Il diario di Ulisse


Oggi, 15 ottobre 1997, dopo 15 anni di obesità, ho preso coscienza del mio problema e, davanti a Dio, giuro di fare l’impossibile per perdere almeno 20 chili.
Peso 102 kg e sono alto 1.70 m… PESO TROPPO! (pensa a Cuore di Ciccia!). Il mio idolo è Ben Hascom, uno dei sette fortunati di IT che è riuscito a dimagrire…
Io farò lo stesso!


25/10 Ho già perso 3 kg (99)
continuerò così


Vorrei essere leggero, evanescente, impalpabile e già il mio animo lo è: ora tocca al mio corpo sotterrato da decine e decine di chili superflui. Mi hanno sempre chiamato ARANCINA CON I PIEDI, PACCHIONE, BIDONE DI TRIPPA, PENTOLONE DI QUARUME, PALLA DI LARDO… e quelle vecchie che mi artigliavano la faccia e con le loro dita conficcate nelle guance mi dovevo sentir dire che quella mia panciona era tutta altezza… dovevo allungare di almeno due metri e ventidue centimetri, a sentirle!


Non so perché sia così difficile perdere sti chili. So benissimo che il grasso in esubero può essermi più letale, e soprattutto odio mettermi la tuta per le lezioni di educazione fisica e vedere come gli altri mi guardano i rotoli di trippa e le loro risatine quando tento di fare qualche addominale bruciano peggio dell’acqua ossigenata. Sono alto 1 metro e settantadue centimetri (né alto e manco troppo basso, a leggere le tabelle e soprattutto considerando che mio padre arriva giusto giusto a 1 metro sessantacinque). Ho finalmente un gruppo stabile d’amici e mia madre mi ha regalato il motore che desideravo (il mio Typhoon!!!), anche se continua a ricordarmi di pisciare prima d’uscire! Ho la migliore media della mia classe, il rispetto di quelli più piccoli e finalmente quelli dell’ultimo anno mi permettono di pisciare quando sono in riunione nel cesso del Liceo. Ma questo mio handicap (meglio evitare eufemismi e giri di parole…) mi fa soffrire e pure tanto, a dirla tutta. La trippa s’espande sotto le T-shirt e le camicie me le gonfiano le tette, cerco di coprire tutto con le mega-felpone nike ma mica che posso mettermele pure a giugno! Se sino a ora ho mangiato per non ingrassare, ora mangerò per dimagrire! La mia nuova dieta:
Caffè, Latte e 30 g di Special K di Kellog’s
Lattuga e carne o Lattuga e pasta
1 mela
per cena mi basta uno yogurt alla fragola


Il cammino sarà difficile ma ce la farò. Devo vincere sta battaglia contro me stesso.
Ulisse Cerami 9/12/1997


Ho avuto la prova che la dieta, se accompagnata dalla volontà, dà ottimi risultati! Mancano ancora 14 kg alla meta e sono sempre più intenzionato a raggiungerla. Prometto che non toccherò più pane e dolci, nemmeno quei fottutissime Wafer Loaker che sono così buoni… Sono ancora in tempo: ho 16 anni e forse se m’impegno ce la faccio a diventare magro prima dei 18 anni, magari mi faccio pure allungare i capelli e quando mi spunterà la barba mi faccio crescere due basette da far impallidire ogni paragone con Elvis!



8/7/1998
Ho già perso 9 kg, altri 11 e siamo a posto. Rifletti, Ulisse, se perdi peso starai molto meglio! Carrie ti può aiutare, con la scusa di farle fare la passeggiata puoi correre come un porco. A mare, nuota sino a quando stramazzi sulla spiaggia. Carpe Diem! Proprio come hai chiamato il giornalino che la Prof. Ti ha affidato. L’estate è ottima per dimagrire e pensa solo alla faccia che faranno quando entrerai in classe con i jeans attillati e i capelli a mezzo collo! Stefania ci resta come una sogliola impanata di sicuro!


P.S. Domani mi tolgo dalle palle l’interrogazione in fisica e sono LIBERO!


