Dicotomico #FF6600


Io la bacheca l’ho conosciuta grazie a Zummo. La mia vita la posso spaccare in due: c’è una parte ante-Zummo e una parte post-Zummo. Tutte le cose che m’hanno sbiadito la patina bacchettona le devo a Zummo. Zummo l’ho conosciuto che avevo 14 anni e una panza da bevitore di birra professionista, lui quel giorno mi guardò schifiato e non potevo aspettarmi di meglio, ero vestito con un pantalone rosso e una camicia giallla, i capelli li avevo con la riga e la faccia da minchione. Non è che oggi questi caratteri recessivi siano completamente scacciati, sono sempre in agguato ma la Zummità che Zummo mi ha infuso li tiene abbastanza lontani.
La bacheca me l’ha regalata Zummo, mi ricordo ancora, era una versione arancione, con orribili gif animate: c’era la bettola, c’erano i personaggi della III^ C e c’erano i libri di Giga con i grafici su Porco Busy. La cosa che mi è rimasta appiccicata in tutti questi anni è una foto di Zummo nella home page che diventava un pagliaccio con i capelli verdi e il naso rosso. Sono strani i ricordi…niente può cancellare la prima volta che ho visto la fabbrica dove nasceva la bacheca: era la prima volta che entravo nel regno di luimik, la stanza prendeva consistenza piano piano: ecco sul muro i quadri di Giga con l’essere con la faccia a banana, una tastiera, una palestra da camera, quella specie di dondolino che serve per gli addominali, il porta-bottiglie da cantinero, le chitarre, gli spartiti e lì il computer troneggiante. Il computer dove nasceva la bacheca… Certi ricordi ti fanno compagnia per una vita… la bacheca è uno di quelli. Certo, non sapremo mai come finirà il giallo dell’estate (ricordate?) o perché la bettola ha chiuso, nè che fine ha fatto il libro di Ignazio Sardina (o era un nome simile) sui suoi anni al liceo (pubblicizzato per almeno un anno). C’era The zummo witch project e quella animazione in flash surreale e c’ero pure io con Dicotomico’s stories. C’eravamo tutti, ci siamo ancora e la bacheca è ancora qui, rimane il prisma in cui scomporci.
Io credo nella bacheca, credo che non riuscirò mai a scalfire il primato grafico di Giga, credo che Mitch realizzerà il suo sogno e suonerà il contrabbasso in smoking e ciabattones. Credo che il fratello (non più) piccolo di Luigi e Michele mi odi ancora, credo che c’è un posto dove radio sassari trasmette 24 ore al giorno e dove la gente chatta per un’ora e mezza quando sarebbe più facile andare a ridere con i bocca un pizza sub della signora Mineos. Credo che nella mia stanza 121 c’è un’altra grande paura: una vita parallela senza la bacheca. Una vita parallela in cui Zummo in quella domenica mattina non mi aggiunge tra i preferiti quel chilometrico amatissimo indirizzo: digilander.iol.it/luimik/index.htm
. Una vita senza l’arancione #FF6600.

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