il sogno piu’ sogno di tutti

“I guess I could be pretty pissed off about what happened to me… but it’s hard to stay mad, when there’s so much beauty in the world. Sometimes I feel like I’m seeing it all at once, and it’s too much, my heart fills up like a balloon that’s about to burst…
…and then I remember to relax, and stop trying to hold on to it, and then it flows through me like rain and I can’t feel anything but gratitude for every single moment of my stupid little life…
You have no idea what I’m talking about, I’m sure. But don’t worry…
You will someday.”
Finiva cosi’ “American Beauty”: un giorno lo sapremo. Sapremo come la bellezza del mondo riempie l’amore e il cranio prima che l’anima voli via. Com’essa tracimi verso le nuvole ricolorando ogni singolo momento di tutta una stupida e piccola vita.


Quello di cui molti mi accusano e’ vero, sono tenacemente attaccato al mio passato, come una patella allo scoglio. Semplice: viviamo il presente e vivendolo lo spediamo nel magazzino della memoria, il futuro c’e’ ma appena ci mettiamo piede diventa, passo dopo passo, recentissimo passato. E poi su che cosa si dovrebbe scrivere?
Sull’avvenire?
Sui mondi al congiuntivo?
Sui possibili futuri che ammazziamo ogni volta che facciamo una scelta?
“Le lingue sono fatte non tanto per disegnare il futuro quanto per raccontare il passato” lo dice pure il mio manuale di Linguistica Generale.


E poi se c’era una cosa che alle elementari odiavo era il tema che ti obbligavano a svolgere ogni dannato anno: “Scrivi cosa vorresti fare DA GRANDE…”.
Era angosciante: dover fantasticare su carriere improbabili e certezze fuori portata.
Quei temini erano nere e odiose torture psicologiche, frutto della malignita’ della maestra arpia che mi obbligava a colorare il cielo come voleva lei, tutto da un verso e con mano delicata.
– Non lo vorresti fare il calciatore e diventare bravo come Schillaci?
A me il calcio mi ha sempre annoiato, l’unica cosa allettante era fare il guardiano della porta. Mettersi tra due barattoli o tra due zainetti e aspettare. Aspettare lo scontro diretto con l’attaccante. Solo che dopo una trentina di brutte cadute ho preferito gli scacchi.
– Non ti piacerebbe fare il medico ed essere piu’ ricco di Zio Paperone in una bella casa col giardino?
NO.


A 8 anni le priorita’ erano altre. Minime. Afferrabili.
Riuscire a prendere piu’ grilli di Nicola.
Sbirciare sotto la gonna di Antonia.
Riuscire a finire i labirinti di Zelda sul Super Nes della Nintendo.
Il castello dei Masters e il galeone dei pirati della Playmobil.
La macchina degli Acchiappafantasmi (pero’ gli altri, non quelli con Slymer).
E poi il sogno piu’ sogno di tutti, l’arcisogno, quello che valeva tutta una settimana di tegolini: riuscire a catturare le lucertole con un filo d’erba come faceva Francesco Paolo.


Invece no, quello del tema doveva essere imbottito con un sogno da arrivista. Non potevi scrivere: “voglio solo e soltanto riuscire a catturare almeno una lucertola con un filo d’erba come sa fare Francesco Paolo. E se fosse possibile vorrei pure la fionda a braccio che papa’ non mi vuole comprare, giuro che se l’avessi la userei contro mia sorella solo per leggittima difesa o per accoppare qualche piccione.


Se avessi scritto cosi’ la maestra mi avrebbe strappato il foglio e chiamato la consulente con i porri sul mento e gli occhiali piu’ spessi di tre tegolini messi uno sull’altro. Per continuare a vivere tranquillo nel mio bel banco della seconda fila dovevo inventarmi che mi sarebbe piaciuto un sacco diventare un medico per aiutare i bambini del terzo mondo, gli stessi a cui volevo soltanto spedire tutti i piatti di lenticchie e i broccoli puzzolenti che mia madre mi obbligava a mangiare.


Quando capiro’ quello che intendeva Kevin Spacey in American Beauty mi sfrecceranno davanti un centinaio di momenti, fitti fitti e veloci, compatti, ineguagliabili, indimenticabili, inossidabili, indelebili, incocciati per strada o amorosamente coltivati. Forse ci sara’ pure quell’unica bellissima volta che ce l’ho fatta a prendere una lucertola.

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2 thoughts on “il sogno piu’ sogno di tutti

  1. Carissimo Tonino, pero ora devo andare a Kamikaze da Laspia&Carapezza… la linguistica è l'ultimo dei miei problemi… Da lunedì, spero, diventerà il primo… Nn sai che prio è dare Etnoantropologia con Ruffino….Bye

  2. bellissimo quello che scrivi, ma le lingue sono fatte per scrivere il mondo, e visto che ti accingi a preparare una tesi su Celan, nel momento in cui il tuo mondo non puo essere scritto con la lingua che hai esso ti inghiottirà in un baratro da cui è impossibile tornare.un altro tuo conterraneo ha scritto che il futuro ha un cuore antico, ma il presente – come bene illustra "American Beauty" – è l'unico futuro che abbiamo e lo ignoriamo a nostre spese. ciao

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