Edicole, Magagne e Fiducia


Settembre è tempo di raccolte, i quotidiani e i periodici incominciano ad allegare qualsiasi cosa: dvd, cd, libri, enciclopedie, videocassette, cataloghi d’arte, antologie di fumetti, saggi storici, dossier monotematici, video-inchieste, etc. etc.
Bene, mi fa piacere, è sempre cultura. Certo, lontana anni luce dalla cultura spazza-sofferenze che sognavano i baffi di Elio Vittorini sull’editoriale del primo numero del Politecnico, ma le coordinate e le ascisse spazio-temporali mutano gusti e preferenze.
Non basta più il contenuto del giornale a stimolare l’acquisto. Il quotidiano è quell’entità cartacea che danno come allegato alla videocassetta o alle tette del calendario. Mi è arrivato un ricordo, un piccolo sketch di Gene Gnocchi (che non ho mai capito se mi sta simpatico o no, o proprio la sua  schietta antipatia me lo rende simpatico?): Gene era un ciclista dopato e narrava le origini del suo dramma. Era tutta colpa degli inserti e degli allegati dei giornali. Voleva semplicemente un giornale da mettere nella giacchetta per combattere il vento con quel rimedio che sa di cose antiche e buone ma non aveva fatto i conti con gli allegati. Il quotidiano, il libro, il cd, la videocassetta lo appesantivano così tanto che aveva dovuto ricorrere al doping per riuscire a completare la gara.
La storia si ripete e si amplifica: basta pensare all’ottima iniziativa di Repubblica, l’enciclopedia Utet in 20 agili volumi. Ma ecco che arriva la magagna. L’Edicolante (idea Universale che raggruppa tutti gli edicolanti del mondo) aspira sempre a guadagnarsi un aggettivo possessivo: vuole essere il TUO EDICOLANTE. Anzi, di più, vuole essere il Tuo Edicolante Di Fiducia, il tuo edicolante HI-Fi. Ammiro questa dedizione ma c’è al fondo nero del barattolo un paradosso. Per chi come me ama vagabondare da un’edicola all’altra sulla scia delle emozioni (e soprattutto per non trovarsi di fronte all’imbarazzante situazione di un conto di 75 euro alla tua richiesta del Corriere della Sera [sommando quello che il tuo edicolante gentilmente ti mette da parte]). Il sistema però mi (ci?) impedisce di svolazzare da un’edicola all’altra. Anche se voglio acquistare mi impediscono di farlo (altro che l’Inquietante Uomo Col Sacchetto Giallo In Cerca del Suo “Grazie” Quotidiano).
E passi l’arrembaggio vergognoso che scatenano i volumi gratis dati in pasto alla massa per innestare la fidelizzazione (ho visto cose che voi Lettori non potete neanche immaginare: Giufà qualsiasi scesi dalla campagna alla ricerca del Nome di Rosa con l’Eco [offerta lancio del primo volume della biblioteca del 900 di repubblica] o peggio ancora le orde barbare che reclamavano pane e enciclopedie, tutti volevano il sapere dalla A alla Apra, anche in duplice copia, se possibile. E poi col Caravaggio del Corriere, insomma la storia si ripete ogni ad maledetta nuova raccolta.
Ma c’è qualcosa che mi fa prudere il cervello e rotolare estremità sferiche. Passo ai fatti e poi tiro le somme.
Ogni mattina il mio cane mi porta a passeggiare (chiunque abbia un quattrozampe capirà cosa intendo: siamo noi attaccati al guinzaglio e non viceversa), e ogni mattina vedo lei: l’edicola ottagonale di fronte alla sede distaccata del Municipio. L’edicola ottagonale è ancora in ferro e vetro, senza orpelli di plexiglass e alluminio lucidato a  specchio e senza nemmeno una maniglia cromata. Un’edicola che sa di passato, un piatto bello pieno in cui saziarsi di parole stampate. Procedo: attacco il cane a un palo dell’Enel, ci ripenso e preferisco una zampa di una moscia panchina di ferro e mi appropinquo. Chiedo il Corriere della Sera con il MOndo. Preparo già la faccia di Dante sul palmo della mano.
E l’edicolante mi risponde laconico: “esaurito”.
Cribbio, penso: sono le 7:17, ci sono lettori così mattinieri? Il Corriere c’è, è ancora impacchettato, il Mondo è già “esaurito”.
Stavolta dico basta, mi piazzo sulla panchina e lì attendo. Perché, cascasse il mondo, voglio vederci chiaro in questa faccenda. E resto lì, col cane che mi slinguazza le mani. Si fanno le 8 ed ecco arrivare la processione dei dipendenti del Municipio.
Tempero l’udito e la vista ed ecco che i miei sospetti si concretizzano. “Dottore, tenga il Corriere col Mondo, gliel’ho tenuto da parte.”
Mi vedo come in una foto. La mia faccia una maschera di rabbia, la faccia dell’edicolante ridotta a brandelli di pelle, sangue e spregiudicato senso degli affari; i denti lucidi sull’asfalto. Riapro gli occhi e placidamente, senza far nulla, riprendo il mio vagare.


Mi restano i miei dubbi appuntiti: se non mi faccio mai monopolizzare da uno e un solo edicolante, potrò mai acquistare quello che voglio? Se non mi scelgo un “mio” edicolante “di fiducia” potrò mai leggere liberamente quello che il mercato editoriale mi propone?
Giro la domanda al mio cane e lei, scondizolando, mi sorride con un sorriso viola. Viola come le bugie che gli edicolanti del mondo mi porgono tintinnando.

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6 thoughts on “

  1. Io purtroppo sono un fenomeno negativo…le prime uscite gratis mi tentano, mi chiamano anche la notte oppure quando passo davanti all'edicola…così ho una libreria piena di primi fascicoli di ogni cosa e un edicolante affettuoso che mi dice "lo vuoi? Te l'ho tenuto da parte, senza impegno…!" E io esco sempre di lì carica come un asino….Per fortuna mi fermo alla seconda max terza uscita anche se mi ricordo un'inutile enciclopedia della letteratura italiana di Panorama che stagiona in camera mia….

  2. Numb, idem come sotto. Ho un soldatino di piombo, un pezzo di galeone, un fossile, un micro libro, un francobollo e vari singoli pezzi di scacchiere. Per Dax: grazie mi hai stimolato sino a tirare fuori il meglio. Ti regalo una maiuscola. Da amico sei diventato Amico.

  3. Allora mettimi pure la maiuscola dove deve essere: daX ^_^… è un seppur misero nick, lo so, ma questo ho…un nick con la X maiuscola. GRazie Tonino per la considerazione. Farò tesoro di questa A maiuscola.

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