Quasi quasi mi metto a piangere. Davvero. Sentire sto cd [mostri e normali dei TARM] si porta dietro tredici vagoni di ricordi. Lo so: sembra una stronzata diventare malinconico a 21 anni pensando al passato. Quale passato? Non c’è passato. Non c’è presente e non c’è futuro. Un bambino stringe un orologio a catena, lo fa girare nel vuoto, l’orologio si stacca dalla catena e va a morire sul muro delle stelle. Ecco. Così è nato il mio universo. Poi ho preso tutto quello che avevo letto (e riletto) in 18 anni ed è venuto fuori un mondo. poi leggo Davide Toffolo e mi ci specchio. Fregoli [il suo romanzo a fumetti, una specie di Casper molto più magico] vive nello stesso universo di Ulisse. Devo continuare il mio romanzo, non posso lasciarlo così in sospeso. La trama è già ben costruita devo solo riempire il vuoto tra i capitoli finali. Forse non è stata una scelta felice quella di far cercare a un ragazzo sia la sua donna che Jesù Cristo ma è andata come è andata. Dopo gli allegri ragazzi morti che popolavano le pagine di Dicotomici Furori e resuscitavano tra le gocce di vita era venuto il momento della svolta. Era necessaria una crescita. Capisco che la difficoltà principale è tutta nella parte in cui Ulisse ha finalmente ritrovato JC, è troppo banale farli parlare. Come non ci devono mai essere in scena contemporaneamente sia Ulisse che Lisa così non deve esserci nessun dialogo diretto tra il capellone e l’unico re…
trovata la strada, imboccala. Tutto qui. Come se fosse facile.
Vediamo un pò: Lucy nella barca con gli occhi caleidoscopici e Lisa che si tagliuzza le vene e il prato delle Erba voglio è lìm negli spazi vuoti tra i paragrafi. La scrittura è magia.
A proposito di Gesù e magia della scrittura
:leggo in Vibrisse di Giulio Mozzi
[Libro Azzurro (a cura di Franco Foschi)].
E’ un momento cruciale della sua vita. Attraverso il problema dell’adultera cercano di incastrarlo. Ma Gesù cosa fa: si china e scrive per terra. Usa il modulo di ciò che rimane, di ciò che chiarisce (o che cerca di chiarire), di ciò che vuole comunicare, cioè la scrittura. Ma lo fa sulla sabbia, e nessuno saprà mai cosa ha scritto.

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