Oltre al fisico, cura la mente! Cerca di maturare, dopo la Cresima devi dare il buon esempio. Raggiungerò i 70 kg! Dio è con me!
Basta pane e dolci.


P.P.S. Lunedì scorso ho trovato Carrie. Stavo passeggiando in via Morana quando mi vedo due occhi nocciola che mi guardano dal fondo di uno scatolone dei pelati cirio. Ci penso solo un secondo e me la metto in braccio, pure che era piena di zecche e ridotta a quattr’ossa con la coda. Il veterinario, il Dott. Gagliardo, m’ha detto che ha i vermi, se non le passano non può iniziarle i vaccini. Non vedo l’ora che sia vaccinata e pulita, le voglio già un oceano di bene soprattutto quando apro la porta del magazzino la mattina, lei scodinzola e poi si mette a rotolare a terra tutta felice…
Sta estate perdo sti chili e mi leggo tutti i libri di King, ieri ho speso centomila lire alla Feltrinelli di via Maqueda e me ne sono tornato a casa con 8 paperback da sbranare, per ora mi sto leggendo RITA HAYWORTH e la redenzione di Shashwank (devo controllare se l’ho scritto giusto…), è la prima novella di STAGIONI DIVERSE. Ha come sottotitolo l’eterna primavera della speranza… spero che la mia estate lo sia altrettanto


12/9/98


Ho perso 22 kg da quando ho iniziato a mangiare bene. Perfetto. Altri cinque chili e sono in forma, perché ora sono alto 1.80 m.



3/1/99
L’orecchino l’ho fatto e mi stava una vera cagata, per una volta la mamma aveva ragione! Lei mi voleva buttare di casa, vendere il Typhoon e uccidere Carrie, è sempre così esagerata quando s’incaxxa! Sta incominciando a spuntarmi un po’ di pseudo-barbetta, quella peluria che a Bagheria chiamano “pilu caninu”.
Non sono sicuro che volevo veramente che il 1998 finisse, in fondo è stato proprio un bellissimo anno (ho perso 22 kg/ mi sono messo con Stefania, la ragazza che volevo da quattro anni/ho trovato un bel gruppo d’amici con cui dividere il conto che la signora Mineos ci porta per i nostri pizza sub e salsa rosa/ la mamma mi ha finalmente regalato il typhoon, anche se il più delle volte non riesco a farlo partire e dopo duecento colpi al pedalino preferisco andare a piedi/ ho avuto finalmente un dieci nella pagella e per di più in italiano per i miei temi/ ho letto tutto quello che ha scritto King e ora devo aspettare che si metta a scrivere un nuovo capitolo della Torre Nera per sapere se Roland ce la farà ad arrivare alla meta/ ho trovato Carrie, la mia wonder dog). Spero solo che questo 99 sia un anno verde di speranza, proprio come l’orribile colore che la mamma ha scelto per riverniciare la Renò di famiglia, dico, ma si può tra tutti i gazzettini di colori che il carrozziere ci aveva dato scegliere quella tonalità del verde? Ma lasciamo perdere, di qua a quando avrò la patente la Renò 4 sarà gia stata rottamata e in garage ci sarà una bella Clio luccicante, tutta per me…
Spero di riuscire a chiarire tutto con Stefania e spero di non diventare uno stronzo qualunquista e massificato. Credo proprio che la vita non sia poi tanto diversa dalla ricerca di Roland di Gilead, l’ultimo cavaliere della Torre Nera. Tutti cerchiamo quello che ancora non abbiamo raggiunto, abbiamo bisogno di una meta a cui tendere per non sciupare l’unica possibilità che abbiamo. Pure che campiamo 120 anni e ci reincarneremo all’infinito, questa vita che viviamo non ci sarà più, questa che viviamo è l’unica che corrisponde a questa ascissa e a questa ordinata.
Ora chiudo con sti profondi pensieri che devo andare a studiare il secondo principio della termodinamica che domani la prof mi chiama al 70%!



