quello che i giovani (non) leggono

Stamattina sfoglio il Corriere e mi trovo davanti la bella notizia che Orwell guida la classifica dei dieci – e dico 10 – libri che i giovani si porterebbero dietro inzainettati per bene.
Mi spunta un dubbio, c’entra niente la fascetta ignobile che quelli della Mondadori hanno prontamente appiccicato su 1984? Una fascetta gialla canarino che strillava “la vera storia del Grande Fratello”. Il dubbio resiste alle intemperie.
E poi, è tristemente scomparso l’evergreen Siddharta. bene, diciamolo, ci aveva un pò smacinato les pelotas. Vabbè, un secolo fa c’era Jovanotti che cantava “Siddharta me l’ha detto che conta solo l’amore”… amore. Parola inflazionata.


Ora, la domanda che davvero devo sputare prima che sia tardi è: chi cacchio si porta sulle spalle IL NOME DELLA ROSA?
Capiamoci, io adoro Eco quando scrive di quello in cui è davvero competente. Di segno, lingua, metafore e boschi narrativi, ornitorinchi kantiani ed estetica tomista può parlare a iosa ma lasci stare la narrativa. Vabbè, so già la risposta. Quella non è narrativa ma è meta-narrativa. Lui gioca a smontare il meccanismo che sta alla base dei libri illuminando la sua sterminata padronanza di tutto il baraccone insito nella parola scritta.
faccio finta di essere convinto e continuo.


Scivolo sulla sciabola e sui capelli color del grano del Petit Prince che è sempre un’acchiappalettori e vado avanti. Becco Sal Paradiso e la storia sfilata via con benzedrina e rotoli chilometri sulle ruote biancocerchiate delle Ford lucide di Sal Paradiso e Company. On the road ci sta sempre bene. E pure tutti i vattelapesca del giovane Holden che acchiappa segale e anatre stanche di ghiacciarsi il culo a Central Park.


Altri misteri: chi si mette nello zainetto Garcia Marquez e l’insopportabile trafila dei Buendia e di Macondo? Arrivato a pagina 70 ho preso il libro e l’ho salutato per sempre. Meglio le storie sporche di terra.


Altro grande assente Camus e il suo Straniero.
E manco un russo. Capisco che il campione intervistato è incastrato nella bell’età tra i 18 e 25 anni, ma nessuno si è avventurato nella Pietroburgo delle notti bianche di Dostoevskij?
Dai 18enni mi sarei aspettato risposte più contestualizzate.
Dico: e allora chi cavolo se l’è comprata Melissa P? Pensavo che i seguaci di Onan avessero fatto incetta della piccola siciliana creata a tavolino. Niente.
Manca pure Stefano Benni. E questo mi dispiace.
Perché Benni è meglio della nutella. Ti lasci scivolare nella sua lingua piena e barocca dove tutto è detto con pennellate di fantasia. Che ne so… invece di dire un cane vecchio, ecco un cane che aveva annusato un sacco di pisce di tirannosauro. E i mitici Grattasmog? Niente.


Sti giovincelli si tirano dietro l’inquietante 1984 con la Neolingua e la stanza 101. Tutti
allora sanno cosa c’è nella stanza 101. Ci sono le nostre paure più nere e profonde, le paure che ci fanno tradire ogni nostra convinzione per restare vivi e per cullare per il resto del tempo il rimorso. Nella stanza 101 ci siamo finiti tutti insieme. Le muse di Esiodo avevano detto qualche secolo fa che gli uomini si stavano riducendo a sola panza. Panze barbute che pensano solo a rimpinzarsi per poi ondeggiare in palestra nella pausa pranzo. Gente che zampogna il telecomando alla ricerca di qualche oscillachiappina bionda o bruna. Un esercito di coscette da locusta che danzanoridonoriempionoisognideglitaliani prima di finire spiaccicate su un calendario a reggersi le tette con le mani. Gente che si lamenta dei prezzi dei libri scolastici e poi munisce il pargolo di telefonini che non sfigurerebbero sulla plancia dell’Enterprise.


E questo è peggio.

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One thought on “quello che i giovani (non) leggono

  1. Le notti bianche è già la seconda volta che leggo questo nome, e la prima è stata in un sms un po' particolare….. E' il "mio" libro per eccellenza, forse anche il "tuo", ma a volte son contento che non sia poi così infalzionato…. puoi sempre raccontare la storia del giovane russo sognatore, magari ad una persona importante, senza sentirsi dire: "no , ma l'ho già letto…….". E magari poi leggere settimane dopo un sms: "…… ho letto le notti bianche". Strani scherzi della vita….. Ma sto inverno un salto a San Pietroburgo, non ce lo facciamo?????

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