rotola come lattine vuote

Le ultime teste che rotolano mi hanno fatto ricordare le ultime pagine de LO STRANIERO di CAMUS


In estrema sintesi: Mersault aspetta nella sua cella il boia e la morte dopo che ha ucciso un arabo per il troppo sole. Si sente svacantato e ripensa a quando suo padre ando’ a vedere un’esecuzione.
E nell’ultima pagina conclude cosi’:


[…] Laggiu’, anche laggiu’, intorno a quello ospizio dove vite si stavano spegnendo, la sera era come una tregua malinconica. Cosi’ vicina alla morte, la mamma doveva sentirsi liberata e pronta a rivivere tutto. Nessuno, nessuno aveva il diritto di piangere su di lei. E anch’io mi sentivo pronto a rivivere tutto. Come se quella grande ira mi avesse purgato del male, liberato dalla speranza, davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. Nel trovarlo cosi’ simile a me, finalmente cosi’ fraterno, ho sentito che ero stato felice, e che lo ero ancora. Perche’ tutto sia consumato, perche’ io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio.


FINE


—–


Le teste rotolano ancora al di la’ dell’ultima frontiera del terrorismo mediatico. E pensare che una vita fa all’esame di sociologia della comunicazione ho preso la lode proprio discettando dell’impatto devastante dell’immagine della distruzione delle torri gemelle.


C’era un articolo in cui si parlava di giovani “incatatonizzati” davanti alle immagini delle torri sbudellate, tagliate in due come sogliole nel bacio violento degli aerei. Giovani spiaccicati sul televisore per tre giorni di fila, incapaci di abbandonare  il canale all news. Imbambolati.
Per tre giorni di fila.


Hanno trasmesso la morte in diretta e ora a sfogliare le parole piu’ cliccate della rete vedi che ci sono i CERCATORI DI MORTE, gente che cerca spasmodicamente questi filmati invece di scaricarsi una bellona di plastica che ondeggia tetteculoecosce.


Picciriddi di 12 anni che ce li hanno pure nel telefonino questi filmati di teste rotolanti, che magari si scambiano questi invece della figurina di Totti. E io alla loro eta’ chiudevo gli occhi pure davanti alla scena identica che c’era alla fine di CINQUE DITA DI VIOLENZA con Bruce Lee.
Picciriddi che vanno da mia madre – professoressa alle medie – a farle vedere le stesse teste che rotolano nel loro telefonino con lo schermo colorato.


Ritorno a Dostoevskij e alla bellezza che salvera’ il mondo.
Uno ci spera.
 
E la speranza rotola pure lei. Rotola come lattina vuota.

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