Premessa: l’amico Coniglione ha dannatamente ragione [ http://coniglione.iobloggo.com/archive.php?blogid=2026&eid=269 ]


daX dixit: “La verita’ e’ che uomini e donne non si capiscono, e le storie d’amore viste dai due lati appaiono completamente diverse. Non c’e’ niente da fare.”


Ci siamo. Problemi di prospettiva? No.
Qua i motivi affondano nell’incompatibilita’ tra 2 sguardi diversi sul mondo.
mi ricordo lo shock che provai allorche’ compresi che lo stantuffamento orizzontale piaceva pure alle donne. Ai tempi manco sapevo bene come funzionasse tutta la faccenda, dai film e dai giornaletti sopra lo scaldabagno avevo capito che l’uomo dominava schiavette procaci a cui piaceva subire silenti.
Fu una mia amica delle medie, un gran puttanone, a dirmi la vera verita’: “come piace a voi, piaceva anche a noi”. Le donne potevano aver voglia solo di un’ingroppata senza strascichi emotivi o altre pacchiane beghinate. Puro e semplice scambio di liquidi organici e consumo piacevole di calorie.


Una svolta, un perno che apriva mondi di sensi nuovi. Anche le donne avevano gli istinti da tre padrenostri e cinque avemarie.


Detto cio’, torniamo alla spontaneita’. quasi tutti ci ricordiamo quando la prima donna si e’ presa la nostra verginita’. Riusciamo ad essere cosi’ precisi col calendario quando si tratta di individuare l’istante in cui abbiamo detto addio alla ben piu’ preziosa SPONTANEITA’?


Io me lo ricordo perche’ l’ho capito due anni dopo. Ora se mi concentro l’attimo preciso lo becco di sicuro.
Era un sabato di giugno del 2002.
Ero andato a Palermo per comprare un libro per l’esame di Storia della Filosofia antica. La mia famiglia ne approfitta per andare a messa. Torniamo a casa e la troviamo svaligiata. Avevo lasciato il mio MOTOROLA V22 88 a ricaricare. Se lo portarono, insieme a tutto il resto.
Un terremoto avrebbe fatto meno male.
Da quella volta smisi di fare la cosa che mi riusciva meglio: non pianificare.



Odiavo programmare tutto. Bastava trovarsi al posto giusto e il resto si sarebbe addensato poi. Per intenderci, mai chiamato prima di andare da una donna. Prendevo la vecchia R4 verde pisello, le facevo ciucciare 10000 lire di Super e andavo lungo le curve della Statale a trovare tutte le donnine munite di tette degne d’attenzione.
Facevo la stessa cosa pure con le visite ufficiali, capitavo dalla mia Prof. del Liceo senza avvisare. Suonavo il citofono, se c’era sfumacchiavo mezza dozzina di camel 100’s e sorseggiavo qualche bicchierino di un non meglio identificato rosolio su un divano zoppo che stava su dei vecchi libri di Svevo.



Violavo gli spazi delle vite altrui senza capirlo.
Poi di colpo, tutto all’aria. Avevano violentato la mia casa. Orribile. Smisi di andare a zonzo per accucchiare stentate pomiciate da stemperare poi con la rocchetta da 1 litro e mezzo opportunamente tenuta sotto il sedile.
Quest’estate ne ho avuto la conferma definitiva, bel bello camminavo come Gianni il Babbeo, biancovestito in tempi non sospetti (prima cioe’ dell’apparizione della Bandana anglosarda), avevo voglia di leggermi il Corriere della Sera vicino alla spiaggia. Passo vicino a casa di una ex che ai tempi mi arrovento’ parecchio il cuore ed ecco che la vedo uscire di sbieco. Vestita di panna, con i capelli finalmente degni di essere guardati. La vedo e non faccio nulla.
Il vecchio Tonino avrebbe attaccato bottone, avrebbe saggiato le possibilita’ di un ritorno di fiamma.
Nulla. Il vuoto pneumatico tra amore e cranio.



Gia’ ne avevo avuto qualche sentore quando i primi tempi dell’universita’ le uscite cazzeggione andavano via via diradandosi. Ma qui era il punto massimo. Niente piu’ balzi felini su prede ignare.
Ora telefono, messaggio, pianifico, progetto, calcolo e posticipo. Sono diventato vecchio.



Venerdi’ scorso sugli sgoccioli di birra della Festa dell’Unita’ di Palermo se ne parlava con una mia amica. Me ne esco cosi’: “XXX, quando hai perduto la spontaneita’?”
Le tre xxx le metto perche’, credetemi, non mi ricordavo come minchia si chiamasse (e pensare che due anni fa, ai tempi del furto, le stavo addosso come un mastino).
Lei che ha il cervello fino, risponde decisa: “la prima volta che mi sono innamorata. Davvero.”



Diventi grande di colpo. Mentre ancora ammazzi i funghi di SuperMario o registri le puntate dei Simpson per i periodi di forzata astinenza. Cosi’, come il vento va. Senza che capisci nulla. Ti ritrovi qualche metro sopra il cielo a guardare gli aquiloni e pensare alle certezze che avevi quando infilavi le dita nell’impasto della torta al cioccolato. Poi tutto passa. Ti ritrovi infilzatodalla progettualita’ quotidiana. E so’ caz*zi…  

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6 thoughts on “la perdita della spontaneita’

  1. allora è vero. Cioè, la cosa che oltre il discorso mi ha colpita è questa: è vero che ci si può dimenticare di una persona che è stata a fondo nei nostri pensieri.sob.Mi sa che anche un mio amico che faceva il mastino a malapena si ricorda come cazzo mi chiamo.E solo perchè c'è nell'indirizzo mail nel quale di solito mi scrive.Desolazione.

  2. grazie tonino. della considerazione. e sono contento che un post sincero come questo, senza troppi vezzi letterari a cui il tuo funambolismo letterario mi aveva abituato, scorre bene, dritto come una fucilata.Certo che voi al sud siete altra cosa… noi a provarci con una ragazza non lo facciamo manco morti… e ci ammazziamo di seghe una vita.

  3. (ps, non prendere il discorso dei vezzi come una critica vhe! che poi magari ti ci arrabbi. era per dire che a me piaci di più quando scrivi in modo piano… hai un certo gusto barocco e arzigogolato, quasi poetico che è molto bello a tratti, un po' impegnativo, che vuole dire fra le righe… però la frase secca, vitale, che arriva direttamente dalla vita senza intermediazioni di fantasia, coglie parole più asciutte, pensieri più elementari, costruizioni più cristalline. insomma, più vicino ai modesti gusti del coniglione… mi sono perso… ho sonno!una stretta di mano!

  4. x daX, grazie per tutto.che vuoi che ti dica, mi piace sperimentare. Come sempre. A volte ci si azzecca, altre no.X starlet il punto e' un altro. LA stavo chiamando col nome della mia ex… peggio, molto peggio. meglio ammettere l'omissis. O no?

  5. è vero… però i virtuosismi dovresti, secondo me eh, centellinarli come perle qua e là, dove danno veramente un senso oltre che estetico, semantico e strutturale. mi spezzo ma non mi spiego, eh? 🙂

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