23/1/99


Sono certo che mi sto comportando da irrazionale, ma vedere Stefania che passa la ricreazione a strusciarsi con Salvo Giangrasso (il mega-frocione della III^ E) mi fa salire un nervoso… Pensavo che di Stefania non me ne fregasse più di tanto, soprattutto dopo che m’aveva lasciato come un merluzzo senza croccante doratura panata il giorno prima della gita a Cefalù. Solo ora capisco che sono ancora stracotto, non posso non volerle bene, ecco tutto, soprattutto per quei due spicchi di cielo che ha sotto le palpebre che è così brava a mettere in mostra con due trattini di eye-liner.
Tra solo 7 giorni c’è il compleanno di Manuela al Kafara, devo andarci per forza, soprattutto dopo che m’hanno fatto mettere per il regalo 20 carte! Non so che effetto mi farà vedere Stefania e Salvo lanciati in un turbine di effusioni con e senza lingua. Meno male che c’è pure tutta la mia classe che almeno passo un po’ di tempo a fumarmi due sigarette con Carlo e gli altri, volendo potrei pure cercare di dimenticarmi Stefania concentrandomi magari su Valentina, ma Michele mi ha detto che piace a lui, quindi l’unica che magari potevo prendere in considerazione è OFF LIMITS. Mai e poi mai distruggere un amicizia per una donna, me lo devo ricordare pure che Valentina si struscia con la mini gonna che si mette solo per le grande occasioni e pure che ha i capezzoli che cercano di schizzare fuori dalle coppe del lovable pizzettato senza bretelle, magari pure in coordinato col minislip o col tanga da infarto…


9/8/99


Ho iniziato a leggere IL FU MATTIA PASCAL e Pirandello mi sta entusiasmando, forse ho perso troppo tempo a leggere solo King, da oggi mi devo rifare del tempo perduto sbranandomi i classici che la mamma tiene nella vetrina dello studio. Già li ho spostati nella mia angoliera di abete, è già qualcosa. M’è pure venuta in testa qualcosina per la tesina che devo presentare per il diploma, lo so che ancora c’è un casino di tempo, ma non voglio presentare niente di banale, la commissione deve restare a bocca aperta e voglio pure un applauso di almeno tre minuti. Dopo sti quattro anni in cui mi sono fatto un mazzo facendo tutti i compiti e non sbagliando manco un’interrogazione, è il minimo che mi danno quel benedetto 100 senza menarmela troppo.
Ah, il titolo provvisorio è DISANTROPOMORFIZZAZIONE nell’ERA DEL DISAGIO. O qualcosa del genere… mi piacerebbe soprattutto puntualizzare la figura dell’intellettuale nel dopoguerra e vedere come la cultura si è rapportata alla politica.


P.S. Il 22 luglio ho finito di scrivere il mio primo racconto lungo (sono settantadue pagine), l’ho intitolato DICOTOMICI FURORI, dopo che per quasi cinque mesi l’avevo chiamato “IL LICEO DEI MORTI VIVENTI”. L’idea di sta “dicotomia” m’è venuta ripensando a quel film che hanno tratto dal primo racconto di STAGIONI DIVERSE: Le ali della Libertà. Quando Red dice che o fai di tutto per vivere o fai di tutto per morire. Ho solo 17 anni, mi posso permettere di tralasciare le sfumature e guardare il mondo per contrari, mi aprirò alle sfumature più in là, per ora m’interessa capirci qualcosa in quella che per me è la Grande Dicotomia: è da almeno quando ho capito a che serviva il batacchio che ho tra le gambe, che tento di scegliere tra cervello e cuore… qualcuno sa come si fa? E poi come s’impara cos’è l’Amore? Amando? Ma se stiamo amando e ancora non sappiamo cos’è l’Amore, siamo certi di non star prendendo un abbaglio? E se tutti mi dicono che in Amore non c’è spazio per la riflessione come posso per via empirica capire che ho tutta la sintomatologia per dire che sono realmente innamorato? So che mi manca Stefania e la capisco da me la differenza che passa tra quello che provo quando Valentina mi passa accanto con una scollatura da ululare e quello che mi capita quando penso a come stavo bene a passeggiare a Porticello con Stefania…
So solo che credo che, proprio come diceva quel poliziotto nel Giorno della Civetta, mi ci romperò la testa. Già, è proprio uno di quei problemi da passarci intere nottate. Ne ho parlato con la prof. di Filosofia che mi ha dato da leggere il Simposio di Platone e poi mi ha detto che sono peggio di Wittgenstein, non le ho detto niente per non fare la figura dell’imbecille: ma chi è sto Wittgenstein?
Ma stavamo parlando di DICOTOMICI FURORI, so solo che è bellissimo, non tanto il racconto, ma quello che ho provato mentre lo scrivevo. Lo vedo che lo stile è ancora acerbo ma posso migliorare solo continuando a scrivere.
Quasi quasi copio qua il primo e l’ultimo capitolo (magari poi li cambierò tante di quelle volte…), almeno così si capisce il titolo…


