30 giugno
 Born to be Carlo
 


 Non aveva studiato niente, era stato coerente sino all’ultimo. Su questo Stefano non aveva dubbi, non ne aveva mai avuto. Carlo gli stava davanti, tra poco si sarebbe messo a piangere. Solo otto ore. Non gli restava che piangere. Gli scritti erano andati a tutti bene, nessuno era sceso sotto la sufficienza. Un pensiero in meno nella già affollata testaccia di Stefano. Non sapeva dire di no al suo vecchio amico. Era un’impresa suicida, nessun dubbio in proposito ma lui non l’avrebbe mai lasciato nei guai. In un’altra galassia l’aveva aiutato, avevano collaborato per uscire dall’incubo del demone Ciollone. Ce l’avrebbero fatta anche stavolta. Solo che ancora non sapevano come cazzo fare.


Carlo esibiva la sua posa migliore: cane bastonato con languidi occhi azzurri. Impossibile resistergli, il bastardo lo sapeva. Lo sapeva bene. Era una maledetta sfida contro il tempo. Avevano da rivedere praticamente tutto: letteratura inglese e italiana, matematica, Geografia astronomica, Letteratura latina, filosofia e storia, fisica… Tutti quegli argomenti erano ancora un continente inesplorato per Carlo, Stefano gli avrebbe fatto volentieri da guida. C’era solo un piccolo problema, la tematica era chiarissima, l’aveva costruita Stefano. In quel continente c’era però un piccolo triangolo delle Bermuda, lì s’era schiantata perfino l’inattaccabile preparazione del secchione. Non riusciva a capire che ci appizzava Petronio e il Satyricon nella “Trasgressione e Diversità” celebrata da Carlo. Lui non l’aveva nemmeno letto ‘sto Satyricon. Se lo ricordava bene quella settimana, la settimana in cui aveva accarezzato l’idea del suicidio. Camminava con una lametta gillette e voleva farla finita, si sentiva inutile.


La soluzione arrivò inaspettata, era stata la Montebianco a fare quelle aggiunte, sarebbe stata lei a chiarire i dubbi di Stefano.
– Ma non sarà illegale? Andare a trovare un membro esterno il giorno prima dei colloqui… se ci beccano…- Stava perdendo tempo, Carlo aveva già scelto e aveva già messo in moto la sua lancia Y.


La professoressa era stata esauriente, il Satyricon altro non era che la versione latina del “Vizietto”, una love story tra culettoni sullo sfondo della Roma antica.


  Schiacciava a tavoletta e Stefano continuava a ripetergli quello che lui avrebbe dovuto vomitare l’indomani davanti alla commissione. Stefano non ci sarebbe stato, doveva andare a superare l’esame di guida. Gli dispiaceva abbandonare il suo pupillo. Fumava una camel light dopo l’altra e gli era venuto fuori il primo giorno del liceo. N’era passato di tempo. Erano cambiati, erano diventati amici. Gli altri sarebbero diventate facce nella folla ma non Carlo, lui era speciale.
Il destino li aveva fatti capitare nello stesso banco, Carlo già esperto di rasoi e fiche, Stefano che ancora giocava con le sorpresine degli ovetti kinder.
 
Non ci aveva capito un cazzo come al solito, meno male che Stefano era lì, pronto a fornirgli una spiegazione. Il secchione s’era rimesso con Stefania e sembrava molto più rilassato, era tornato quello di sempre, allegro e spensierato con gli occhi luccicosi come in un manga. La felicità non è definitiva, glielo voleva sputare addosso ma non se la sentiva, lo lasciava fumare e vagheggiare su Stefania, domani avrebbe avuto anche lui la patente. Se lo immaginava già a bordo della Renò verdognola, ci stava bene in quella macchina, un pisello nel baccello diceva sua nonna.

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5 thoughts on “

  1. ti ho lasciato pochi giorni e mi trovo righe su righe nuove… se penso che io a fare 4 righe ci metto un ora… il problema ora è leggere tutto… un paccone di righe on line senza spazi è difficile otticamente da sopportare… quasi quasi stampo e mi leggo a letto… avrò inchiostro? riuscirò a far partire la stampate?

  2. Mi son fatto l'adsl, che figata!!!!! Ora me connetto quando me va……., e scarico velocemente……, e ascolto nuova musica…………….., e CHE PROGRAMMA DOVREI SCARICARE X FARE UN SITO?

  3. meno male che tutta questa scrittura non richiede carta, altrimenti, povera Amazzonia! Per lo meno si rispetta l'ambiente e non c'è bisogno di riciclare.

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