Cervello o Cuore


Dorothy era così assorta nei suoi pensieri mentre procedevano, che non si accorse quando lo Spaventapasseri inciampò in un buco e rotolò oltre il sentiero.  Perciò egli fu costretto a chiamarla perché lo aiutasse e rialzarsi di nuovo.
– Perché non hai evitato la buca? – chiese il Boscaiolo di Latta.
– Non ne so abbastanza, – rispose lo Spaventapasseri. – La mia testa è imbottita di paglia, sai, e questa è la ragione per cui sta andando da Oz  a chiedergli un cervello.
– Oh, capisco, – disse il Boscaiolo di Latta. – Ma, dopo tutto, il cervello non è la cosa più importante del mondo.
  – Tu ce l’hai? – chiese lo Spaventapasseri.
– No, la mia testa è completamente vuota, – rispose il Boscaiolo, ma una volta io avevo un cervello, e anche un cuore; così avendoli provati entrambi, preferirei di gran lunga avere un cuore.
– E perché? – chiese lo Spaventapasseri.
– Ti racconterò la mia storia, e capirai.
Così, mentre stavano camminando attraverso la foresta, il Boscaiolo di Latta raccontò la seguente storia:
– lo sono figlio di un Boscaiolo, che abbatteva alberi nella foresta e rivendeva la legna per vivere.  Quando crebbi, anch’io divenni boscaiolo e, dopo la morte di mio padre, mi presi cura della mia vecchia mamma finché visse.  Poi decisi che piuttosto che vivere da solo, mi sarei sposato, per non soffrire di solitudine.
– C’era una ragazza Munchkin che era così bella, che m’innamorai di lei con tutto il cuore.  Ella, da parte sua, promise di sposarmi appena fossi riuscito a guadagnare abbastanza danaro per costruire una casa migliore; così mi misi a lavorare più duramente che mai.  Ma la ragazza viveva con una vecchia, che non voleva che sposasse nessuno, poiché era così pigra da pretendere che rimanesse con lei e le facesse da cuoca e da domestica.  Così la vecchia andò dalla Strega Malvagia dell’Est, e le promise due pecore e una mucca se avesse impedito il matrimonio.  Così la Strega Malvagia fece un incantesimo alla mia ascia, e un giorno, mentre stavo tagliando la legna con buona lena, poiché ero ansioso di avere una nuova casa e la moglie il più presto possibile, l’ascia, all’improvviso, scivolò e mi tagliò di netto la gamba sinistra.
– Dapprima, questa mi sembrò una grande disgrazia, poiché sapevo che un uomo con una gamba sola non può fare molto bene il Boscaiolo.  Così andai da un lattoniere e mi feci fare una nuova gamba di latta.  La gamba funzionò molto bene, una volta fatta l’abitudine.  Ma la mia trovata irritò La Strega Malvagia dell’Est, perché aveva promesso alla vecchia che non avrei sposato la bella Munchkin. Quando ricominciai a tagliare la legna, l’ascia scivolò di nuovo e mi tagliò via la gamba destra. Di nuovo mi recai dal lattoniere, e di nuovo mi fabbricò una gamba di latta. Dopo questo, l’ascia incantata mi tagliò le braccia una dopo l’altra; ma io, per nulla scoraggiato, le feci sostituire con braccia di latta.  La Strega Malvagia allora, fece scivolare l’ascia e mi tagliò la testa e, in un primo momento pensai che fosse la fine per me.  Ma il lattoniere si trovava per caso da quelle parti, così mi fece una nuova testa di latta.
Pensavo di aver battuto la Strega Malvagia, così mi misi al lavoro più alacremente che mai, ma poco sapevo di quanto fosse crudele la mia nemica.  Ella pensò a un nuovo modo di uccidere il mio amore per la fanciulla Munchkin, e fece scivolare di nuovo la mia ascia, in modo che tagliasse proprio a metà il mio corpo, dividendomi in due parti.  Una volta ancora il lattoniere venne in mio aiuto e mi fabbricò un corpo di latta, fissando ad esso le braccia, le gambe e la testa, per mezzo di giunture, affinché potessi muovermi bene come prima.  Ma, ahimè!  Ora non avevo più il cuore, così persi tutto il mio amore per la fanciulla Munchkin, e non m’interessava più sposarla.
– Il mio corpo brillava con tanto fulgore al sole, che me ne sentivo molto fiero, e ormai non m’importava se l’ascia mi sfuggiva, perché non poteva tagliarmi. C’era un solo pericolo: che le mie giunture arrugginissero.  Ma tenni un oliatore nella mia capanna ed ebbi cura di lubrificarmi ogni volta che ne avevo bisogno. Comunque, giunse un giorno in cui mi dimenticai di farlo e, sorpreso da un temporale, prima di rendermene conto, le mie giunture arrugginirono, ed io rimasi immobile nel bosco finché non arrivaste voi ad aiutarmi.  E’ stata una prova terribile da superare, ma durante l’anno in cui rimasi lì, ebbi il tempo di comprendere che la perdita più grande che avevo subito era stata quella del cuore. Quando ero innamorato, ero l’uomo più felice del mondo, ma nessuno può amare chi non ha cuore, e così ho deciso di chiedere a Oz di darmene uno. Se lo farà, tornerò dalla fanciulla Munchkin e la sposerò.
Sia Dorothy che lo Spaventapasseri si erano dimostrati molto interessati alla storia del Boscaiolo di Latta, e ora sapevano perché fosse così ansioso di avere un nuovo cuore.
– Comunque, – disse lo Spaventapasseri, – chiederò un cervello invece di un cuore, poiché uno sciocco non saprebbe cosa farsene di un cuore, se ne avesse uno.
Io cercherò di avere un cuore, – ripeté il Boscaiolo di Latta, – poiché il cervello non rende felici, e la felicità è la migliore cosa al mondo.
Dorothy non disse nulla, perché era incerta su quale dei due amici fosse nel giusto, e così decise che, se soltanto fosse potuta ritornare nel Kansas, dalla Zia Em, non le sarebbe importato poi molto che il Boscaiolo non avesse il cervello e lo Spaventapasseri il cuore, o che entrambi avessero ottenuto ciò che desideravano.


Tratto da “Il mago di Oz” di Lyman F. Baum

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One thought on “

  1. Quanto ho letto il libro, ho pensato che lo spaventapasseri fosse cinico e materialista…invece aveva visto giusto…Comunque io avrei scelto il cuore (anche se non conviene). Simona

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