ALFA


Il professore si destò alle sette in punto e, come sempre, dopo aver consumato le sue quotidiane quattro fette biscottate (riuscendo anche stavolta a non produrre alcun suono durante la masticazione), si recò nella sua immensa sala da bagno.


Lavato e sbarbato, osservò a lungo la sua immagine riflessa nello specchio. Aveva ormai superato la sessantina ed il suo ciuffo bianco, che prima era stato un piacevole tocco d’argento nell’immenso oceano nero dei suoi capelli, ora si estendeva a vista d’occhio come un cancro maligno.


Assisteva inerte a quel lento ma costante decadimento fisico e, improvvisamente, lo sguardo gli ricadde sul suo vecchio pene; lì il trascorrere del tempo aveva lasciato i segni più evidenti. Vi era stato un tempo in cui, senza bisogno di viagra o cazzate varie, riusciva a raggiungere 18 centimetri di gioiosa erezione. Ora il suo membro giaceva senza vita insieme al pesante fardello scrotale, macabra caricatura di quel valoroso gingillo che spruzzava vaporose nuvole di sperma.
Perfino i peli pubici incominciavano ad ingrigirsi e fuori, intanto, il vento soffiava…


Senza alcun motivo, prese il suo vecchio rasoio a mano libera e cominciò ad incidere la giugulare ma, giunto al momento cruciale, scagliò la lametta nel water. Chinatosi vomitò, sonoramente, il contenuto del suo stomaco: una poltiglia informe sgorgò dalla bocca insieme ad un’abbondante dose di caldo sangue.
“NON HO NEMMENO IL CORAGGIO D’UCCIDERMI, SONO FINITO!” esplose a pieni polmoni il vecchio arzillo professore che, da anni, aspettava di andare in pensione. Anche se, in cuor suo, l’insegnamento era l’unica ancora di salvezza che ancora lo teneva a galla nel mare della vita.
Un mistero attanagliava il suo cuore, un X-FILE che nessuno avrebbe mai risolto. La casa non gli era mai sembrata così vuota dal giorno in cui la sua povera consorte si era spenta, falciata via da una neoplasia al seno. Presto o tardi il professore l’avrebbe raggiunta, grazie al tumore che gli contorceva lo stomaco.
“Ormai non ho più nulla da perdere” concluse mentre chiudeva la porta di casa tenendo in mano la sua vecchia borsa, sepolcro di tutti i suoi averi: la più bella foto dell’album di nozze, le analisi che accertavano il suo cancro e la sua amatissima MONT BLANC, la penna stilografica con cui aveva deciso le sorti di tutti i suoi alunni.



OMEGA


Carlo non accenna a risvegliarsi dal coma in cui è caduto.


E’ ridotto ad un possente vegetale d’ottanta chili e, credetemi, non è facile assisterlo. Galatus è stato sconfitto ma non cambierà niente se non scoccherà la sesta ora.


Le tre professoresse erano, in realtà, entità sovrannaturali.


