Le lucciole di Pasolini e la morte della Smemoranda


E’ stata la mia professoressa d’Italiano che mi ha messo questa pulce in testa.
Me lo ricordo bene: era l’ultimo anno di liceo e la prof. stava spiegando Pasolini. Ero nella mia terza fila a cullare i miei sogni in bikini, così, per tenerli in caldo per l’imminente estate.
Ero lì, terza fila accanto alla faccia semi-addormentata del mio compagno di banco, Calogero. Calogero passava il tempo a lisciare le curve della sua girl che occupava il banco davanti e io per sopravvivere a quelle smancerie dovevo tenere il cervello allenato. Lo facevo inventandomi storie.
Stavo dando vita a un romanzo pieno di zombi, sesso e okkupazioni quando il mio udito selettivo, ottenuto con anni e anni di allenamento, coglie una perla preziosa: i grandi sono grandi perchè hanno la capacità di attivare un inedito punto di vista sul mondo.
Bella frase: la professoressa si riferiva all’articolo di Pasolini sulla progressiva scomparsa delle lucciole.


Due anni dopo
Sono all’Università, il prof. Mancini sta spiegando con trasporto i Manoscritti Economico-Filosofici di Marx e il mio udito selettivo ri-capta quella perla: i grandi hanno la capacità di attivare un inedito punto di vista sul mondo.


I miei neuroni si sono messi in cerchio e hanno iniziato a discutere: ieri Pasolini vede prima degli altri le lucciole che pian piano si vanno spegnendo, oggi Marx che attiva il punto di vista dell’operaio sofferente… domani Tonino che vedrà?


Bene, oggi ho visto.
Ho visto la mia Smemoranda riempita sino al 25 gennaio.
Ho visto che il 25 gennaio ho aperto il mio blog e, semplicemente, ho fatto due più due: il fenomeno dei blog ha dato una coltellata al mondo dei diari “reali”.
Io passavo ore a buttare sulla carta pensieri e citazioni, ora li lascio qui, sul mio blog.
E insieme a me migliaia di persone.


Ho fatto un giro nella blogosfera: centinaia e centinaia di blog che sono veri diari on-line… E ho ripensato alla stessa essenza del diario. Al controsenso che rappresenta.


Io ho una sorella e lei teneva un diario segreto.
Un giorno che lei era in campeggio con le amiche ho trovato il diario… l’ho letto e al ritorno di mia sorella c’è stata una zuffa memorabile e già allora mi spaccavo la testa: perché scrivere un diario se poi si vuole che nessuno lo legga? La testa continuo a spaccarmela quando leggo i blog personali…


Ripenso alla mia smemoranda 2003, lì, vuota per il 75% del volume totale e vedo il mio blog assiduamente aggiornato.


Sì, non ho dubbi: i blog hanno dato una coltellata all’uso dei diari. Forse è letale.
E se questo fosse il mio inedito punto di vista sul mondo?

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3 thoughts on “

  1. i blog sono i "nostri" reality, ma ci mettiamo solo quel che vogliamo. attraverso i blog si può raggiungere una certa notorietà, ora si può arrivare a pubblicare, insomma. non è solo una coltellata ai diari. forse è il tuo inedito punto di vista sul mondo. i blog. da novello giornalista, potresti indagare più a fondo. ciao!

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