La fine di SuperGiovane


La città senza nome. Sempre l’anno delle zizze di Alessia Marcuzzi.
Un telefono squilla in una notte troppo buia.
“Casa Wayne, chi è che parla?”
“Ciao Alfred, sono Tonino. C’è Bruce?”
“No, il signor Wayne è fuori per… una riunione d’affari…”
“Ho capito: il pipistrello è tornato in azione. Bene, vado a cercarlo nei tetti di Gotham City”


Gotham City. A 50 metri dal suolo.
“Batman, ti cercavo”
“Ciao Tonino, guarda la luna… splende anche per i criminali. Scusa, vado di fretta, il crimine non si ferma mai.”
“Ero venuto proprio per questo… Ti ricordi? l’altra settimana eravamo al circolo dei super eroi e affini e mi hai fatto la solita offerta per la mia 500…”
“Quel gioiellino! E come faccio a dimenticarmelo? Ti offro il solito milione di dollari o alzo l’offerta?”


Tonino non risponde, guarda la luna e tira fuori dalla tuta dicotomica la foto della 500. Di quello che ne rimane…


Batman è di ghiaccio: “Dimmi solo il nome. Se facessero una cosa del genere alla mia Bat Mobile!!!”
Supergiovane” esclama Tonino tra le lacrime.
“Bene, non diventerà mai Supervecchio. Mai pestare il mantello agli amici di Batman. Mai. E ha osato scrivere che se avessse combattuto con me… Bene, realizzerò i suoi sogni di gloria. Senti, Robin è andato a stantuffarsi Batgirl… vuoi venire a vendicare la 500? Tonino? TOnino? Dove sei?”


Tonino è già a bordo della bat mobile con la mascherina di Robin.


La tana di supergiovane. Un giorno qualunque.









 


 


 


 


 


 


Batman piomba alle spalle di Supergiovane che ancora cerca disperatamente di uscire dalla 500, la modifica di Contaminato l’ha resa una macchina letale.
Gli piombano alle spalle e lui nemmeno se ne accorge.
Tutto accade in un lampo. L’uomo pipistrello gli spara una batcazzata dalla batcintura, lui fa una battuta ma la bat-tuta è piena di trucchi bat-teriologici. Tonino bat-te le mani e pregusta la vendetta.


Museo del buco del culo. Un altro giorno.
Supergiovane è seduto, legato come un salame a una sedia davanti a una sfilza di buchi del culo. Soffre come un caimano, mosse a pietà le associazioni umanitarie spingono per un intervento del vaticano.










 


 


 


 


 


 


 


Angelus del Papa. Domenica qualunque.











 


 


 


 


 


 


 


E alla fine la riconciliazione. Nemici e amici banchettano pacificamente. Sono andati a cena dal Cappellaio matto, è stato il Coniglione a mandarli lì. Supergiovane ancora scosso dai buchi del culo ci prova con Alice che non guarda i gatti ma fa il piedino al topolone che discute allegramente col coniglione. Tonino trangugia pane e panelle e sorride.










 


 


 


 


 


 


 


Finisce così la sa(e)ga di Supergiovane.


La 500 sta bene, Alfred l’ha riparata e qualcuno l’ha vista infilare la sua marmitta nel tubo di scappamento di una Opel Agila rosa.


Supergiovane si è ripreso dai buchi del culo, non riesce ancora a scoreggiare senza mettersi a piangere. Il dottor Coniglione ha detto che altri due anni di Non compleanni lo guariranno del tutto.


Alice ha sposato il Topolone ma il gelosissimo Stregatto se l’è pappato.


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