I miei compagni sono stati accolti in paradiso ma io sono bloccato in quest’inferno, costretto a far da balia a Carlo.Talvolta ho la sensazione che tutto cambierà, in meglio. Anche stavolta gli zombi si rialzeranno dalla tomba ma per ritornare ad essere studenti normalissimi, o quasi. L’incubo svanirà ed io potrò riabbracciare i miei amici.
In altre occasioni, vorrei non essere l’unico superstite: Carlo è un manichino respirante e la solitudine mi sta dilaniando.
Questa parentesi solitaria mi ha fatto riflettere, riesco ad andare avanti solo ripensando alle parole di Laurentius: SAPERE AUDE, mai come ora sto utilizzando la mia intelligenza per non impazzire. Le notti sono lunghe ed interminabili.Potrei suicidarmi… L’oblio della non vita è così dolce!
Potrei, ma Carlo sarebbe così condannato a una morte orrenda, magari ucciso dagli atroci morsi della fame. Non posso, non posso farlo.
Devo continuare ad attendere… La tenacia di Stefano e degli altri della resistenza deve essermi d’esempio.


La quinta ora è suonata ed io sono ancora in preda ai miei dicotomici furori: resistere alla corrente o lasciarsi naufragare? La speranza è l’unica cosa che mi tiene ancora a galla.
Spero di resistere sino al trillo della campanella.
Spero di spalancare gli occhi e rivedere tutti i miei amici.
Spero che il liceo sia squallido come nei miei sogni.
Spero . . .

17/11/99


Sono successe un casino di cose: se non le vomito sulla carta, impazzisco.
Piccolo schemuccio introduttivo:
1) Storia clandestina con Laura
2) Perdita della fede immatura (o almeno così ha detto Padre Carlo, il mio confessore)
3) Lisa (ora spiego…)
4) Il gemellaggio della scuola della mamma con gli spagnoli


