Con un thè e granita là, dove il mare sputa rabbia e alghe e rancori sui frangiflutti.


Ho davanti la faccia del mio compagno di banco, con lui ho diviso tutte le ore del liceo ed eccoci qui, tre anni dopo quel fatidico 2000 a succhiare la cannuccia del thè che ogni due sorsate la granita l’attuppa.
Si sentono questi anni sulle spalle, li vedi dietro gli occhiali da sole e nei discorsi vaginocentrici sempre più delicati, non si decantano più le magiche virtù del capezzolo a spadotto, ogni storia che abbiamo vissuto ce la portiamo dietro, in una nuova ruga sulla fronte.


Con i vecchi amici non importa la frequenza delle visite, ci vediamo quasi ogni sei mesi o anche più raramente ma sembra che abbiamo fumato l’ultima sigaretta nel bagno del liceo appena due minuti prima e non  te ne frega niente se non costruisci nulla in quelle tre ore e in quei tre thè e due birre e noccioline che sanno di stantio.


è tutto un flusso di coscienza che vomiti in faccia all’amicizia, voli nei ricordi che galoppano, svolazzi di argomento in argomento. Parli dell’ultima storia finita come sempre tra urli e minacce e riconciliazioni che fanno ancora più male, parli delle falle di Windows e delle potenzialità di Linus ma, caspio (non dice così FRY sotto lo scafandro antigravitazionale di Futurama?), perchè il programma di videoscrittura del Pinguino usa gli stessi Kernel di Word? E sì che è sempre quello il problema: scrivi in word con formattazione adeguata: grassetti, corsivi e belli quanto inutili orpelli, fai taglia-incolla e in Front page tutto va a puttane, tutti quegli inutili tag che appesantiscono solo la pagina.doc e allora devi fare l’unica cosa accettabile, taglia e incolla nel bianco del NOte Pad e così tutto si sistema ma poi devi aggiungere manualmente i tag. Dico, Bill, guadagni miliardi su miliardi, ogni PC ciuccia da te e ci ripaghi così? Con ‘ste brecce di Porta Pia per i virus e errori che anche il più sfigato informatico potrebbe correggere in mezzo pomeriggio?


E poi si passa a parlare di come stanno gli “altri”, li hai sentiti?
Io no e tu?
Ma che ce ne frega, ogni classe sfuma in una miriade di sottoinsiemi sino ai famosi “gruppetti”, vero cancro di ogni fottuto Ordine del Giorno di ogni sacrosanta Assemblea di Classe. Io stavo con quelli della Milicia e con quelli di Villabate, gli altri erano comparse, di molti manco so ricordarmi la faccia. Qualcuno si è addirittura già sposato perchè la Cicogna ha avuto troppa fretta di nidificare sul suo comignolo.
Va così: THAT’S SICILY!


Oh, cribbio, mi è scivolato un punto esclamativo, la peste nera di noi blogger, almeno a quanto scrivono sull’ultimo, ottimo (?) articolo del corriere . Perché tanto odio nei confronti dei punti esclamativi e dei tre puntini di sospensione?
A dirla tutta fanno solo il loro sporco lavoro, tengono compagnia alle consonanti e alle vocali che ci scivolano sulle tastiere.
!‘ mi sta simpatico, lui lungo lungo con la schiena dritta a puntare il cielo e quel puntino di sotto, mi ha fatto sempre pensare ad una stecca da biliardo nell’atto di puntare il boccino, a una pulce con un bastone in mano da spaccare in testa a quelli della Frontline, a un vecchio russo che russa sotto un colbacco fuori misura e a Damocle con la spada sospesa sulla testa.
E ‘‘? Altrettanti vuoti di pensiero, omissis, falle narrative? No, niente di tutto questo, sono le celeberrime tre scimmiette che continuano a NON VEDERE, NON SENTIRE E NON PARLARE, sì, sono loro viste attraverso un cannocchiale capovolto, o loro o Qui Quo Qua o i tre moschettieri prima dell’arrivo del pizzetto di D’Artagnan o i tre Porcellini senza il lupo o tre poveracci che non fanno male a nessuno o Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno o la tesi, l’antitesi e la sintesi appoggiate sull’addome di tre formiche.


Mi stufano ‘sti scribacchini col moccio al naso, non hanno niente da fare che sciupare parole e parole su discorsi da caffè (anzi, meglio, “riscussi ‘ì cafè”)? I giovani leggono Harry Potter ed ecco: i tuttologi che indagano e tranciano e spellano il maghetto di Hogwarts per capire l’origine della potter-mania (non è che al fondo c’è un pò d’invidia per i milioni di copie vendute?).
Idem con i blog e stavolta ancora peggio, gli autori autorevoli ed autorizzati ci sgridano per questo cattivo uso della scrittura, questa tigre stuzzicata trasformata in un gattino che miagola annotando quello che qualche blogger fa prima di andarsi a sedere sulla tazza del cesso. Ma dov’è finita la libertà di scrivere e pensare quello che ci regalano i neuroni (nei limiti conosciuti: la mia libertà finisce dove inizia quella tua e viceversa, versa Vicè! [giaculatoria rivolta a Vincenzo per suggerirgli di riempirmi  nuovamente il boccale che la sete impazza])?


“Tonì, sei pesante. Ti stai due minuti zitto?”
E ditemi, miei Sei Fedeli Lettori, che potevo rispondere a Calogero che mi stava davanti dopo aver ‘monologato’ per un’ora buona? L’unica cosa possibile: “…!”


Con buona pace del Corriere.

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5 thoughts on “

  1. mi è piaciuto molto il tuo intervento sull'articolo del corriere, in home page di splinder. però come vedi, tu non abusi di punti esclamativi e puntini di sospensione, cioè non li metti a sproposito. molti se la sono presa perchè hanno la coda di paglia, ma è solo perchè non hanno voluto leggere il vero messaggio dell'autore dell'articolo.

  2. Uhm, la tua considerazione mi sembra a sproposito.Quelli che abusano di sospensioni ed esclamazioni, nemmeno l'hanno letto l'articlo del Di Stefano.E comunque sia, se uno volesse anche abusarne di sospensioni ed esclamazioni?

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