Questo ricordo lo vorrei raccontare


La Seconda Guerra Mondiale si è portata via il fratello di mia nonna, disperso in Russia nell’inverno dei suoi 18 anni.
Sì, aveva 18 anni ed era capoclasse al Liceo Classico. Hanno provato a farlo restare, gli avevano detto di tagliarsi un dito… Piangendo è salito sul treno ed è andato a morire con tutte e dieci le dita, con la certezza che nessuno lo avrebbe chiamato mai “disertore“. È morto assiderato: la voglia di tornare da sua madre e da sua sorella nella sua bella casa del Corso Umberto I non è bastata a riscaldarlo.
In mezzo alla neve, con i piedi ghiacciati, la retorica del “Dulce et decorum est pro patria mori” non serve a molto.
Ora è su una lapide, sulla facciata del Municipio, insieme agli altri che, dicono, furono “fulmini scagliati contro l’orda nemica”.

Advertisements

2 thoughts on “

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...