La storia con Laura è stata stupenda proprio perché è stata la mia prima storia “irregolare”, insomma lei era già zita e nonostante tutto c’è stata e io finalmente sono stato il cornificatore e non l’ignaro cornuto.
Tutto è successo a scuola della mamma, la sera della cena d’addio per i prof. di Madrid che si sono gemellati con la scuola dove la mamma insegna italiano e storia.
Lei continuava a guardarmi con due bellissimi occhi, incorniciati da capelli biondi naturali, fisico perfetto e look altrettanto. Lei mi guardava… come posso rendere l’idea… per la prima volta ho capito che piacevo a una ragazza. Non so se sarà stato il dopobarba, o i jeans attillati che riempio giusti giusti con i miei 77 chili, magari la quintalata di Axe africa che m’ero spruzzato per non far puzzare le ascelle in questo innaturale caldo che continua a insistere a metà novembre.
Lei mi guardava, poi una collega della mamma ci manda a posare i piatti sporchi nella cucina della mensa del tempo prolungato, nel casolare accanto alla palestra dove le bimbe delle medie stavano intrattenendo gli ospiti con un’imitazione adolescenziale di Grease. Io avevo ancora i suoi occhi piantati sulla camicia cachi e i jeans, ancora attillati anche dopo due piatti di cous cous, chiude la porta e io penso che la scena non sta accadendo, è solo un altro di quei sogni che poi mi lascia il pigiama sporco. Comunque sia, lei mi bacia e io bacio lei in un turbine di emozione mentolata dalla Chloralit che mi sono sparato in bocca. Qui tutto ok, le mie mani ormai sanno dove andarsi a posizionare. Tutto o.k. ma poi le mi dice mentre ancora mi mordicchia mezz’orecchia che lei è già accasata con uno dell’IPIA, cioè ci saranno pure centinaia di bravi ragazzi all’IPIA a specializzarsi in elettronica o che caxxo ne so io ma io non avevo mai manco accarezzato una mossa tanto azzardata: soffiare la ragazza a uno dell’IPIA che già si fa la barba non una, ma ben due volte al giorno… cacchio, da secchione dimagrito ero diventato una leggenda.
Le piacevo, lei mi piaceva e lei mi dice pure che non ha pregiudizi morali, né tabù da bigotta. Ho scelto di mantenermi in vita, pisciare nel territorio di un bullo dell’IPIA non è una spacconaggine, è
S U I C I D I O !!! ( i tre ! per rimarcarlo ancora di più).
Ne ho perfino parlato con la mia guida spirituale (te ne affibbiano una appena t’iscrivi all’oratorio, almeno la mia me la sono scelta io). Padre Carlo mi ha detto che è felice della mia crisi, mi dice che “La merda serve a concimare”. Io glielo ho detto che non credo più, o meglio, non credo più con quella fede (che parola grossa…) che avevo quando la mamma mi aveva imposto l’oratorio. Ho pure iniziato a bestemmiare. Anche se non capisco perché, poi penso che tutti i miei amici lo fanno e capisco che è solo un altro brutto vizio che m’hanno attaccato.
Era passato qualche giorno e mi volevo sistemare con quella schizzata di Lisa (quella abbastanza carina dell’oratorio, almeno un tipo da tre asterischi ***, ** per il fisico e * per la bella testa che si ritrova) (***** è il massimo, Pamela Anderson che fa ballare le sue tettone sulla spiaggia in quel costumino rosso da guarda-spiaggia se le merita tutte). Mi volevo sistemare con lei, le avevo perfino comprato una paperetta di peluche che avevamo visto assieme nella vetrina del giocattolaio in Via Dante. Michele (che nel frattempo è riuscito a mettersi con Valentina e le sue tette) agiva per aiutarmi in ogni modo, dovevo solo riuscire a parlarle ma ogni volta che ci provavo capitava qualcosa che mi bloccava. Domenica scorsa Michele e Valentina si sono cresimati e ci hanno invitati ( a me e a Lisa), io la vado a prendere col mio vestito di velluto blu appena stirato. La faccio salire sulla sella del Typhoon e dopo la cerimonia (pallosissima, come al solito), la porto dove fermano e ripartono i treni di Santa Flavia, prendiamo un panino con mozzarella e erba cipollina e ce lo facciamo tagliare in due parti simmetriche (manca il fondamentale prosciutto, fondamentale per ogni panino che si rispetti, perché lei è VEGETARIANA). Stavo quasi per arrivare a meta quando mi squilla il cellulare. È mia madre: la madre di Lisa cerca disperatamente sua figlia. Salgo sul Typhoon e nel tragitto la intrattengo straparlando del sistema hegeliano (un secchione ha sempre qualcosa di cui parlare e poi l’avevo ancora fresco dall’interrogazione di venerdì in cui avevo pure preso 9 e 1/2).
Arrivo sotto casa sua con suo padre che stava appena per uscire la panda per la missione di salvataggio. Il padre mi guarda, anzi mi fulmina e io riesco solo a balbettare qualcosa tipo “ci sentiamo” o “ti telefono” prima di scappare via.
È una settimana che non la vedo e ora scopro che si sta mettendo con un coglione che ha conosciuto sulle panchine di Don Gino!
Non ce la faccio più!


P.S. Almeno mi sono comprato il computer (prosciugando due anni di risparmi).
P.P.S. Basta con le cazzate, sono di maturità, anzi ora si chiama ESAME DI STATO. Mi sento come quel tenente del deserto dei Tartari: aspetto. Morirò quando arriverà quello che aspettavo da una vita?

Annunci

3 thoughts on “

  1. sono con linux (il s.o. , non un mio amico)… visionare i blog è un casino, perkè crasha… cmq… con netscape 4. si legge bene la parte dei post, male la parte di destra ( o meglio non si legge). Al coniglione va peggio perkè con linux e netscape, non si legge una fava… volevo dire… bel postone, lunghissimo, ma l'ho letto tutto.C'è un puzzo incredibile fra il morto e il piscio qui al mio computer. che schifo.Ho dato uno sguardo a saturnismo… me lo spieghi meglio? che forse sono saturnista, ma per i cazzi miei. Posso contare almeno 5 lavori fotografici mai realizzati.bello il post, ma è una storia vera?… sembrerebbe di sì, ma sarebbe più bella se fosse finta. ciao.

  2. Il diario di Ulisse è un interludio tra gli ultimi capitoli del mio romanzo (i primi nove capitoli sono on line su http://www.bombasicilia.net > feuilleton). Lo scritto di getto, annacquandolo forse con qualche ricordo di troppo. Ma è finto, fintissimo, un vero racconto, insomma.Il saturnismo è il saturnismo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...