Col compasso tracciami lune piene sullo zigomo e cucimi i tuoi labirinti sulla schiena


Il numero 5 di BOmbaSicilia sarà dedicato alla Luna: serve anche il vostro aiuto, ne hanno parlato in lungo e in largo poeti, astronomi, Vasco Rossi, Max Gazzè e Leopardi le ha regalato più aggettivi di quanti ne ha riservato agli occhi di Silvia.


Qui lascerò quello che vado trovando su lei e la sua faccia da teschio spolpato, iniziamo:


Riflettendo su quella pietra abbandonata sospesa là nell’abisso, ci si potrà sentire, in maniera assai numinosa, dei vermi, degli esseri vili e inutili rispetto a immensità del tutto incomprensibili. “Il silenzio eterno di questi spazi infiniti mi spaventa”. Ci si potrà sentire come si sentiva Pascal. Oppure si potrà avere la stessa reazione di Paul Valéry. “Il silenzio eterno di questi spazi infiniti non mi spaventa”. Non è detto, infatti, che contemplare l’astronomica luna di pietra ci annichilisca. Al contrario può indurci a gioire, a esultare per la nostra condizione umana (…). La pietra ci guata dalla nera immensità, come un memento mori. Ma noi sappiamo che è un memento mori, e questo giustifica un certo senso d’orgoglio umano. Abbiamo il diritto di provare una vaga, sobria esultanza.


Aldous Huxley, “Riflessioni sulla luna” (1931) (segnalato da C. M. Gaston)


io voglio bestemmiarla la luna
porca luna
bastarda
pezzo di roccia galleggiante
puttana
adorata da branchi di poeti in estro
avvelenatrice
che dona rime diabetizzanti
gigiona
sorridente a tutto ciò che incombi
obesa
gongolante rotolatrice pallosa
luna
vattene via!
che m’inquini il cielo e smorzi
quelle stelle che brillano
quelle sì,
di luce loro e basta.


inculoallaluna!unosettesette002 (versi di DDT, declamati con successo alla Biennale di Porto Ercole)


PAESAGGIO


Ci sarà la luna.
Ce ne sta
già un po’.
Ecco che pende piena nell’aria.
E’ Dio, probabilmente,
che con un meraviglioso
cucchiaio d’argento
rimesta la zuppa di pesce delle stelle. (Majakovskij)


Cerco risposte che tu non puoi darmi,
sfoderi il tuo sorriso smagliante
solo per attirare i mari,
poi ti nascondi per spiarmi.
Tu non custodisci ciò che ho perso
ombrelli, chiavi, calzini spaiati
finisconono scaraventati
nei buchi neri dell’universo,
sogni amori desideri gioielli
sono merce per i tuoi loschi affari,
per non parlare della gioventù.
Tempo sprecato quello a faccia in su
in attesa di un segno incoraggiante:
ciò che è perduto non ritorna più.


versi di Teresa Zuccaro


Ora tocca a voi…

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2 thoughts on “

  1. Tonino, di majakoski sono solo i primi 8 versi, gli altri sono miei, infatti si vede (non sono un granchè:-))). Mi impegno per questo numero sulla luna. Salutoni, teresa

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